Biografia di Battista Guarini
Nazione: Italia
Battista Guarini nacque a Ferrara il 10 dicembre 1538 e morì a Venezia il 7 ottobre 1612. Fu drammaturgo, poeta e scrittore.
Discendente del celebre umanista Guarino Veronese, durante la sua giovinezza si dedicò agli studi di retorica e poetica, e già nel 1548, a soli dieci anni, fu nominato professore di rettorica e poetica all'Università di Padova, dimostrando un precoce talento intellettuale. La sua formazione lo portò a far parte dell'Accademia degli Eterei di Padova, dove sviluppò le prime competenze letterarie che lo avrebbero contraddistinto come poeta.
Nel 1567 Guarini entrò al servizio degli Estensi a Ferrara, diventando dopo la partenza di Torquato Tasso il poeta più apprezzato della corte estense. Alfonso II d'Este gli affidò importanti incarichi politici e ambascerie, che lo portarono a viaggiare in diverse città italiane e straniere.
Dal 1568 iniziò una serie di incarichi diplomatici: fu a Venezia presso il doge Pietro Loredan, poi a Torino tra il 1569 e il 1570 presso Emanuele Filiberto, e infine a Roma presso il papa Gregorio XIII. Questi contatti con personaggi di alto rango come il doge, il duca di Savoia e il papa consolidarono la sua posizione di cortigiano e diplomatico abilissimo.
La sua opera più celebre è senza dubbio il Pastor fido, tragicommedia pastorale che iniziò nel 1580, pubblicò nel 1589 e che fu rappresentata a Mantova nel 1598. Guarini definì questa opera una "tragicommedia" per la fusione di elementi comici e tragici, inaugurando con essa un nuovo genere privo di precedenti nella classicità e di giustificazioni nella Poetica di Aristotele.
L'opera si configurò come un'amplificazione dell'Aminta di Tasso, di cui rinnovò l'atmosfera idillico-sensuale continuandone la struttura tecnica ma con un impiego più intenzionale della sonorità musicale e un gusto scenografico immaginifico apertamente preludente alla sensibilità barocca.
Intorno al Pastor fido si sviluppò una vasta polemica letteraria che si protrasse per i primi decenni del XVII secolo, estremamente interessante per la storia della lotta contro l'aristotelismo. Guarini riassunse pacatamente la propria difesa nel Compendio della poesia tragicomica tratto dai due Verati, composto nel 1599 e pubblicato nel 1601, sostenendo il fine edonistico dell'arte e la possibilità dei generi misti.
Oltre al Pastor fido, Guarini scrisse un volume di Rime che pubblicò nel 1598, caratterizzato da rime petrarchesche. Fu altresì autore della commedia La idropica nel 1584, inviata a Vincenzo Gonzaga ma smarrita e ritrovata soltanto dieci anni dopo, che fu rappresentata a Mantova nel 1608. Tra le sue opere trattatistiche troviamo il Trattato della politica libertà, che vide la luce soltanto nel 1818, e Il segretario, del 1594, sui doveri del principe. Lasciò inoltre un ricco epistolario che testimonia la sua intensa attività diplomatica e letteraria.
Nel corso della sua vita Guarini mantenne contatti con numerosi personaggi importanti della corte estense e oltre. Fu amico e antagonista di Torquato Tasso come cortigiano degli Este a Ferrara, creando con il celebre poeta un rapporto complesso di collaborazione e rivalità. Ricevette incarichi anche in Polonia, dimostrando la sua importanza diplomatica. Nel 1602 fu a Urbino presso il duca Francesco Maria della Rovere e nel 1605 di nuovo a Roma presso il pontefice Paolo V. Tuttavia gli ultimi anni della sua vita furono trascorsi lontano da uffici pubblici, in mezzo a liti giudiziarie e discordie familiari che ne segnarono il declino. Il Pastor fido insieme all'Aminta di Tasso rimane uno dei più importanti drammi pastorali nella letteratura di questo periodo, conferendo a Guarini una fama che attraversò i secoli.
Discendente del celebre umanista Guarino Veronese, durante la sua giovinezza si dedicò agli studi di retorica e poetica, e già nel 1548, a soli dieci anni, fu nominato professore di rettorica e poetica all'Università di Padova, dimostrando un precoce talento intellettuale. La sua formazione lo portò a far parte dell'Accademia degli Eterei di Padova, dove sviluppò le prime competenze letterarie che lo avrebbero contraddistinto come poeta.
Nel 1567 Guarini entrò al servizio degli Estensi a Ferrara, diventando dopo la partenza di Torquato Tasso il poeta più apprezzato della corte estense. Alfonso II d'Este gli affidò importanti incarichi politici e ambascerie, che lo portarono a viaggiare in diverse città italiane e straniere.
Dal 1568 iniziò una serie di incarichi diplomatici: fu a Venezia presso il doge Pietro Loredan, poi a Torino tra il 1569 e il 1570 presso Emanuele Filiberto, e infine a Roma presso il papa Gregorio XIII. Questi contatti con personaggi di alto rango come il doge, il duca di Savoia e il papa consolidarono la sua posizione di cortigiano e diplomatico abilissimo.
La sua opera più celebre è senza dubbio il Pastor fido, tragicommedia pastorale che iniziò nel 1580, pubblicò nel 1589 e che fu rappresentata a Mantova nel 1598. Guarini definì questa opera una "tragicommedia" per la fusione di elementi comici e tragici, inaugurando con essa un nuovo genere privo di precedenti nella classicità e di giustificazioni nella Poetica di Aristotele.
L'opera si configurò come un'amplificazione dell'Aminta di Tasso, di cui rinnovò l'atmosfera idillico-sensuale continuandone la struttura tecnica ma con un impiego più intenzionale della sonorità musicale e un gusto scenografico immaginifico apertamente preludente alla sensibilità barocca.
Intorno al Pastor fido si sviluppò una vasta polemica letteraria che si protrasse per i primi decenni del XVII secolo, estremamente interessante per la storia della lotta contro l'aristotelismo. Guarini riassunse pacatamente la propria difesa nel Compendio della poesia tragicomica tratto dai due Verati, composto nel 1599 e pubblicato nel 1601, sostenendo il fine edonistico dell'arte e la possibilità dei generi misti.
Oltre al Pastor fido, Guarini scrisse un volume di Rime che pubblicò nel 1598, caratterizzato da rime petrarchesche. Fu altresì autore della commedia La idropica nel 1584, inviata a Vincenzo Gonzaga ma smarrita e ritrovata soltanto dieci anni dopo, che fu rappresentata a Mantova nel 1608. Tra le sue opere trattatistiche troviamo il Trattato della politica libertà, che vide la luce soltanto nel 1818, e Il segretario, del 1594, sui doveri del principe. Lasciò inoltre un ricco epistolario che testimonia la sua intensa attività diplomatica e letteraria.
Nel corso della sua vita Guarini mantenne contatti con numerosi personaggi importanti della corte estense e oltre. Fu amico e antagonista di Torquato Tasso come cortigiano degli Este a Ferrara, creando con il celebre poeta un rapporto complesso di collaborazione e rivalità. Ricevette incarichi anche in Polonia, dimostrando la sua importanza diplomatica. Nel 1602 fu a Urbino presso il duca Francesco Maria della Rovere e nel 1605 di nuovo a Roma presso il pontefice Paolo V. Tuttavia gli ultimi anni della sua vita furono trascorsi lontano da uffici pubblici, in mezzo a liti giudiziarie e discordie familiari che ne segnarono il declino. Il Pastor fido insieme all'Aminta di Tasso rimane uno dei più importanti drammi pastorali nella letteratura di questo periodo, conferendo a Guarini una fama che attraversò i secoli.
Frasi di Battista Guarini
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Chi ben comincia, ha la metà de l'opra.
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