Frasi di Baltasar Gracián



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La passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca.

2/48

La consuetudine sminuisce l'ammirazione.

3/48

Il diritto spinto all'eccesso diviene torto, e l'arancia troppo strizzata sprizza umore amaro.

4/48

All'uomo prudente giovano più i nemici che allo sciocco gli amici.

5/48

Il saggio sa farsi dell'avversione altrui uno specchio più fedele che quello dell'affetto.

6/48

Grande infelicità è non servire a nulla, ma non minore infelicità è servire a tutto.

7/48

Quanto più una torcia fa luce, tanto più si consuma e tanto meno dura.

8/48

È assai facile farsi cattiva fama, perché il male è sempre credibile e si fatica molto a cancellarlo.

9/48

L'ignoranza è sempre rozza.

10/48

L'uomo veramente grande non è mai meschino nel suo modo di fare.

11/48

Nessuno può essere padrone di sé, se prima non si conosce.

12/48

Come la virtù è premio a se stessa, così il vizio è punizione di se stesso.

13/48

Le passioni sono come buchi attraverso i quali chiunque può vedere e conoscere l'animo di un uomo.

14/48

Le cose non si considerano per quel che sono, ma per quel che appaiono.

15/48

L'uomo prolisso è raramente saggio.

16/48

La verità appartiene a pochi, l'errore invece è comune a molti.

17/48

L'uomo saggio rifugge tanto dall'essere contraddetto quanto dal contraddire.

18/48

Il successo nelle imprese è assicurato dalla padronanza di sé con cui si compiono.

19/48

Ci sono individui composti unicamente di facciata, come case non finite per mancanza di quattrini. Hanno l'ingresso degno d'un gran palazzo, ma le stanze interne paragonabili a squallide capanne.

20/48

Uno dei grandi privilegi della saggezza è quello di non scomporsi mai.

21/48

La diligenza mette in atto rapidamente ciò che l'intelligenza ha maturamente pensato.

22/48

Se uno riesce ad essere signore di se stesso, lo diverrà poi anche degli altri.

23/48

Non si deve mettere in mostra in una volta sola tutto quello che si sa e si può, perché altrimenti il giorno appresso non si desta più meraviglia in nessuno.

24/48

Nella vita, come nel gioco delle carte, è un grande vantaggio quello di essere i primi a giocare, perché a carte uguali si vince.

25/48

È meno dannoso sbagliare nell'agire che essere indecisi e tergiversare sempre.

26/48

Il cavillare può essere segno di ingegnosità, ma il saper trovare una via d'uscita dalle difficoltà è indice di intelligenza.

27/48

Tutti gli sciocchi sono audaci.

28/48

Un pizzico di arguzia è il condimento di ogni discorso.

29/48

La cultura non sostenuta dal buon senso è raddoppiata follia.

30/48

È facile ammazzare a volo l'uccello che si leva su dritto, ma non quello che devia continuamente.

31/48

Il giocatore incallito non gioca mai la carta che l'avversario si aspetta, e tanto meno quella che desidera.

32/48

Ottiene di più una mente mediocre grazie all'applicazione che un ingegno eccellente senza di essa.

33/48

Ciò che costa poco vale anche poco.

34/48

La speranza è la più grande falsificatrice della verità.

35/48

La fortuna non è sempre e tutta opera del caso.

36/48

Le verità che più ci importano ci vengono sempre dette a mezza bocca.

37/48

Trovare per ognuno il punto debole è l'arte di piegare a proprio talento le altrui volontà.

38/48

La perfezione non sta nella quantità, ma nella qualità.

39/48

C'è chi stima i libri dal loro peso, quasi che si scrivesse per fare esercizio di braccia più che di ingegno.

40/48

Non bisogna mai lasciare la porta aperta al più piccolo dei mali, perché dietro ad esso ne verranno molti altri, e maggiori, che stanno in agguato.

41/48

Gli sciocchi si perdono perché non pensano.

42/48

Ci sono alcuni che fanno gran caso di quello che importa ben poco, e poco caso di quel che vale molto.

43/48

L'uomo prudente va con i piedi di piombo e preferisce peccare per difetto che per eccesso.

44/48

Il bugiardo ha due mali: non crede e non è creduto.

45/48

Il miglior rimedio di un male consiste spesse volte nel dimenticarlo, ma spesso ci si dimentica del rimedio.

46/48

Saper dimenticare è dono di natura più che arte.

47/48

Non c'è vendetta che valga quanto l'oblio, giacché esso basta a seppellire il nemico nella polvere del suo nulla.

48/48

Impara a giocare la carta dell'indifferenza. È la più scaltra delle vendette. Perché vi sono molti di cui non avremmo saputo nulla se qualche loro nemico noto non ne avesse parlato. Non vi è vendetta come l'oblio, che seppellisce l'indegno sotto la polvere della sua nullità.




Biografia di Baltasar Gracián