Frasi di Ugo Foscolo



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Noi chiamiamo pomposamente virtù tutte quelle azioni che giovano alla sicurezza di chi comanda e alla paura di chi serve.

2/35

E l'armonia vince
di mille secoli il silenzio.

3/35

Sarei perduto s'io vivessi un solo momento senza di te.

4/35

L'arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità.

5/35

Gli uomini non hanno che due freni,
il pudore e la forca.

6/35

Gli schiavi non sono, generalmente parlando, fatti dai tiranni, ma bensì gli schiavi fanno i tiranni.

7/35

Quaggiù la povertà è vergogna che nessun merito lava.

8/35

Se gli uomini si conducessero sempre al fianco la morte, non servirebbero sì vilmente.

9/35

Forse perché della fatal quiete
tu sei l'imago a me sì cara vieni
o sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zefiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

10/35

Sacro è il silenzio a' vati, e vi fa belle
più del sorriso.

11/35

Gli occhi dell'uom cercan morendo
il Sole; e tutti l'ultimo sospiro
mandano i petti alla fuggente luce.

12/35

Anche la speme,
ultima dea, fugge i sepolcri.

13/35

O Italiani, io vi esorto alle storie.

14/35

Ne' tempi licenziosi e tirannici i governi sono sempre ubbriachi di lodi e sempre di lodi assetati.

15/35

A egregie cose il forte animo accendono
l'urne de' forti, o Pindemonte..

16/35

Questo è Vincenzo Monti, cavaliero
gran traduttor de' traduttor d'Omero.

17/35

Le nate a vaneggiar menti mortali.

18/35

Sdegno il verso che suona e che non crea.

19/35

O nati al pianto
e alla fatica, se virtù vi è guida,
dalla fonte del duol sorge il conforto.

20/35

Ma sciagurati coloro che, per non essere scellerati, hanno bisogno della religione!

21/35

Il dotto e il ricco ed il patrizio vulgo.

22/35

A chi altamente oprar non è concesso
fama tentino almeno libere carte.

23/35

Coloro che non furono mai sventurati, non sono degni della loro felicità.

24/35

La forza siegue la forza. È più difficile, diceva Fabio Massimo, adunare nelle avverse guerre la prima coorte che tutto un esercito.

25/35

Il genio s'impenna contro ogni sorta di servitù; e quando la libertà e l'altezza d'animo indispensabili a ogni scrittore si prostrano sotto il bisogno del pane, i geni diventano scribacchiatori.

26/35

Lavoro eterno!
Paga il Governo.

27/35

Lettori miei, era opinione del reverendo Lorenzo Sterne, parroco in Inghilterra, che "un sorriso possa aggiungere un filo alla trama brevissima della vita"; ma pare ch'egli inoltre sapesse che ogni lagrima insegna a' mortali una verità.

28/35

Perch'io cultor di pochi libri vivo.

29/35

Quaggiù la povertà è vergogna che nessun merito lava; è delitto non punito dalle leggi, ma perseguitato più crudelmente dal mondo.

30/35

Morte, tu mi darai fama e riposo.

31/35

O bella Musa, ove sei tu? Non sento
spirar l'ambrosia, indizio del tuo Nume,
fra queste piante ov'io siedo e sospiro.

32/35

La noia proviene o da debolissima coscienza dell'esistenza nostra, per cui non ci sentiamo capaci di agire; o da coscienza eccessiva, per cui vediamo di non poter agire quanto vorremmo.

33/35

L'odio è la catena più grave insieme e più abbietta, con la quale l'uomo possa legarsi all'uomo.

34/35

Sente assai poco la propria passione, o lieta o triste che sia, chi sa troppo minutamente descriverla.

35/35

Le sciocche e laide abitudini sono le corruzioni della nostra natura.




Biografia di Ugo Foscolo