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Perché voler essere qualcosa quando si può essere qualcuno?
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Tre cose occorrono per essere felici: essere imbecilli, essere egoisti e avere una buona salute. Ma se vi manca la prima tutto è finito
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Quando urla, come la voce, il cuore diventa rauco.
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Ogni trovata narrativa è reale, ne potete star certi. La poesia è una scienza esatta quanto la geometria.
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Le persone sposate devono vivere eternamente insieme per essere punite della sciocchezza che hanno fatto sposandosi.
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Un cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra: si dona.
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L'avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge.
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La poesia è una scienza esatta, come la geometria.
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Un tempo si credeva che lo zucchero si estraesse solo dalla canna da zucchero, ora se ne estrae quasi da ogni cosa; lo stesso per la poesia, estraiamola da dove vogliamo, perché è dappertutto.
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Quando si ha il proprio modello ben chiaro davanti agli occhi, si scrive sempre bene.
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Rimane sempre nella coscienza qualcosa dei sofismi che vi si sono versati; essa ne conserva il retrogusto, come d'un cattivo liquore.
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Non vi è una particella di vita che non abbia poesia all'interno di essa.
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Genio (il). Inutile ammirarlo, è una "nevrosi".
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Ogni borghese, nel calore della gioventù, almeno per un giorno, per un minuto si è sentito capace di immense passioni, di grandi imprese. Il più mediocre dei libertini ha sognato sultane; ogni notaio porta in sé i relitti di un poeta.
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No, non disprezzo la gloria, non si disprezza quello che non si può raggiungere.
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Binet sembrava insomma perduto in una di quelle felicità complete che appartengono soltanto alle occupazioni mediocri, le quali divertono l'intelligenza con difficoltà facili a sormontarsi e la saziano in una realizzazione di là dalla quale non vi sono sogni.
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Sostengo che le idee sono eventi. È più difficile renderle interessanti, lo so, ma se non ci si riesce, la colpa è dello stile.
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Credo che attualmente un intellettuale (e che altro è un artista se non un intellettuale in ogni senso possibile della parola?) non dovrebbe avere né religione né patria e neppure convinzioni sociali. Scetticismo assoluto occorre.
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Non si vive di ispirazione. Bisogna leggere, meditare intensamente, pensare allo stile e scrivere il meno possibile, e unicamente per placare l'irritazione dell'idea che chiede di prendere forma.
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In questo genere di letteratura è di prammatica interrompere il racconto per discorrere del proprio cane, delle proprie pantofole o della propria amante.
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Ama l'arte. Fra tutte le menzogne è ancora la meno menzognera.
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Non ha fondo. Immagine dell'infinito. Ispira grandi pensieri. Contemplandolo esclamare: "Quanta acqua!".
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Una massima non è mai nuova; però è sempre consolante.
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Si può essere padroni di ciò che si fa, ma mai di ciò che si prova.
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La parola è un laminatoio che allunga sempre i sentimenti.
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La parola umana è come una caldaia incrinata su cui battiamo musica da far ballare gli orsi quando vorremmo commuovere le stelle.
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L'idea di patria è quasi morta, grazie a Dio.
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Quella vile docilità che per molte donne è il castigo e nel tempo stesso il riscatto dell'adulterio.
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Gli affetti profondi somigliano alle donne oneste; hanno paura di essere scoperti, e passano nella vita con gli occhi bassi.
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Bouvard era urtato dal contrasto fra l'ambiente che lo circondava e le cose che vi si dicevano; poiché ci si illude sempre che i discorsi si debbano accordare con l'ambiente in cui si tengono e che gli alti soffitti siano fatti per i grandi pensieri.
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Fra tutte le burrasche che investono l'amore, una richiesta di denaro è la più fredda e la più distruttiva.
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Uno non sceglie il suo soggetto. È una cosa che il pubblico e i critici non capiscono. Qui è il segreto dei capolavori, nella concordanza fra il soggetto e il temperamento dell'autore.
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L'artista deve fare in modo che la posterità creda ch'egli non abbia vissuto.
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Se si è coinvolti nella vita, la si vede poco chiaramente; la vista è oscurata dalla sofferenza, o dal godimento. L'artista, secondo me, è una mostruosità, qualcosa al di fuori della natura.