Frasi di Gustave Flaubert



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Perché voler essere qualcosa quando si può essere qualcuno?

2/27

Tre cose occorrono per essere felici: essere imbecilli, essere egoisti e avere una buona salute. Ma se vi manca la prima tutto è finito

3/27

Quando urla, come la voce, il cuore diventa rauco.

4/27

Ogni trovata narrativa è reale, ne potete star certi. La poesia è una scienza esatta quanto la geometria.

5/27

Le persone sposate devono vivere eternamente insieme per essere punite della sciocchezza che hanno fatto sposandosi.

6/27

Un cuore è una ricchezza che non si vende e non si compra: si dona.

7/27

L'avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge.

8/27

La poesia è una scienza esatta, come la geometria.

9/27

Un tempo si credeva che lo zucchero si estraesse solo dalla canna da zucchero, ora se ne estrae quasi da ogni cosa; lo stesso per la poesia, estraiamola da dove vogliamo, perché è dappertutto.

10/27

Quando si ha il proprio modello ben chiaro davanti agli occhi, si scrive sempre bene.

11/27

Rimane sempre nella coscienza qualcosa dei sofismi che vi si sono versati; essa ne conserva il retrogusto, come d'un cattivo liquore.

12/27

Non vi è una particella di vita che non abbia poesia all'interno di essa.

13/27

Genio (il). Inutile ammirarlo, è una "nevrosi".

14/27

Ogni borghese, nel calore della gioventù, almeno per un giorno, per un minuto si è sentito capace di immense passioni, di grandi imprese. Il più mediocre dei libertini ha sognato sultane; ogni notaio porta in sé i relitti di un poeta.

15/27

No, non disprezzo la gloria, non si disprezza quello che non si può raggiungere.

16/27

Binet sembrava insomma perduto in una di quelle felicità complete che appartengono soltanto alle occupazioni mediocri, le quali divertono l'intelligenza con difficoltà facili a sormontarsi e la saziano in una realizzazione di là dalla quale non vi sono sogni.

17/27

Sostengo che le idee sono eventi. È più difficile renderle interessanti, lo so, ma se non ci si riesce, la colpa è dello stile.

18/27

Credo che attualmente un intellettuale (e che altro è un artista se non un intellettuale in ogni senso possibile della parola?) non dovrebbe avere né religione né patria e neppure convinzioni sociali. Scetticismo assoluto occorre.

19/27

Non si vive di ispirazione. Bisogna leggere, meditare intensamente, pensare allo stile e scrivere il meno possibile, e unicamente per placare l'irritazione dell'idea che chiede di prendere forma.

20/27

In questo genere di letteratura è di prammatica interrompere il racconto per discorrere del proprio cane, delle proprie pantofole o della propria amante.

21/27

Ama l'arte. Fra tutte le menzogne è ancora la meno menzognera.

22/27

Non ha fondo. Immagine dell'infinito. Ispira grandi pensieri. Contemplandolo esclamare: "Quanta acqua!".

23/27

Una massima non è mai nuova; però è sempre consolante.

24/27

Si può essere padroni di ciò che si fa, ma mai di ciò che si prova.

25/27

La parola è un laminatoio che allunga sempre i sentimenti.

26/27

La parola umana è come una caldaia incrinata su cui battiamo musica da far ballare gli orsi quando vorremmo commuovere le stelle.

27/27

L'idea di patria è quasi morta, grazie a Dio.




Biografia di Gustave Flaubert