Frasi di Fedro



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Chi ha perduto l'autorità che aveva prima, diventa nella disgrazia bersaglio anche dei vili.

2/34

Molto spesso, col cambiare del governo, per i poveri cambia solo il nome del padrone.

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Nessuno è abbastanza difeso contro i potenti.

4/34

Quando i potenti litigano, ai poveri toccano i guai.

5/34

Chi è stato disprezzato suole ripagare con la stessa moneta.

6/34

Chi non si adatta alla gentilezza, per lo più paga il fio della propria superbia.

7/34

Colui che di turpe frode una volta si macchiò, anche se dice il vero non è più creduto.

8/34

È pericoloso credere e pericoloso non credere.

9/34

Giove ci impose due bisacce: ci mise dietro quella piena dei nostri difetti e davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri. Perciò non possiamo scorgere i nostri difetti e, non appena gli altri sbagliano, siamo pronti a biasimarli.

10/34

Amittit merito proprium qui alienum adpetit.

11/34

Ha quel che merita chi perde il proprio per arraffare l'altrui.

12/34

Non provvedere a sé e dar consigli agli altri è cosa stolta.

13/34

Ciò che si disprezza spesso si scopre valere di più di ciò che si esalta.

14/34

Abbonda il nome di amico, ma di fedeltà ce n'é poca.

15/34

Numquam est cum potente societas.

16/34

Non c'è mai alleanza con chi è potente.

17/34

Viene giustamente deriso chi, senza forza, fa vane minacce.

18/34

Spesso c'è più buon senso in uno solo che in tutta una folla.

19/34

Più i fiumi son profondi, con minor rumore scorrono.

20/34

Non sempre le cose sono come sembrano.

21/34

Parce gaudere oportet, et sensim queri. Totam aeque vitam miscet dolor et gaudium.

22/34

Sii parco nella gioia e lento al pianto. Gioia e dolore dosano la vita.

23/34

Ubi leonis pellis deficit, vulpina induenda est.

24/34

Quando manca la pelle del leone, bisogna indossare quella della volpe.

25/34

Numquam est fidelis cum potente societas.

26/34

Non è mai sicura l'amicizia con un potente.

27/34

Giove impose agli uomini due bisacce: mise quella dei vizi propri dietro la schiena, quella carica dei vizi altrui davanti al petto.

28/34

Chi non ha possibilità e vuole imitare il potente, finisce male.

29/34

Humiles laborant, ubi potentes dissident.

30/34

Per il miserabile, voler imitare il potente è la rovina.

31/34

"Oh che maestoso aspetto" disse, "e non ha cervello!"

32/34

Dimostrerà la favoletta mia
ch'è sempre cosa infida
lo stare col potente in compagnia.

33/34

Inops, potentem dum vult imitari, perit.

34/34

"O quanto species", inquit, "cerebrum non habet."




Biografia di Fedro