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Chi ha perduto l'autorità che aveva prima, diventa nella disgrazia bersaglio anche dei vili.
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Molto spesso, col cambiare del governo, per i poveri cambia solo il nome del padrone.
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Nessuno è abbastanza difeso contro i potenti.
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Quando i potenti litigano, ai poveri toccano i guai.
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Chi è stato disprezzato suole ripagare con la stessa moneta.
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Chi non si adatta alla gentilezza, per lo più paga il fio della propria superbia.
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Colui che di turpe frode una volta si macchiò, anche se dice il vero non è più creduto.
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È pericoloso credere e pericoloso non credere.
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Giove ci impose due bisacce: ci mise dietro quella piena dei nostri difetti e davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri. Perciò non possiamo scorgere i nostri difetti e, non appena gli altri sbagliano, siamo pronti a biasimarli.
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Amittit merito proprium qui alienum adpetit.
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Ha quel che merita chi perde il proprio per arraffare l'altrui.
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Non provvedere a sé e dar consigli agli altri è cosa stolta.
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Ciò che si disprezza spesso si scopre valere di più di ciò che si esalta.
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Abbonda il nome di amico, ma di fedeltà ce n'é poca.
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Numquam est cum potente societas.
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Non c'è mai alleanza con chi è potente.
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Viene giustamente deriso chi, senza forza, fa vane minacce.
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Spesso c'è più buon senso in uno solo che in tutta una folla.
19/34
Più i fiumi son profondi, con minor rumore scorrono.
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Non sempre le cose sono come sembrano.
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Parce gaudere oportet, et sensim queri. Totam aeque vitam miscet dolor et gaudium.
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Sii parco nella gioia e lento al pianto. Gioia e dolore dosano la vita.
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Ubi leonis pellis deficit, vulpina induenda est.
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Quando manca la pelle del leone, bisogna indossare quella della volpe.
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Numquam est fidelis cum potente societas.
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Non è mai sicura l'amicizia con un potente.
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Giove impose agli uomini due bisacce: mise quella dei vizi propri dietro la schiena, quella carica dei vizi altrui davanti al petto.
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Chi non ha possibilità e vuole imitare il potente, finisce male.
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Humiles laborant, ubi potentes dissident.
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Per il miserabile, voler imitare il potente è la rovina.
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"Oh che maestoso aspetto" disse, "e non ha cervello!"
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Dimostrerà la favoletta mia
ch'è sempre cosa infida
lo stare col potente in compagnia.
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Inops, potentem dum vult imitari, perit.
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"O quanto species", inquit, "cerebrum non habet."