Biografia di Duca di Lévis
Nazione: Francia
Pierre-Marc-Gaston de Lévis nacque a Parigi il 7 marzo 1764 e morì, sempre a Parigi, il 15 febbraio 1830. Fu filosofo, militare, politico e scrittore.
Unico figlio del maresciallo di Francia François-Gaston de Lévis, primo duca di Lévis, e di Gabrielle Augustine Michel de Tharon, figlia di un direttore della Compagnia francese delle Indie orientali, entrò nell'École royale d'Artillerie di Douai all'età di tredici anni.
Si distinse rapidamente, diventando sottotenente nel 1779 e, a soli sedici anni, capitano delle guardie del corpo del conte di Provenza, fratello del re e futuro Luigi XVIII, prestando servizio a Saumur e Strasbourg.
Nel 1782 fu promosso capitano a seguito nel corpo dei carabiniers e intraprese un lungo viaggio di sei mesi in Prussia insieme al compagno di scuola Louis Doulcet de Pontécoulant, visitando anche Russia e Polonia, esperienze che arricchirono la sua formazione militare e culturale.
A vent'anni, nel 1784, sposò la tredicenne Pauline Charpentier d'Ennery, ereditiera di vasti possedimenti, incluso il castello d'Ennery, che divenne la loro residenza prediletta, e nel 1788 ottenne il grado di colonnello nel reggimento Maréchal de Turenne.
Nominato Gran Balivo di Spada del bailliage di Senlis nel gennaio 1789, fu eletto deputato della nobiltà agli Stati Generali di quel marzo, sedendo tra i liberali favorevoli a una costituzione sul modello inglese, senza unirsi al Terzo Stato, e opponendosi agli assignats e all'annessione di Avignone.
Emigrato dopo il 10 agosto 1792, servì come soldato semplice in un reggimento austriaco e partecipò all'expédition de Quiberon nel 1795, dove fu ferito alla gamba mentre comandava i royalistes contro i repubblicani.
Rientrato in Francia dopo il 18 febbraio, acquistò nel 1801 il castello di Champs-sur-Marne e si dedicò alla scrittura, evitando il regime imperiale, dove il suo spirito fu apprezzato da Chateaubriand. Tra le sue opere principali spiccano le Maximes et réflexions sur différents sujets de morale et de politique del 1808, che includono la celebre massima "Noblesse oblige" e aforismi come quello sul giudicare l'uomo dalle domande più che dalle risposte, oltre a Souvenirs et portraits (1813), L'Angleterre au commencement du XIXe siècle (1814) e Considérations morales sur les finances (1816).
Durante la Restaurazione, nominato pari a vita nel 1814 e duca-pari ereditario nel 1817, sedette nella Camera dei Pari moderatamente di destra, accompagnò la duchessa d'Angoulême a Bordeaux nel 1815 e fu eletto all'Académie française nel 1816, succedendo a Roederer.
Fu anche sindaco di Champs-sur-Marne dal 1826 e morì a Parigi il 15 febbraio 1830, lasciando due figli: Adèle, sposata con il conte de Nicolaÿ, e Gaston-François-Christophe, terzo duca di Lévis.
Unico figlio del maresciallo di Francia François-Gaston de Lévis, primo duca di Lévis, e di Gabrielle Augustine Michel de Tharon, figlia di un direttore della Compagnia francese delle Indie orientali, entrò nell'École royale d'Artillerie di Douai all'età di tredici anni.
Si distinse rapidamente, diventando sottotenente nel 1779 e, a soli sedici anni, capitano delle guardie del corpo del conte di Provenza, fratello del re e futuro Luigi XVIII, prestando servizio a Saumur e Strasbourg.
Nel 1782 fu promosso capitano a seguito nel corpo dei carabiniers e intraprese un lungo viaggio di sei mesi in Prussia insieme al compagno di scuola Louis Doulcet de Pontécoulant, visitando anche Russia e Polonia, esperienze che arricchirono la sua formazione militare e culturale.
A vent'anni, nel 1784, sposò la tredicenne Pauline Charpentier d'Ennery, ereditiera di vasti possedimenti, incluso il castello d'Ennery, che divenne la loro residenza prediletta, e nel 1788 ottenne il grado di colonnello nel reggimento Maréchal de Turenne.
Nominato Gran Balivo di Spada del bailliage di Senlis nel gennaio 1789, fu eletto deputato della nobiltà agli Stati Generali di quel marzo, sedendo tra i liberali favorevoli a una costituzione sul modello inglese, senza unirsi al Terzo Stato, e opponendosi agli assignats e all'annessione di Avignone.
Emigrato dopo il 10 agosto 1792, servì come soldato semplice in un reggimento austriaco e partecipò all'expédition de Quiberon nel 1795, dove fu ferito alla gamba mentre comandava i royalistes contro i repubblicani.
Rientrato in Francia dopo il 18 febbraio, acquistò nel 1801 il castello di Champs-sur-Marne e si dedicò alla scrittura, evitando il regime imperiale, dove il suo spirito fu apprezzato da Chateaubriand. Tra le sue opere principali spiccano le Maximes et réflexions sur différents sujets de morale et de politique del 1808, che includono la celebre massima "Noblesse oblige" e aforismi come quello sul giudicare l'uomo dalle domande più che dalle risposte, oltre a Souvenirs et portraits (1813), L'Angleterre au commencement du XIXe siècle (1814) e Considérations morales sur les finances (1816).
Durante la Restaurazione, nominato pari a vita nel 1814 e duca-pari ereditario nel 1817, sedette nella Camera dei Pari moderatamente di destra, accompagnò la duchessa d'Angoulême a Bordeaux nel 1815 e fu eletto all'Académie française nel 1816, succedendo a Roederer.
Fu anche sindaco di Champs-sur-Marne dal 1826 e morì a Parigi il 15 febbraio 1830, lasciando due figli: Adèle, sposata con il conte de Nicolaÿ, e Gaston-François-Christophe, terzo duca di Lévis.
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Il tempo logora l'errore e leviga la verità.
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