Frasi di Vincenzo Cardarelli



1/16

La vita io l'ho castigata vivendola.

2/16

Poesia potrebbe anche definirsi: la fiducia di parlare a sé stessi.

3/16

Fin dove il cuore mi resse, arditamente mi spinsi.

4/16

L'idea che ci facciamo d'ogni cosa
è cagione che tutto ci deluda.

5/16

Dovevamo saperlo che l'amore
brucia la vita e fa volare il tempo.

6/16

Così la fanciullezza fa ruzzolare il mondo e il saggio non è che un fanciullo che si duole di essere cresciuto.

7/16

I ricordi, queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo,
i lugubri e durevoli ricordi.

8/16

Il saggio non è che un fanciullo
che si duole di essere cresciuto.

9/16

Ce ne sono di chiese e di chiesuole,
al mio paese, quante se ne vuole!
E santi che dai loro tabernacoli
son sempre fuori a compiere miracoli.
Santi alla buona, santi famigliari,
non stanno inoperosi sugli altari.
E chi ha cara la subbia, chi la pialla,
chi guarda il focolare e chi la stalla,
chi col maltempo, di prima mattina,
comanda ai venti, alla pioggia, alla brina,
che fra cotanti e così vari stati,
ha cura dei mariti disgraziati.

10/16

La speranza è nell'opera.
Io sono un cinico a cui rimane
per la sua fede questo al di là.
Io sono un cinico che ha fede in quel che fa.

11/16

Vaga e triste è degli uomini la sorte:
degli uomini che passano
con non maggior fragore d'una foglia
che si tramuta in terra. Il sole è stanco di contemplare
una tanto monotona vicenda.

12/16

Invano, invano lotto
per possedere i giorni
che mi travolgono rumorosi.
Io annego nel tempo.

13/16

O gioventù, innocenza, illusioni,
tempo senza peccato, secol d'oro!
Poi che trascorsi siete
si costuma rimpiangervi
quale un perduto bene.
Io so che foste un male.

14/16

Il mio cuore non riesce a sostenere la semplice solennità che è in tutte le ore della vita.

15/16

Un popolo che si getta nell'avvenire, trascurando, disconoscendo le sue tradizioni, è paragonabile ad un esercito che fa un'avanzata tagliandosi le retrovie.

16/16

Morire sì,
non essere aggrediti dalla morte.
Morire persuasi
che un siffatto viaggio sia il migliore.
E in quell'ultimo istante essere allegri
come quando si contano i minuti
dell'orologio della stazione
e ognuno vale un secolo.
Poi che la morte è la sposa fedele
che subentra all'amante traditrice,
non vogliamo riceverla da intrusa,
né fuggire con lei.




Biografia di Vincenzo Cardarelli