Biografia di Nicola Cusano

Nicola Cusano
Nazione: Germania    
Nikolaus Krebs nacque a Kues, Germania nel 1401 e morì a Todi (PG) il giorno 11 agosto 1464. Fu teologo, filosofo, umanista, giurista, matematico e astronomo, nonché uomo di chiesa.

Noto anche con il cognome latinizzato Cusanus dal luogo di nascita, venne alla luce nel 1401 in un piccolo borgo sulla Mosella, oggi parte del comune tedesco di Bernkastel-Kues, figlio di un facoltoso barcaiolo e mercante fluviale.

Della sua primissima infanzia si conosce poco, ma sappiamo che ricevette una prima educazione presso i Fratelli della Vita Comune a Deventer, nei Paesi Bassi, un ambiente pedagogico di ispirazione devota e umanistica che ebbe un peso importante nella sua formazione intellettuale giovanile.

Da adolescente si iscrisse all'Università di Heidelberg, per poi trasferirsi a quella di Padova, dove nel 1423 conseguì il dottorato in diritto canonico; furono anni determinanti per i legami che vi strinse, in particolare con il futuro cardinale Giuliano Cesarini, al quale in seguito avrebbe dedicato le sue prime due grandi opere filosofiche, e con il cardinale Domenico Capranica, che avrebbe ricordato con affetto quel periodo padovano anche una volta giunto ai vertici della curia romana. Nel 1424, durante un soggiorno a Roma, ebbe occasione di assistere a una predica del celebre francescano Bernardino da Siena, un'esperienza che lo colpì profondamente.

Tornato in Germania, iniziò a lavorare come giurista ed esperto di diritto canonico presso la curia di Treviri, e nel 1427 divenne segretario dell'arcivescovo Otto von Ziegenhain. Nello stesso periodo, a partire dal 1425, si iscrisse anche all'Università di Colonia, allora il maggiore centro intellettuale delle regioni tedesche, dove approfondì gli studi filosofici e teologici entrando in contatto con il pensiero di Alberto Magno e con la tradizione neoplatonica, grazie soprattutto al magistero del maestro Heimeric van de Velde.

Negli anni Trenta del Quattrocento la sua carriera ecclesiastica si intrecciò strettamente con le vicende del Concilio di Basilea, apertosi nel 1431, al quale partecipò come rappresentante inizialmente schierato con le posizioni conciliariste, cioè a favore della superiorità del concilio sul papa.

Fu proprio in quel contesto che compose, nel 1433, la sua prima grande opera, il De concordantia catholica, un trattato dedicato all'armonia e all'unità della Chiesa e dell'impero. Con il passare degli anni, tuttavia, mutò progressivamente orientamento, avvicinandosi alla causa di papa Eugenio IV e assumendo posizioni sempre più favorevoli al primato pontificio, un cambiamento che gli valse l'appellativo, non privo di ironia da parte dei suoi contemporanei, di "Ercole degli Eugeniani".

Fu proprio al servizio di questo papa che, tra il 1437 e il 1438, prese parte a una delicata missione diplomatica a Costantinopoli, volta a favorire la riunificazione tra la Chiesa latina e quella greca, missione che si concluse poi con il Concilio di Ferrara-Firenze. Secondo il racconto che egli stesso avrebbe fornito in seguito, fu proprio durante il viaggio di ritorno per mare da quella missione che ebbe un'improvvisa illuminazione interiore, un'intuizione che lo avrebbe condotto a elaborare la sua dottrina più celebre, quella della "dotta ignoranza".

Questa intuizione trovò forma compiuta nel 1440 con la pubblicazione del De docta ignorantia, l'opera filosofica più nota di Cusano, nella quale sviluppò l'idea secondo cui la conoscenza umana di Dio, essendo Egli infinito, non può che essere una conoscenza consapevole del proprio limite, e nella quale introdusse il celebre concetto della coincidenza degli opposti, ovvero la possibilità che, nell'infinito, contrari come il massimo e il minimo finiscano per coincidere.

Nello stesso periodo, poco dopo il completamento del De docta ignorantia, che iniziò a comporre il De coniecturis, ovvero "Sulle congetture", opera dedicata anch'essa al cardinale Cesarini, nella quale Cusano ampliò e completò la propria antropologia e la propria teoria della conoscenza, proponendo l'idea che ogni sapere umano non possa che assumere la forma di una congettura, cioè di un'approssimazione sempre parziale alla verità assoluta, dal momento che la mente finita non può mai cogliere pienamente l'infinito divino.

Nel 1448, o secondo altre fonti all'inizio del 1449, fu elevato al rango di cardinale da papa Niccolò V, e poco dopo, nel 1450, venne nominato vescovo di Bressanone, nel Tirolo. Il periodo trascorso alla guida di questa diocesi fu segnato da aspri conflitti con il duca Sigismondo d'Austria, che ne contestava l'autorità temporale sul territorio, dissidio che sfociò in uno scontro tanto acuto da portare, in un momento particolarmente drammatico, persino alla sua breve prigionia.

In quegli stessi anni, tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta, compose diversi altri testi filosofici, tra cui il ciclo dei dialoghi dell'Idiota, nei quali un semplice artigiano, privo di cultura libresca, si dimostra capace di raggiungere per via naturale intuizioni filosofiche profonde, e il De genesi, un dialogo dedicato al rapporto tra l'uno e il molteplice.

Dopo la caduta di Costantinopoli in mano ottomana, avvenuta nel 1453, Cusano scrisse il De pace fidei, un'opera dal tono conciliante nella quale immaginò un dialogo ideale tra i rappresentanti delle diverse religioni del mondo, uniti nel riconoscimento di un'unica verità divina espressa attraverso riti differenti. Negli ultimi anni della sua vita si trasferì stabilmente a Roma al servizio della curia papale, dove poté godere di un clima culturale intensamente umanistico, e proseguì la propria riflessione filosofica con opere come il De beryllo e il De visione Dei, dedicate rispettivamente ai limiti della conoscenza razionale e all'esperienza mistica della visione divina.

Morì in Umbria nel 1464, mentre si trovava in viaggio al seguito di papa Pio II. Il suo pensiero, che univa una solida formazione giuridica e teologica a una spiccata sensibilità matematica e scientifica, esercitò un'influenza duratura sui secoli successivi, ispirando tra gli altri filosofi come Giordano Bruno e scienziati come Keplero, ed è oggi considerato uno dei più originali anelli di congiunzione tra il pensiero medievale e la nascente cultura filosofica e scientifica del Rinascimento.


Frasi di Nicola Cusano

Per ora abbiamo un totale di 2 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

La ragione è la parola dell'intelligenza che in essa si specchia come in un'immagine.


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