Biografia di Harvey Cox
Nazione: Stati Uniti d'America
Harvey Cox è nato a Phoenixville, Pennsylvania il 19 marzo 1929. È un teologo.
Suo padre, Harvey Gallagher Cox senior, era un uomo di profonda fede e forte senso di responsabilità sociale, e questa eredità spirituale influenzò profondamente il giovane Harvey fin dall'infanzia. Cresciuto a Malvern, in Pennsylvania, fu esposto fin da piccolo a pratiche religiose diverse, il che contribuì a formare il suo approccio inclusivo alla teologia.
Già in giovane età dimostrò una rara apertura verso il mondo. L'estate successiva al suo penultimo anno di liceo, nel 1946, rispose a una chiamata dell'UNRRA, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e la riabilitazione, che cercava volontari per trasportare bestiame in Europa, dove le greggi erano state devastate dalla guerra.
La sua nave approdò a Danzica, in Polonia. Fu un'esperienza che lo segnò profondamente, mettendolo a contatto diretto con le conseguenze del conflitto mondiale e alimentando in lui quella vocazione a "partecipare alla storia, non solo guardarla dalla televisione" che avrebbe caratterizzato tutta la sua vita intellettuale e religiosa.
Completò la sua formazione accademica all'Università della Pennsylvania, dove si laureò nel 1951, poi alla Yale Divinity School, dove ottenne il Bachelor of Divinity nel 1955, e infine ad Harvard, dove conseguì il dottorato nel 1963. Nel frattempo accumulò esperienze pastorali ed ecumeniche di grande rilievo: lavorò come cappellano protestante al Temple University e come direttore delle attività religiose all'Oberlin College, per poi diventare assistente della American Baptist Home Mission Society.
Dopo aver terminato gli studi, trascorse un anno, tra il 1962 e il 1963, a Berlino come operatore ecumenico fraterno. Tornato negli Stati Uniti, dopo aver vissuto in quella città simbolo della tensione tra Est e Ovest, si unì alla lotta per i diritti civili, arrivando addirittura a essere incarcerato a Williamstown, nella Carolina del Nord, proprio nel momento in cui veniva nominato, in absentia, professore assistente di teologia e cultura alla Andover Newton Theology School di Boston.
Fu in questo clima di impegno sociale e fermento intellettuale che nacque la sua opera più famosa. Nel 1965 pubblicò The secular city, con il sottotitolo formale "Secularization and urbanization in theological perspective". Scritto in uno stile accessibile, divenne un bestseller internazionale, tradotto in undici lingue.
In quest'opera Cox sviluppò la tesi secondo cui la Chiesa, ancor prima di essere un'istituzione, è una comunità di fede e di azione, e che ben lungi dal tenersi a distanza dalla società, dovrebbe permeare la vita della società stessa, promuovere il mutamento sociale e celebrare i nuovi modi in cui la fede si esprime. Il libro ebbe un impatto enorme: numerose denominazioni protestanti ecumeniche procedettero a forme di "aggiornamento" secondo le linee indicate dal teologo americano, e la sua influenza si fece sentire anche nella Chiesa cattolica.
La pubblicazione del libro portò alla sua nomina come professore alla Harvard Divinity School, dove avrebbe insegnato per decenni. Qui ottenne la Hollis Professorship, la cattedra più antica dell'intera istruzione superiore americana. Nel corso degli anni, Cox intrecciò relazioni intellettuali con molti dei grandi protagonisti del dibattito teologico e politico del suo tempo, partecipando a conferenze internazionali da New Delhi a Roma, da Città del Messico a Hiroshima.
Divenne uno dei maggiori divulgatori in lingua inglese della teologia della liberazione latinoamericana, sostenendo che essa fosse "la legittima, seppur imprevista, erede de La città secolare". Ebbe anche un incontro personale con Papa Francesco, al quale consegnò una copia del suo libro Il mercato come Dio.
Negli anni successivi continuò a interrogarsi sui fenomeni religiosi del suo tempo con crescente curiosità. Nel 1969 pubblicò The feast of fools, dedicato al ruolo della celebrazione nell'esperienza religiosa, mentre nel 1995 uscì Fire from heaven, un'analisi dell'ascesa globale del pentecostalismo.
Proprio in quest'ultimo libro Cox tornò su La città secolare riconoscendo di aver cercato di elaborare una teologia per un'epoca "postreligiosa" che molti sociologi prevedevano con sicurezza come imminente, ma constatando che era semmai la secolarità, e non la spiritualità, a rischiare di estinguersi.
The seduction of the spirit, del 1974, fu candidato al National Book Award, mentre la sua ultima grande opera, The future of faith, uscì nel 2009. Cox è sposato in seconde nozze con Nina Tumarkin, storica e professoressa al Wellesley College, con cui condivide la vita a Cambridge, nel Massachusetts. Ha quattro figli. Dopo il pensionamento da Harvard nel 2009, è rimasto una voce autorevole nel dibattito teologico contemporaneo, lasciando un'eredità intellettuale che ha profondamente ridefinito il rapporto tra fede cristiana, modernità e impegno politico.
Suo padre, Harvey Gallagher Cox senior, era un uomo di profonda fede e forte senso di responsabilità sociale, e questa eredità spirituale influenzò profondamente il giovane Harvey fin dall'infanzia. Cresciuto a Malvern, in Pennsylvania, fu esposto fin da piccolo a pratiche religiose diverse, il che contribuì a formare il suo approccio inclusivo alla teologia.
Già in giovane età dimostrò una rara apertura verso il mondo. L'estate successiva al suo penultimo anno di liceo, nel 1946, rispose a una chiamata dell'UNRRA, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e la riabilitazione, che cercava volontari per trasportare bestiame in Europa, dove le greggi erano state devastate dalla guerra.
La sua nave approdò a Danzica, in Polonia. Fu un'esperienza che lo segnò profondamente, mettendolo a contatto diretto con le conseguenze del conflitto mondiale e alimentando in lui quella vocazione a "partecipare alla storia, non solo guardarla dalla televisione" che avrebbe caratterizzato tutta la sua vita intellettuale e religiosa.
Completò la sua formazione accademica all'Università della Pennsylvania, dove si laureò nel 1951, poi alla Yale Divinity School, dove ottenne il Bachelor of Divinity nel 1955, e infine ad Harvard, dove conseguì il dottorato nel 1963. Nel frattempo accumulò esperienze pastorali ed ecumeniche di grande rilievo: lavorò come cappellano protestante al Temple University e come direttore delle attività religiose all'Oberlin College, per poi diventare assistente della American Baptist Home Mission Society.
Dopo aver terminato gli studi, trascorse un anno, tra il 1962 e il 1963, a Berlino come operatore ecumenico fraterno. Tornato negli Stati Uniti, dopo aver vissuto in quella città simbolo della tensione tra Est e Ovest, si unì alla lotta per i diritti civili, arrivando addirittura a essere incarcerato a Williamstown, nella Carolina del Nord, proprio nel momento in cui veniva nominato, in absentia, professore assistente di teologia e cultura alla Andover Newton Theology School di Boston.
Fu in questo clima di impegno sociale e fermento intellettuale che nacque la sua opera più famosa. Nel 1965 pubblicò The secular city, con il sottotitolo formale "Secularization and urbanization in theological perspective". Scritto in uno stile accessibile, divenne un bestseller internazionale, tradotto in undici lingue.
In quest'opera Cox sviluppò la tesi secondo cui la Chiesa, ancor prima di essere un'istituzione, è una comunità di fede e di azione, e che ben lungi dal tenersi a distanza dalla società, dovrebbe permeare la vita della società stessa, promuovere il mutamento sociale e celebrare i nuovi modi in cui la fede si esprime. Il libro ebbe un impatto enorme: numerose denominazioni protestanti ecumeniche procedettero a forme di "aggiornamento" secondo le linee indicate dal teologo americano, e la sua influenza si fece sentire anche nella Chiesa cattolica.
La pubblicazione del libro portò alla sua nomina come professore alla Harvard Divinity School, dove avrebbe insegnato per decenni. Qui ottenne la Hollis Professorship, la cattedra più antica dell'intera istruzione superiore americana. Nel corso degli anni, Cox intrecciò relazioni intellettuali con molti dei grandi protagonisti del dibattito teologico e politico del suo tempo, partecipando a conferenze internazionali da New Delhi a Roma, da Città del Messico a Hiroshima.
Divenne uno dei maggiori divulgatori in lingua inglese della teologia della liberazione latinoamericana, sostenendo che essa fosse "la legittima, seppur imprevista, erede de La città secolare". Ebbe anche un incontro personale con Papa Francesco, al quale consegnò una copia del suo libro Il mercato come Dio.
Negli anni successivi continuò a interrogarsi sui fenomeni religiosi del suo tempo con crescente curiosità. Nel 1969 pubblicò The feast of fools, dedicato al ruolo della celebrazione nell'esperienza religiosa, mentre nel 1995 uscì Fire from heaven, un'analisi dell'ascesa globale del pentecostalismo.
Proprio in quest'ultimo libro Cox tornò su La città secolare riconoscendo di aver cercato di elaborare una teologia per un'epoca "postreligiosa" che molti sociologi prevedevano con sicurezza come imminente, ma constatando che era semmai la secolarità, e non la spiritualità, a rischiare di estinguersi.
The seduction of the spirit, del 1974, fu candidato al National Book Award, mentre la sua ultima grande opera, The future of faith, uscì nel 2009. Cox è sposato in seconde nozze con Nina Tumarkin, storica e professoressa al Wellesley College, con cui condivide la vita a Cambridge, nel Massachusetts. Ha quattro figli. Dopo il pensionamento da Harvard nel 2009, è rimasto una voce autorevole nel dibattito teologico contemporaneo, lasciando un'eredità intellettuale che ha profondamente ridefinito il rapporto tra fede cristiana, modernità e impegno politico.
Frasi di Harvey Cox
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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È sempre compito dell'intellettuale "pensare altrimenti".
Non è un'idiosincrasia perversa, è un tratto assolutamente essenziale di una società.
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