Frasi di Benedetto Croce



1/18

Ciascuno ha la filosofia o la religione di cui è degno.

2/18

Il filosofo, oggi, deve non già fare il puro filosofo, ma esercitare un qualche mestiere; in primo luogo il mestiere dell'uomo.

3/18

L'uomo dimentica. Si dice che ciò sia opera del tempo; ma troppe cose buone, e troppe ardue opere, si sogliono attribuire al tempo, cioè a un essere che non esiste. No: quella dimenticanza non è opera del tempo; è opera nostra, che vogliamo dimenticare e dimentichiamo.

4/18

La libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale.

5/18

La storia nostra è storia della nostra anima e storia dell'anima umana è la storia del mondo.

6/18

La critica è un fucile molto bello: deve sparare raramente!

7/18

Nella vera poesia le espressioni che suonano più semplici ci riempiono di sorpresa e di gioia perché rivelano noi a noi stessi.

8/18

L'eterno progresso spirituale non ha niente da vedere con la volgare ricerca del piacere e della felicità; tanto che si potrebbe del pari, se così piacesse, definirlo un progresso nel sempre più alto e più complesso dolore umano.

9/18

Vi sono rami di produzione letteraria o libraria che si dica, i quali sembrano condannati all'inferiorità e ad aggirarsi in una sorta di "demimonde" scientifico: caso tipico, la cosiddetta "Sociologia".

10/18

La violenza non è forza ma debolezza.

11/18

Ecco, dunque, dove soltanto può essere collocato l'orgoglio del filosofo: nella coscienza della maggiore intensità delle sue domande e delle sue risposte.

12/18

I geni della pura politica, i "fatalia monstra", ricordati nelle storie, se rivivessero e tornassero tra la gente, rimarrebbero stupiti nell'apprender ciò che fecero senza saperlo, e leggerebbero nelle opere del loro passato come in un geroglifico di cui viene offerta ad essi la chiave.

13/18

Non basta dire che la storia è il giudizio storico, ma bisogna soggiungere che ogni giudizio è giudizio storico, o storia senz'altro.

14/18

L'attività estetica, nel suo aspetto di controllo e freno di se medesima, si suol chiamare IL GUSTO.

15/18

Ma non v'ha ideale che non si appoggi, in ultimo, a una concezione della realtà e perciò non sia religioso.

16/18

Sicché la poesia non può dirsi né sentimento né immagine né somma dei due, ma "contemplazione del sentimento" o "intuizione lirica", o, che è lo stesso, "intuizione pura", in quanto è pura di ogni riferimento storico e critico alla realtà o irrealtà delle immagini di cui s'intesse, e coglie il puro palpito della vita nella sua idealità.

17/18

La iettatura è una cosa che non esiste, ma della quale bisogna tener conto.

18/18

Non si poteva aspettare e neppure desiderare che il fascismo cadesse a un tratto. Esso non è stato un infatuamento o un giochetto. Ha risposto a seri bisogni e ha fatto molto di buono.




Biografia di Benedetto Croce