Frasi di Benedetto Croce



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Ciascuno ha la filosofia o la religione di cui è degno.

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Il filosofo, oggi, deve non già fare il puro filosofo, ma esercitare un qualche mestiere; in primo luogo il mestiere dell'uomo.

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L'uomo dimentica. Si dice che ciò sia opera del tempo; ma troppe cose buone, e troppe ardue opere, si sogliono attribuire al tempo, cioè a un essere che non esiste. No: quella dimenticanza non è opera del tempo; è opera nostra, che vogliamo dimenticare e dimentichiamo.

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La libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale.

5/24

La storia nostra è storia della nostra anima e storia dell'anima umana è la storia del mondo.

6/24

La critica è un fucile molto bello: deve sparare raramente!

7/24

Nella vera poesia le espressioni che suonano più semplici ci riempiono di sorpresa e di gioia perché rivelano noi a noi stessi.

8/24

L'eterno progresso spirituale non ha niente da vedere con la volgare ricerca del piacere e della felicità; tanto che si potrebbe del pari, se così piacesse, definirlo un progresso nel sempre più alto e più complesso dolore umano.

9/24

Vi sono rami di produzione letteraria o libraria che si dica, i quali sembrano condannati all'inferiorità e ad aggirarsi in una sorta di "demimonde" scientifico: caso tipico, la cosiddetta "Sociologia".

10/24

La violenza non è forza ma debolezza.

11/24

Ecco, dunque, dove soltanto può essere collocato l'orgoglio del filosofo: nella coscienza della maggiore intensità delle sue domande e delle sue risposte.

12/24

I geni della pura politica, i "fatalia monstra", ricordati nelle storie, se rivivessero e tornassero tra la gente, rimarrebbero stupiti nell'apprender ciò che fecero senza saperlo, e leggerebbero nelle opere del loro passato come in un geroglifico di cui viene offerta ad essi la chiave.

13/24

Non basta dire che la storia è il giudizio storico, ma bisogna soggiungere che ogni giudizio è giudizio storico, o storia senz'altro.

14/24

L'attività estetica, nel suo aspetto di controllo e freno di se medesima, si suol chiamare IL GUSTO.

15/24

Ma non v'ha ideale che non si appoggi, in ultimo, a una concezione della realtà e perciò non sia religioso.

16/24

Sicché la poesia non può dirsi né sentimento né immagine né somma dei due, ma "contemplazione del sentimento" o "intuizione lirica", o, che è lo stesso, "intuizione pura", in quanto è pura di ogni riferimento storico e critico alla realtà o irrealtà delle immagini di cui s'intesse, e coglie il puro palpito della vita nella sua idealità.

17/24

La iettatura è una cosa che non esiste, ma della quale bisogna tener conto.

18/24

Non si poteva aspettare e neppure desiderare che il fascismo cadesse a un tratto. Esso non è stato un infatuamento o un giochetto. Ha risposto a seri bisogni e ha fatto molto di buono.

19/24

Il nome di un uomo celebre s'impregna di tutte le impressioni che le sue opere svegliano, e dei giudizi d'ammirazione o di disapprovazione che ne sono stati dati, e del tono più o meno caloroso dei giudizi stessi; e perciò è possibile assai sovente che dalla semplice risonanza del nome, chi altro non sappia, si accorga se si tratti di uomo grande o piccolo o mediocre, geniale o pedante, misterioso per profondità di pensiero e di sentimento, o facile e aperto alla gioia di tutti.

20/24

Anche nella vendetta, insomma, non si gode del male di altri, ma del nostro bene.

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L'allegoria è l'unione estrinseca, ossia l'accostamento convenzionale e arbitrario, di due fatti spirituali, di un concetto o pensiero e di un'immagine, pel quale si pone che questa immagine debba rappresentare quel concetto. E non solamente, mercé di essa, non viene spiegato il carattere unitario dell'immagine artistica, ma si stabilisce per giunta, di proposito, una dualità, perché in quell'accostamento il pensiero rimane pensiero e l'immagine immagine, senza relazione tra loro.

22/24

Alla domanda, "Che cosa è l'arte?", si potrebbe rispondere celiando, ma non sarebbe una celia sciocca, che l'arte è ciò che tutti sanno che cosa sia.

23/24

Io dirò subito, nel modo più semplice, che l'arte è visione o intuizione. L'artista produce un'immagine o fantasma; e colui che gusta l'arte volge l'occhio al punto che l'artista gli ha additato, guarda per lo spiraglio che colui gli ha aperto e riproduce in sé quell'immagine.

24/24

L'arte, poiché non nasce per opera di volontà, si sottrae altresì a ogni discriminazione morale, non perché le sia accordato un privilegio di esenzione, ma semplicemente perché la discriminazione morale non trova modo di applicarlesi. Altrettanto varrebbe giudicare immorale la Francesca di Dante o morale la Cordelia di Shakespeare, quanto giudicare morale il quadrato o immorale il triangolo.




Biografia di Benedetto Croce