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Ciascuno ha la filosofia o la religione di cui è degno.
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Il filosofo, oggi, deve non già fare il puro filosofo, ma esercitare un qualche mestiere; in primo luogo il mestiere dell'uomo.
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L'uomo dimentica. Si dice che ciò sia opera del tempo; ma troppe cose buone, e troppe ardue opere, si sogliono attribuire al tempo, cioè a un essere che non esiste. No: quella dimenticanza non è opera del tempo; è opera nostra, che vogliamo dimenticare e dimentichiamo.
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La libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale.
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La storia nostra è storia della nostra anima e storia dell'anima umana è la storia del mondo.
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La critica è un fucile molto bello: deve sparare raramente!
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Nella vera poesia le espressioni che suonano più semplici ci riempiono di sorpresa e di gioia perché rivelano noi a noi stessi.
8/20
L'eterno progresso spirituale non ha niente da vedere con la volgare ricerca del piacere e della felicità; tanto che si potrebbe del pari, se così piacesse, definirlo un progresso nel sempre più alto e più complesso dolore umano.
9/20
Vi sono rami di produzione letteraria o libraria che si dica, i quali sembrano condannati all'inferiorità e ad aggirarsi in una sorta di "demimonde" scientifico: caso tipico, la cosiddetta "Sociologia".
10/20
La violenza non è forza ma debolezza.
11/20
Ecco, dunque, dove soltanto può essere collocato l'orgoglio del filosofo: nella coscienza della maggiore intensità delle sue domande e delle sue risposte.
12/20
I geni della pura politica, i "fatalia monstra", ricordati nelle storie, se rivivessero e tornassero tra la gente, rimarrebbero stupiti nell'apprender ciò che fecero senza saperlo, e leggerebbero nelle opere del loro passato come in un geroglifico di cui viene offerta ad essi la chiave.
13/20
Non basta dire che la storia è il giudizio storico, ma bisogna soggiungere che ogni giudizio è giudizio storico, o storia senz'altro.
14/20
L'attività estetica, nel suo aspetto di controllo e freno di se medesima, si suol chiamare IL GUSTO.
15/20
Ma non v'ha ideale che non si appoggi, in ultimo, a una concezione della realtà e perciò non sia religioso.
16/20
Sicché la poesia non può dirsi né sentimento né immagine né somma dei due, ma "contemplazione del sentimento" o "intuizione lirica", o, che è lo stesso, "intuizione pura", in quanto è pura di ogni riferimento storico e critico alla realtà o irrealtà delle immagini di cui s'intesse, e coglie il puro palpito della vita nella sua idealità.
17/20
La iettatura è una cosa che non esiste, ma della quale bisogna tener conto.
18/20
Non si poteva aspettare e neppure desiderare che il fascismo cadesse a un tratto. Esso non è stato un infatuamento o un giochetto. Ha risposto a seri bisogni e ha fatto molto di buono.
19/20
Il nome di un uomo celebre s'impregna di tutte le impressioni che le sue opere svegliano, e dei giudizi d'ammirazione o di disapprovazione che ne sono stati dati, e del tono più o meno caloroso dei giudizi stessi; e perciò è possibile assai sovente che dalla semplice risonanza del nome, chi altro non sappia, si accorga se si tratti di uomo grande o piccolo o mediocre, geniale o pedante, misterioso per profondità di pensiero e di sentimento, o facile e aperto alla gioia di tutti.
20/20
Anche nella vendetta, insomma, non si gode del male di altri, ma del nostro bene.