Biografia di Alfred Capus

Alfred Capus
Nazione: Francia    
Alfred Capus nacque a Aix-en-Provence, Francia il 25 novembre 1857 a Neuilly, Francia il giorno 1 novembre 1922. Fu giornalista, drammaturgo, commediografo e scrittore.

Era figlio di un avvocato marsigliese; la madre proveniva anch'essa da una famiglia legata al mondo delle professioni liberali, e suo fratello minore Joseph Capus sarebbe diventato in seguito un noto agronomo, specialista di malattie della vite.

Alfred compì gli studi superiori a Tolone e, spinto probabilmente dalle aspettative familiari verso una carriera tecnica, tentò l'ammissione all'École polytechnique, esame che però non riuscì a superare; si iscrisse quindi alla École nationale supérieure des mines di Parigi, che frequentò senza tuttavia conseguire il diploma, lavorando per un breve periodo come disegnatore industriale.

Fu proprio in quegli anni giovanili, delusi i propositi ingegneristici, che Capus si avvicinò al giornalismo: il suo primissimo articolo, curiosamente, risentì ancora della sua formazione scientifica, trattandosi del necrologio di Charles Darwin. Da questo esordio prese avvio una carriera pubblicistica che lo vide collaborare con testate come Le Gaulois, L'Écho de Paris e L'Illustration, dove alternava cronache scientifiche e politiche a pezzi più leggeri e fantasiosi; su Le Figaro firmò a lungo con lo pseudonimo di "Graindorge" (adottò anche quello di "Canalis"), guadagnandosi una reputazione di cronista brillante e arguto.

Verso la fine degli anni ottanta dell'Ottocento, iniziò a dedicarsi alla narrativa, pubblicando romanzi come Qui perd gagne ("Chi perde vince", 1890) e Faux départ ("Falsa partenza", 1891), seguiti da Années d'aventures, opere che raccontavano le difficoltà e le speranze di giovani alle prime armi nella vita, con un'attenzione al tema della libertà esistenziale che risentiva dell'influsso di Henrik Ibsen.

Fu proprio da Qui perd gagne che Capus trasse la sua prima commedia, Brignol et sa fille, andata in scena al Théâtre du Vaudeville il 23 novembre 1894 (o secondo altre cronologie nel 1895): lo spettacolo ottenne un successo immediato e segnò il suo passaggio decisivo dal romanzo al teatro, che sarebbe diventato da quel momento la sua attività principale insieme al giornalismo.

In questo percorso teatrale ebbe un ruolo importante la collaborazione con il grande attore Lucien Guitry, che interpretò diverse sue opere, tra cui La Châtelaine (1902); nel 1896 scrisse inoltre Innocent insieme allo scrittore umorista Alphonse Allais.

Seguirono numerosi altri testi di successo, animati da un tono di ottimismo lieve e da un'osservazione arguta dei costumi borghesi dell'epoca: Les maris de Léontine (1900), La bourse ou la vie (1900), La veine (1901), La petite fonctionnaire (1901), Les deux écoles (1902), Notre jeunesse, portata in scena alla Comédie-Française nel 1904, L'adversaire (1903-1904), scritta insieme al giornalista e politico Emmanuel Arène, e poi ancora Monsieur Piégeois (1905), Les passagères (1906), Les deux hommes (1908), L'aventurier (1910) e il romanzo Robinson (1910).

Nel frattempo Capus non abbandonò mai del tutto il giornalismo: dopo l'assassinio di Gaston Calmette, direttore de Le Figaro, avvenuto nel 1914, Capus ne divenne redattore capo e in seguito direttore, imprimendo al giornale, negli anni della prima guerra mondiale, una linea editoriale fortemente patriottica, con articoli quasi quotidiani a sostegno dello sforzo bellico francese.

Il prestigio raggiunto in quegli anni gli valse la presidenza della Société des gens de lettres e il conferimento della Legion d'onore. Nel 1916 (secondo alcune fonti nel 1917) fu eletto all'Académie française, coronamento di una carriera che aveva attraversato con uguale disinvoltura il giornalismo, la narrativa e il teatro.

Alfred Capus morì nel 1922, lasciando un'opera ampia e apprezzata soprattutto per le sue commedie brillanti, capaci di ritrarre con ironia bonaria la società della Belle Époque.


Frasi di Alfred Capus

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Le donne di oggi non ci perdonano più le nostre colpe: non ci perdonano più nemmeno le loro.


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