Biografia di Alberto Consiglio

Alberto Consiglio
Nazione: Italia    
Alberto Consiglio nacque a Napoli il 25 marzo 1902 e morì a Roma il 21 ottobre 1973. Fu giornalista, politico e sceneggiatore.

Dopo aver frequentato la scuola e formatosi in ambito umanistico, si dedicò presto al giornalismo, iniziando come redattore letterario del quotidiano napoletano Il Mattino, dove sviluppò una forte attenzione per la letteratura e la critica culturale.

In seguito collaborò con testate di rilievo nazionale come La Stampa di Torino, Il Corriere della Sera di Milano e numerose riviste letterarie e culturali, consolidando la sua reputazione come studioso e divulgatore di temi letterari, specialmente legati alla tradizione napoletana e romantica.

La sua attività di scrittore e critico produsse diversi volumi di saggistica e studi letterari: tra i suoi lavori più noti figurano Edoardo Scarfoglio ed altri studî romantici (Lanciano, 1932), un testo dedicato alla figura e all'opera del celebre giornalista e scrittore napoletano, e Umanità di Leopardi (Napoli, 1934), in cui esplorava la dimensione umana e poetica di Giacomo Leopardi, oltre a Studî di poesia (Firenze, 1934), una raccolta di saggi sulla poesia e sul suo significato culturale.

Si occupò anche di curare antologie di scrittori napoletani, tra cui Le più belle pagine di Edoardo Scarfoglio (Milano, 1932), Le più belle pagine di Matilde Serao (Milano, 1934) e l'Antologia di poeti napoletani (prima edizione a Roma nel 1944, seconda a Firenze nel 1955), con le quali contribuì a valorizzare e diffondere il patrimonio letterario della sua città natale.

Oltre alla sua attività letteraria e giornalistica, Alberto Consiglio fu impegnato in politica: fu eletto deputato nella prima legislatura della Repubblica Italiana (1948–1953) nelle file del Partito Nazionale Monarchico, un partito di orientamento monarchico e conservatore che si rifaceva ai valori della tradizione e all'unità nazionale.

Nel parlamento repubblicano si occupò principalmente di temi culturali e di politiche per il Mezzogiorno, coerentemente con la sua radice napoletana e il suo interesse per le questioni del Sud Italia. Parallelamente all'attività parlamentare, diresse due periodici importanti: Il Risorgimento di Napoli tra il 1948 e il 1951 e Il Mezzogiorno tra il 1953 e il 1954, riviste che fungevano da forum di discussione politica, culturale e sociale sul Mezzogiorno d'Italia e che riflettevano il suo impegno per la promozione del dibattito intellettuale nella regione.

Negli ultimi decenni della sua vita Alberto Consiglio si dedicò anche alla sceneggiatura cinematografica e all'estetica del cinema, sviluppando un interesse per la teoria e la pratica del linguaggio del grande schermo; si occupò di estetica del cinema, affrontando temi legati alla narrativa visiva, alla rappresentazione della realtà e al rapporto tra letteratura e cinema, contribuendo così a un dialogo interdisciplinare tra le arti.

La sua produzione complessiva, caratterizzata da un forte legame con la cultura napoletana e dall'impegno nella diffusione della letteratura classica e romantica, lo rese una figura di riferimento per il giornalismo culturale e per la critica letteraria nel secondo dopoguerra italiano, e la sua opera è ricordata per la capacità di coniugare rigore accademico e attenzione alle questioni sociali e politiche del suo tempo.


Frasi di Alberto Consiglio

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
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Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Fascismo: una dittatura temperata dall'inosservanza delle leggi.


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