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È vero che ciascuna persona ha sotto il braccio il libro che si merita.
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La ricchezza guasta l'intelligenza, come un pasto troppo forte vela di sonno anche l'occhio più vivace.
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Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa.
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Siamo cinici nei riguardi di un credente fascista o di un credente comunista il quale, sotto le apparenze di fervore religioso, nasconde il più tetro dei cinismi.
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Per essere siciliani bisogna essere diversi.
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Dire che un delitto è opera di una società, il risultato matematico di taluni "fattori ambientali", è una di quelle offese che il nostro tempo rivolge continuamente alla libertà individuale e alla libertà in genere.
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Se dunque la musica ha un maggior numero di amatori che non la poesia, o l'architettura, o la scultura, questo non si deve al fatto che essa è "più spirituale", come suol dirsi, bensì al fatto inverso: che è più sensuale.
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"Il marito!" continuò quella graziosa vecchia. "Cos'è? Io mi domando, dopo trent'anni: cos'è? I figli, il padre e la madre sono lo stesso tuo sangue! Ma il marito? Com'è strano, certe volte, pensare cos'è il marito! E tuttavia gli si vuole tanto bene!".
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No, non è vero che qui si parli molto. Anzi, è vero il contrario. In Sicilia, la vita intima fa a meno delle parole. Una madre e una figlia possono trascorrere un'intera giornata dietro il balcone, scambiandosi due o tre frasi.
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La felicità è la ragione.
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L'avvenire non è un probabile dono del cielo, ma è reale, legato al presente come una sbarra di ferro, immersa nel buio, alla sua punta illuminata.
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Gli uomini non sono bottiglie trasparenti, col liquido dell'intelligenza riconoscibile dal color rosso, e quello del cuore riconoscibile dal color verde. Sono esseri! Sono spiriti! Misteri! Nessuno può dire: "Quegli è un asino! Quell'altro è un uomo onorato!" Dio solo può concedere a uno di noi, per una grazia speciale, di leggere chiaramente in un altro.