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Solo gli ottusi credono che il mondo finisca là dove finiscono loro.
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Quanto più imponente suona il titolo, tanto più grande è l'imbecille che lo porta.
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Senza neanche accorgersene, chi vive in campagna, col passare del tempo rimbecillisce, crede per un certo periodo che la sua sia una vita originale che fa bene alla salute, e invece la vita di campagna non è affatto originale, anzi per chi non sia nato in campagna e cresciuto per la campagna è una vita insipida che fa solo male alla salute.
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I paroloni e le frasi altisonanti io li ho sempre presi per quello che sono: manifestazioni di incompetenza alle quali non bisogna far caso.
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Detestava le persone che parlano senza aver finito di pensare, dunque detestava quasi tutta l'umanità.
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Non siamo neanche capaci di vivere, non siamo in grado di esistere, giacché in verità non esistiamo, ma piuttosto veniamo esistiti.
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L'amore è un'assurdità che in natura non c'è.
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Il malato è un veggente, nessuno possiede un'immagine del mondo più chiara della sua.
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Siamo in errore quando crediamo di essere nel vero e viceversa. La via dell'assurdo è la sola praticabile.
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Cerco di distrarmi da me stesso, ma ormai ci riesco solo sporadicamente.
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Non c'è persona al mondo che noi abbiamo il diritto di legare a noi contro la sua volontà.
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Parliamo di un tema perché questo tema ci affascina, ma siamo più noi a esserne affascinati di colui che in fin dei conti costringiamo ad ascoltarci con immensa, spasmodica spietatezza.
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Ogni uomo, a prescindere da quello che è e a prescindere totalmente da quello che fa, viene ricacciato continuamente in se stesso, ogni uomo è un incubo abbandonato soltanto a se stesso.
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Nei cimiteri abbiamo brutalmente sotto gli occhi il cattivo gusto più indecente dell'umanità.
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Da un lato noi, la gente come noi, non siamo capaci di stare soli, dall'altro non sopportiamo la compagnia.
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La vita è un penitenziario con scarsissima libertà di movimento. Le speranze si rivelano malintesi.