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I sogni costituiscono il più antico e certo non il meno complesso genere letterario.
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Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto;
io sono orgoglioso di quelle che ho letto.
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Non c'è piacere più complesso del pensiero.
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Ma anche il giocatore è prigioniero
di un'altra scacchiera
di nere notti e di bianche giornate.
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Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un po' di sé e si porta via un po' di noi.
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Se potessimo capire un solo fiore
sapremmo chi siamo
e cos'è il mondo.
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E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno.
E la compagnia non è sicurezza.
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La terra è un paradiso. L'inferno è non accorgersene.
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Noi siamo la nostra memoria,
noi siamo questo museo chimerico di forme incostanti,
questo mucchio di specchi rotti.
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Dormire è distrarsi dal mondo.
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C'è tanta solitudine in quell'oro.
La luna delle notti non è la luna che vide il primo Adamo.
I lunghi secoli della veglia umana l'hanno colmata di antico pianto.
Guardala. È il tuo specchio.
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Da quando ti allontanasti
quanti luoghi sono diventati vani
e senza senso.
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Io non parlo di vendette né di perdoni; la dimenticanza è l'unica vendetta e l'unico perdono.
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Gli specchi e la copula sono abominevoli, perché moltiplicano e propagano il numero degli uomini.
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L'amicizia fra un uomo e una donna è sempre un poco erotica, anche se inconsciamente.
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Siamo il nostro ricordo, siamo museo immaginario di mutevoli forme, mucchio di specchi rotti.
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Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere.
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Un grande scrittore crea i propri precursori. Li crea e li giustifica. Che sarebbe di Marlowe senza Shakespeare?
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Ogni scrittore crea i propri precursori. La sua opera modifica la nostra concezione del passato, come modificherà l'avvenire.
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È più facile morire per una religione che viverla assolutamente.
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Essere poveri implica un più immediato possesso della realtà, uno scontrarsi con il primo gusto aspro delle cose: modo di conoscere che sembra mancare ai ricchi, come se ogni cosa giungesse loro filtrata.
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In un romanzo un solo personaggio male inventato può contaminare di irrealtà quelli che lo accompagnano.
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Forse la storia universale è la storia di alcune metafore.
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Parlano di umanità.
La mia umanità sta nel sentire che siam voci
di una comune indigenza.
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La vita è piena di pudori come un delitto.
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È arrischiato pensare che una coordinazione di parole, le filosofie, possa somigliare all'universo. È arrischiato anche pensare che qualcuna fra quelle coordinazioni illustri somigli, sia pure in misura infinitesimale, un po' più delle altre.
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Non v'è esercizio intellettuale che non sia finalmente inutile. Una dottrina filosofica è dapprincipio una descrizione verosimile dell'universo; passano gli anni, e si riduce a un capitolo, o magari un paragrafo o un nome, nella storia della filosofia.
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I tratti essenziali di ogni gioco: la simmetria, le leggi arbitrarie, il tedio.
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La gloria è una forma d'incomprensione; forse la peggiore.
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Essere immortale è cosa da poco, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte.
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C'è un concetto che corrompe e altera tutti gli altri. Non parlo del Male, il cui limitato impero è l'etica; parlo dell'infinito.
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Il vero intellettuale rifugge dai dibattiti contemporanei: la realtà è sempre anacronistica
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Correggere una pagina è facile, ma scriverla è assai più difficile.
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Forse è un errore credere che le metafore si possano inventare. Quelle vere, che formulano intimi legami fra due immagini, sono sempre esistite; quelle che possiamo ancora inventare sono le false, e d'inventarle non mette conto.
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Noi, la indivisa divinità che opera in noi, abbiamo sognato il mondo. Lo abbiamo sognato resistente, misterioso, visibile, ubiquo nello spazio e fermo nel tempo; ma abbiamo ammesso nella sua architettura tenui ed eterni interstizi di assurdità, per sapere che è finito.