Biografia di James Baldwin
Nazione: Stati Uniti d'America
James Arthur Baldwin nacque a New York il 2 agosto 1924 e morì a Saint-Paul-de-Vence, Francia il giorno 1 dicembre 1987. Fu uno scrittore.
Nacque ad Harlem, primo di otto figli di una madre single di origini slave, Emma Berdis Jones, che tre anni dopo sposò David Baldwin, un predicatore pentecostale rigido e autoritario emigrato dal Sud, con cui il rapporto fu segnato da conflitti profondi e abusi che spinsero il giovane James a rifugiarsi nella lettura in biblioteca fin dall'adolescenza.
Cresciuto in povertà estrema nel cuore del quartiere nero, a 14 anni divenne predicatore nella chiesa pentecostale di Fireside per tre anni, esperienza che lo segnò spiritualmente ma che abbandonò presto per lavori umili come operaio e cameriere, diplomandosi nel 1942 e lottando contro il razzismo quotidiano mentre scopriva la propria omosessualità e il talento per la scrittura come via di fuga.
Negli anni Quaranta si trasferì al Greenwich Village, dove strinse amicizia con Richard Wright, mentore che lo incoraggiò e lo sostenne economicamente per il primo romanzo, mentre lavorava come critico freelance scrivendo recensioni per riviste.
Emigrò poi a Parigi nel 1948 per sfuggire al razzismo americano e lì completò Go tell it on the mountain (1953), semiautobiografico ritratto della sua giovinezza harlemiana tra religione, famiglia e risveglio sessuale, seguito dalla raccolta di saggi Notes of a native son (1955), lucida denuncia del pregiudizio razziale.
Negli anni Cinquanta visse tra Francia, Svizzera, New York e Istanbul, producendo Giovanni's room (1956), audace romanzo sull'amore omosessuale tra bianchi a Parigi che affrontò tabù razziali e sessuali suscitando polemiche, e drammi come The amen corner (1954).
Nei Sessanta divenne voce del movimento per i diritti civili con Nobody knows my name (1961) e il bestseller The fire next time (1963), saggio profetico sul razzismo e l'identità nera che lo rese icona accanto a Medgar Evers e Martin Luther King.
Negli anni Settanta continuò con If Beale Street could talk (1974), storia d'amore tra una coppia nera ingiustamente separata dal sistema carcerario adattata al cinema da Barry Jenkins, e Just above my head (1979), sul lutto e la musica gospel, mantenendo rapporti con artisti come Nina Simone e Miles Davis oltre che con Lorraine Hansberry, autrice di A raisin in the sun che lo influenzò profondamente.
Trascorse gli ultimi anni a Saint-Paul-de-Vence, in Francia, tra attivismo e letteratura; alla sua morte lasciò un'eredità di romanzi, saggi e pièces che denunciano intersezione di razza, sessualità e potere, celebrati da documentari come I am not your negro (2016) di Raoul Peck.
Nacque ad Harlem, primo di otto figli di una madre single di origini slave, Emma Berdis Jones, che tre anni dopo sposò David Baldwin, un predicatore pentecostale rigido e autoritario emigrato dal Sud, con cui il rapporto fu segnato da conflitti profondi e abusi che spinsero il giovane James a rifugiarsi nella lettura in biblioteca fin dall'adolescenza.
Cresciuto in povertà estrema nel cuore del quartiere nero, a 14 anni divenne predicatore nella chiesa pentecostale di Fireside per tre anni, esperienza che lo segnò spiritualmente ma che abbandonò presto per lavori umili come operaio e cameriere, diplomandosi nel 1942 e lottando contro il razzismo quotidiano mentre scopriva la propria omosessualità e il talento per la scrittura come via di fuga.
Negli anni Quaranta si trasferì al Greenwich Village, dove strinse amicizia con Richard Wright, mentore che lo incoraggiò e lo sostenne economicamente per il primo romanzo, mentre lavorava come critico freelance scrivendo recensioni per riviste.
Emigrò poi a Parigi nel 1948 per sfuggire al razzismo americano e lì completò Go tell it on the mountain (1953), semiautobiografico ritratto della sua giovinezza harlemiana tra religione, famiglia e risveglio sessuale, seguito dalla raccolta di saggi Notes of a native son (1955), lucida denuncia del pregiudizio razziale.
Negli anni Cinquanta visse tra Francia, Svizzera, New York e Istanbul, producendo Giovanni's room (1956), audace romanzo sull'amore omosessuale tra bianchi a Parigi che affrontò tabù razziali e sessuali suscitando polemiche, e drammi come The amen corner (1954).
Nei Sessanta divenne voce del movimento per i diritti civili con Nobody knows my name (1961) e il bestseller The fire next time (1963), saggio profetico sul razzismo e l'identità nera che lo rese icona accanto a Medgar Evers e Martin Luther King.
Negli anni Settanta continuò con If Beale Street could talk (1974), storia d'amore tra una coppia nera ingiustamente separata dal sistema carcerario adattata al cinema da Barry Jenkins, e Just above my head (1979), sul lutto e la musica gospel, mantenendo rapporti con artisti come Nina Simone e Miles Davis oltre che con Lorraine Hansberry, autrice di A raisin in the sun che lo influenzò profondamente.
Trascorse gli ultimi anni a Saint-Paul-de-Vence, in Francia, tra attivismo e letteratura; alla sua morte lasciò un'eredità di romanzi, saggi e pièces che denunciano intersezione di razza, sessualità e potere, celebrati da documentari come I am not your negro (2016) di Raoul Peck.
Frasi di James Baldwin
Per ora abbiamo un totale di 2 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Esiste un unico miglioramento possibile per un ghetto: eliminarlo.
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