Frasi di Giovanni Boccaccio



1/17

L'amore ha questa natura, quanto più si ama, tanto più si desidera amare.

2/17

In questo mondo ottieni solo ciò che stai cercando.

3/17

In this world you only get what you are searching for.

4/17

The nature of love is such that the more you love, the more you wish to love.

5/17

Peccato celato è mezzo perdonato.

6/17

Umana cosa è aver compassione degli afflitti.

7/17

Niuna corrotta mente intese mai sanamente parola; e così come le oneste a quella non giovano, così quelle che tanto oneste non sono la ben disposta non possono contaminare, se non come il loto i solari raggi o le terrene brutture le bellezze del cielo.

8/17

Le forze della penna son troppo maggiori che coloro non estimano che quelle con conoscimento provate non hanno.

9/17

Io ho sempre inteso, l'uomo essere il più nobile animale che tra' mortali fosse creato da Dio, et appresso la femmina; ma l'uomo, sì come generalmente si crede e vede per opere, è più perfetto.

10/17

Et abbi questo per certo: che colei sola è casta la quale o non fu mai da alcuno pregata, o se pregò, non fu esaudita.

11/17

E sì come le estremità della allegrezza il dolore occupa, così le miserie da sopravvegnente letizia sono terminate.

12/17

È meglio fare e pentere che starsi e pentirsi.

13/17

Venuto a deliberare chi dovesse essere principe di cotal legazione, fu per tutti detto che Dante fosse desso. Alla qual richiesta Dante, alquanto sopra a sè stato, disse: "Se io vo, chi rimane? se io rimango, chi va?"

14/17

Carissime donne, sì per le parole de' savj uomini udite e sì per le cosemolte volte da me vedute e lette, estimava io che lo 'mpetuoso vento e ardente della invidia non dovesse percuotere se non l'alte torri o le più levate cime degli alberi. Ma io mi trovo nella mia estimazione ingannato. Per che assai manifestamente posso comprendere quello esservero che sogliono i savj dire, che sola la miseria è senza invidia nelle cose presenti.

15/17

Valorose giovani, come ne' lucidi sereni sono le stelle ornamento del cielo, e nella primavera i fiori ne' verdi prati, così de' laudevoli costumi e de' ragionamenti piacevoli sono i leggiadri motti. Li quali, per ciò che brievi sono, molto meglio alle donne stanno che agli uomini, in quanto più alle donne che agli uomini il molto parlare e lungo si disdice.

16/17

E così, a modo del villan matto, dopo danno fe' patto.

17/17

Tal nel viso divenne quali in su l'aurora son le novelle rose.




Biografia di Giovanni Boccaccio