Biografia di Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio
Nazione: Italia    
Giovanni Boccaccio nacque a Certaldo (FI) nel giugno o luglio del 1313 e morì a Certaldo (FI) il 21 dicembre 1375. Fu scrittore e poeta.

Ebbe i natali da una sconosciuta donna francese e dal ricco mercante Boccaccino di Chellino. Trascorse la maggior parte della sua infanzia a Firenze, studiando con il precettore privato Giovanni di Domenico Mazzuoli da Strada, con il quale apprese le "sette" arti liberali: grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, musica e astronomia. A quindici anni fu mandato a Napoli per studiare economia, finanza e diritto. Suo padre aveva legami con la ricca famiglia Bardi, il che fece sì che Boccaccio venisse introdotto a molti studiosi influenti, oltre che alle prime opere di Petrarca. A Napoli, inoltre, conobbe e si innamorò di una donna di nome Fiammetta, la cui presenza domina le sue opere, tra cui il Decameron. Grazie a questi legami e alle esperienze vissute a Napoli, iniziò a scrivere poesie. È conosciuto come uno dei "tre gioielli" della letteratura italiana, insieme a Petrarca e Dante Alighieri, nonché fondatore dell'Umanesimo rinascimentale. Promosse l'uso del vernacolo toscano nella forma scritta, piuttosto che del tradizionale latino. Divenne noto per l'uso sperimentale del toscano e per la promozione dell'ottava rima, strofe di otto righe con versi di undici sillabe. L'opera più nota è il Decameron(composto tra il 1348-52; rivisto nel 1370-71), un capolavoro della letteratura italiana in cui dieci giovani fiorentini, rifugiatisi nella vicina città di Fiesole per sfuggire alla peste nera, si raccontano storie che culminano in cento racconti. Il libro si apre con un proemio e ogni giornata di narrazione si conclude con una canzone, una poesia lirica di origine medievale italiana o provenzale.

Nel 1350, divenne un emissario del governo fiorentino e del suo sostegno all'Umanesimo italiano. Nel suo ruolo di ambasciatore per Firenze viaggiò molto per consigliare varie corti papali e per salutare personaggi importanti. Questo lavoro lo portò al primo incontro con Petrarca nel 1351: addirittura guidò un gruppo di personalità letterarie affermate ad accogliere Petrarca quando il poeta entrò a Firenze. I due divennero amici e si scambiarono frequenti corrispondenze, che incoraggiò a proseguire gli studi umanistici, in particolare i suoi ampi scritti su Dante e sull'antichità greca. L'ultima opera importante di Boccaccio fu Eposizioni sopra la Commedia di Dante (1373-74), basata su una serie di conferenze pubbliche su Dante tenute da Boccaccio nella chiesa di Santo Stefano nel 1373.
Tra il 1360 e il 1374, raccolse oltre cento biografie di donne illustri della storia. Il De mulieribus claris (A proposito delle donne celebri) è considerato la prima raccolta di biografie dedicate alle donne nella letteratura occidentale.
Iniziò a scrivere la Genealogia Deorum Gentilium nel 1350. Tra il 1370 e il 1371, dopo aver permesso a un amico di fare una copia del manoscritto, furono fatte numerose copie del libro senza il suo consenso, che non considerava ancora la Genealogia completa. Sebbene esistano tra i trenta e i quaranta manoscritti della Genealogia, tutti stampati tra il XIV e il XV secolo, quello attualmente conservato presso la Bibliothèque Nationale di Parigi è considerato il migliore. La Genealogia fu stampata per la prima volta per le masse a Venezia nel 1472. Sette edizioni successive, tutte basate su questa prima stampa, furono pubblicate tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo.

Morì afflitto da gotta, scabbia e idropisia.


Frasi di Giovanni Boccaccio

Abbiamo un totale di 2 frasi.
Le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

L'amore ha questa natura, quanto più si ama, tanto più si desidera amare.


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