Frasi di Georges Bernanos



1/37

La speranza è un rischio da correre.
È addirittura il rischio dei rischi.

2/37

Odiarsi è più facile di quanto si creda. La grazia consiste nel dimenticarsi.

3/37

Chi cerca la verità nell'uomo deve farsi padrone del suo dolore.

4/37

La mediocrità non cerca che certezze solide contro i rischi del divino.

5/37

Non vi è nulla di irreparabile oltre la menzogna.

6/37

L'ottimista è un imbecille felice, il pessimista un imbecille infelice.

7/37

Le elezioni favoriscono i chiacchieroni.

8/37

L'infanzia è il sale della terra.

9/37

Vi è soltanto un mezzo sicuro per conoscere, ed è amare.

10/37

La democrazia è un'invenzione di intellettuali.

11/37

La peggiore disgrazia che possa capitare a un uomo è essere soddisfatto di sé.

12/37

Dio ci scampi anche dai santi!

13/37

L'umanità ha paura di se stessa. Sta sacrificando la sua libertà alla paura che ha di sé medesima.

14/37

Vi saranno sempre dei poveri in mezzo a voi, per la ragione che ci saranno sempre dei ricchi, cioè degli uomini avidi e duri che cercano non tanto il possesso quanto il potere.

15/37

Il desiderio di pregare è da solo una preghiera.

16/37

Un'idea giusta nella quale ci si insedia, al riparo delle contraddizioni, come al riparo dal vento e dalla pioggia, per guardare gli altri uomini scalpicciare nella melma, non è più un'idea giusta, è un pregiudizio.

17/37

Uno dei principali responsabili, il solo responsabile forse, dell'avvilimento delle anime è il sacerdote mediocre.

18/37

Dio ci guardi dai santi.

19/37

La scienza libera soltanto un esiguo numero di spiriti fatti per essa, predestinati. Asservisce gli altri.

20/37

I veri nemici della società non sono quelli che essa sfrutta o tiranneggia, ma quelli che umilia.

21/37

La speranza è una virtù, virtus, una determinazione eroica dell'anima. La più alta forma della speranza è la disperazione vinta.

22/37

Fin da bambina avevo una paura terribile degli uomini; poi un giorno ho capito che chi gesticola non è pericoloso.

23/37

Il primo segno di corruzione in una società ancora viva si ha quando il fine giustifica i mezzi.

24/37

La Guerra Totale è la Società moderna stessa, al suo più alto grado di efficienza.

25/37

Ogni guerra civile si trasforma in guerra di religione.

26/37

I più pericolosi fra i nostri calcoli sono quelli che chiamiamo illusioni.

27/37

Si parla sempre del fuoco dell'inferno, ma nessuno l'ha visto. L'inferno è il freddo.

28/37

Anche l'inferno ha i suoi chiostri.

29/37

Quella brama collettiva di nazionalismo che perverte la nozione di Patria facendone un idolo: lo Stato del Popolo.

30/37

Niente giustifica la tristezza: soltanto il diavolo ha ragioni per essere triste.

31/37

Un medico è il curato del repubblicano.

32/37

Un mondo dominato dalla Forza è abominevole, ma il mondo dominato dal Numero è ignobile.

33/37

L'ottimismo è una falsa speranza a uso dei vili e degli imbecilli.

34/37

L'ipocrisia è soltanto un vizio simile agli altri, debolezza e forza, istinto e calcolo. Invece una menzogna così totale che alimenta ciascuno dei nostri atti deve abbracciare strettamente la vita, sposarne il ritmo.

35/37

L'orgoglio non ha niente di proprio; altro non è che il nome dato all'anima che divora sè stessa. Quando questa sconcertante perversione dell'amore ha dato il suo frutto, essa porta ormai un altro nome, più ricco di senso, sostanziale: odio.

36/37

La scienza non libera che un ben piccolo numero di spiriti fatti per lei, predestinati. Gli altri li asservisce.

37/37

Lo scandalo non sta nel non dire la verità, ma di non dirla tutta intera, introducendo per distrazione una menzogna che la lascia intatta all'esterno, ma che le corrode, così come un cancro, il cuore e le viscere.




Biografia di Georges Bernanos