Frasi di Daniello Bartoli



1/7

Le spine sono a cento per una delle rose.

2/7

Una sola e diritta come un raggio di luce è la via del vero: infinite e contrarie son quelle che uscendone menano al falso.

3/7

Se le medicine portano un nome barbaro, l'adoriamo come un misterio: se vagliono, a comperarle, tesori, si crede che facciano, in risanare, miracoli; e intanto calpestiamo come erbacce inutili quel che ci nasce ne gli orti, e pregiam quello che ne' loro orti calpestano gl'Indiani: gran cosa stimandola, sol perché è pellegrina, o gran virtù presumendone, sol perché ci viene d'un altro mondo.

4/7

Il mondo coll'invecchiar non prende senno, né cambia vezzo col mutar pelo.

5/7

Qui non si abbatte vela, qui non si lieva mano dal remo, qui non si gitta ancora per dar fondo. Terra Incognita.

6/7

La radice, che tanto teme, che il ciel non la vegga, il sol non la tocchi, l'aria non l'offenda, ben intendente di qual sia il suo ministerio, tutta si ficca giù sottoterra, e nel suo nascere tenerissima, pur la trafora, e penetra, e vi dirama, e spande: e tanti tronchi, e rami, e barbe gitta per tutto, che ella sembra un albero capovolto, e sepolto: e perciò viva perché sepolta, altrimenti, a disotterrarla, si muore.

7/7

Dicammi gli Architetti, che tanto penano a disegnar con regola le Volute, e pur non mai altro che false, mentre, per più non sapere, le compongono d'alcuna parte di circolo, e circolo elle non sono, avvegnaché circolari: chi ne ha infusa la regola alle chiocciole? Nate maestre in un'arte, di cui essi ancor non si veggono buoni discepoli.




Biografia di Daniello Bartoli