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Deh parliam de' mosconi,
quanta grazia abbia il Ciel donato loro,
che trafficando merda si fan d'oro.
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Molti poeti han già descritto Amore,
fanciul nudo, coll'arco faretrato,
con una pezza bianca di bucato
avvolta agli occhi, e l'ali ha di colore.
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Nominativi fritti e mappamondi,
E l'arca di Noè fra due colonne
Cantavan tutti chirieleisonne
Per l'influenza de' taglier mal tondi.
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Ch'ognun non vuol mostrar le sue magagne.
E vidi le lasagne
Andare a Prato a vedere il Sudario
E ciascuna portava l'inventario.
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Va, leggi l'Alfabeco,
E troverai a un filar di forra,
Come le palle hanno il cervel di borra.
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Novantanove maniche infreddate,
E unghie da sonar l'Arpa co i piedi,
Si trastullavan al ponte a Rifredi
Per passar tempo infino a mezza State.
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Ficcami una pennuccia in un baccello
ed empimi d'inchiostro un fiaschettino;
mandamel col mangiar, che paia vino,
ch'i ho di fantasia pieno il cervello.
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Fa traboccar all'appetito il sacco,
Viver sempre lascivo, e 'ncontinente;
Agresto, Aceto, Vino, e frutte a sbacco
In ogni cibo e continuamente,
Nondimen non lasciar l'uso di Ciacco;
Seguir Venere, e Bacco
T'ingegna, quando sei dal duolo afflitto
Con cioncar malvagìa, e chiavar ritto.
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Io fui in cento lire condennato,
Per voler insegnar cantar la Zolfa
Per madre a un minor fratel di Cristo.