51/103
Le creature senza piedi hanno il mio amore, e così lo hanno quelle a due piedi e anche quelle a molti piedi. Possano tutte le creature, tutte le cose che hanno vita, tutti gli esseri di qualunque specie, non avere mai nulla che possa danneggiarle. Possa non accadere loro mai nulla di male.
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Non credete minimamente a ciò che dico. Non prendete nessun dogma o libro come infallibile.
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Per evitare di causare terrore agli esseri viventi, che il discepolo si astenga dal mangiare carne... Il cibo del saggio è quello che consumano i sadhu [gli uomini santi]; non è fatto di carne... Ci saranno alcuni sciocchi in futuro che diranno che io ho dato il permesso di mangiare carne, e che io stesso ne ho mangiata, ma... io non ho permesso a nessuno di mangiare carne, non lo permetto ora, non lo permetterò in nessuna forma, in nessun modo e in nessun luogo; è incondizionatamente proibito a tutti.
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Tutte le cose hanno origine nella mente, la mente le produce, di mente sono fatte. Chi parla o agisce con mente corrotta, l'infelicità lo segue come la ruota segue il piede (del bue).
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Quale essere razionale, consapevole di vecchiaia, malattia e morte, potrebbe starsene tranquillamente in piedi, o seduto, oppure sdraiato, o tanto meno ridere? Invece, chi rimane tranquillo e imperturbabile nel vedere un suo simile vecchio, ammalato o morto, è come un essere senza coscienza: infatti, se un albero viene privato di frutti e di fiori o cade tagliato, un altro albero non se ne affligge.
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Impura e distorta: tale è la condizione naturale delle donne in questo mondo; ma l'uomo, ingannato da vesti e ornamenti, per le donne incorre nella passione.
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Come gli uccelli, dopo essersi incontrati sull'albero che li ospita, si separano, così l'incontro delle creature finisce sempre con la separazione. E come le nubi si addensano e di nuovo si allontanano, così, credo, è l'unione e la separazione degli esseri viventi.
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Quale saggio potrebbe procedere in base [alle convinzioni] di un altro, come un cieco guidato da un cieco nella cieca oscurità? Benché io non abbia ancora accertato la verità, nel dubbio tra bene e male la mia decisione è comunque per il bene: davvero è preferibile il dolore di chi, magari invano, è rivolto al bene, alla felicità di chi, fors'anche a ragione, è rivolto al male.
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. Come può l'inquieto, che è spossato da fame, sete e mortificazioni e la cui mente non si regge per lo sforzo, raggiungere quel risultato che la mente deve raggiungere?
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Colui il quale non si identifica col proprio nome-e-forma, che non si affligge per ciò che non è più, costui è chiamato bhikkhu.
61/103
Come la pioggia entra in una casa mal coperta, così la passione penetra in una mente non abituata alla meditazione. Come una casa ben coperta rimane asciutta, così la passione non penetra nella mente che medita.
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Il profumo dei fiori non va controvento, non [quello di] sandalo, tagara, o gelsomino; il profumo dei buoni va controvento, in tutti i sensi lo effonde il virtuoso.
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Viviamo dunque felici, noi che non possediamo nulla: nutrendoci della gioia come i risplendenti dèi.
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Chi scorge le mancanze altrui ed è sempre pronto ad irritarsi, di costui crescono le passioni ed egli è ben lungi dalla loro distruzione.
65/103
La pigrizia è la ruggine della bellezza, la distrazione è la ruggine del guardiano.
66/103
Colui il quale pronuncia parole veraci, prive di asprezza ed istruttive, con le quali non si offende alcuno, costui io chiamo brāhmaṇa.
67/103
Facile a scorgere è l'errore altrui, difficile è, invece, il proprio.
68/103
"Egli mi ha ingiuriato, picchiato, vinto e derubato": in coloro che accolgono tali pensieri l'odio non si placa. "Egli mi ha ingiuriato, picchiato, vinto e derubato": in coloro che non accolgono tali pensieri, si placa l'odio.
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Come un lago profondo, calmo e trasparente, così sereni divengono i saggi, che hanno ascoltato la verità del dharma.
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L'attenzione è il sentiero conducente all'immortalità, la disattenzione è il sentiero della morte; gli attenti non muoiono, i disattenti sono già come morti.
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Vinci l'ira con la delicatezza, la cattiveria con la bontà, l'avarizia con la generosità, la menzogna con la verità.
72/103
La vittoria alimenta inimicizia, perché chi è vinto giace dolente. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice.
73/103
Questo mondo è coperto di tenebre, pochi vi possono veder chiaro: raro è chi si alza in volo verso il cielo come un uccello sfuggito dalla rete.
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Vale più un giorno di vita di colui che vive saggio e meditante, di chi vive cent'anni vizioso e distratto. Migliore di un discorso di mille parole prive di senso, è una sola frase sensata, udita la quale l'uomo si calma.
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Difficile è raggiungere lo stato di uomo, difficile è vivere come mortale, arduo è che sorgano dei buddha.
76/103
Non parlare aspramente ad alcuno: coloro ai quali tu parli ti potrebbero rispondere: le contumelie sono sgradevoli: potrebbero coglierti, in cambio, bastonate su bastonate!
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Chi agisce male, come un albero soffocato da rampicanti, rende se stesso come desidera il suo nemico.
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Dall'ascesi nasce la saggezza: mediante la non-ascesi si perde la saggezza. Avendo conosciuto questa duplice via, ognuno si disponga in modo tale da accrescere la saggezza.
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Liberate la mente da ciò che piace o non piace. Negarsi ciò che piace è doloroso così come la presenza di ciò che non ci piace.
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Come un bel fiore smagliante [ma] privo di profumo, altrettanto belle ma prive di frutto sono le parole di colui che non agisca conforme a loro.
81/103
Avendo domato se stesso si acquista un padrone difficile da conquistare.
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Se qualcuno compie il bene, continui a farlo e ne gioisca. La conservazione del bene porta vera felicità.
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Riconosci te stesso in ogni essere, e non dare dolore, non dare la morte.
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Non è un'azione ben fatta quella che, una volta compiuta, cagiona pentimento, il cui compenso si riceve con volto lacrimoso e pianto.
85/103
Colui nella cui mano non sia ferita può prendere con la mano il veleno: il veleno non penetra ove non c'è ferita, né vi è peccato per chi non lo commetta.
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Non c'è mai stato, non ci sarà, né c'è adesso un uomo che sia sempre biasimato o un uomo che sia sempre lodato.
87/103
Mai, invero, si placano quaggiù gli odii con l'odiare: col non-odiare si placano. Questa è legge eterna.
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Dal piacere nasce il dolore, dal piacere nasce la paura: per chi è libero dal piacere non esiste dolore: di che cosa dovrebbe aver paura?
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Ho corso lungo innumerevoli esistenze, cercando il costruttore della casa, né lo ho trovato: eppure è doloroso tornare a nascere ogni volta! O costruttore! Sei stato scoperto, non costruirai di nuovo la casa! Tutte le travi sono spezzate, la capriata è crollata; lo spirito, cancellata ogni concezione, ha estinto la sete!
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L'acqua, cadendo goccia a goccia, riempie anche una giara. L'uomo saldo si colma di bene, anche se lo accumula poco a poco.
91/103
Come di un mercante che, avendo molte ricchezze e poca scorta, evita la strada pericolosa, e come chi ama la vita evita il veleno, così si deve evitare il peccato.
92/103
Si affretti l'uomo verso il bene, custodisca la mente dal male. Di chi fa il bene fiaccamente, la mente si delizia nel male.
93/103
Come un pesce tolto dalla sua acquatica dimora e gettato sul pavimento, trema questo [nostro] pensiero, allorché deve rinunciare ad essere dominato da Māra.
94/103
L'odio non può mai fermare l'odio; solo l'amore può farlo, è legge antica.
95/103
L'intelligente soffi via da sé le impurità poco a poco, un momento dopo l'altro, come l'argentiere dall'argento.
96/103
Facili sono a farsi le cose non buone, dannose per noi stessi: ciò che, invece, è benefico, ciò che è buono, questo è davvero estremamente difficile a compiersi.
97/103
Poiché tutto è un riflesso della nostra mente, tutto può essere cambiato dalla nostra mente.
98/103
La vita è una questione di equilibrio. Sii gentile, ma non lasciarti sfruttare. Fidati, ma non farti ingannare. Accontentati, ma non smettere mai di migliorarti.
99/103
Ciò che pensi, diventi. Ciò che senti, attrai. Ciò che immagini, crei.
100/103
Niente se ne va prima di averci insegnato ciò che dobbiamo imparare.