Biografia di Aphra Behn

Aphra Behn
Nazione: Regno Unito    
Aphra Behn nacque a Canterbury, Inghilterra il 10 luglio 1640 e morì a Londra il 16 aprile 1689. Fu scrittrice, poetessa e drammaturga.

I dettagli biografici dei suoi primi anni di vita sono estremament scarsi. La data di nascita è piuttosto oscura e tutt'altro che certa. Alcune fonti citano il 14 dicembre 1640 come data di battesimo (non di nascita) e della sua famiglia si sa che era modesta: il padre è spesso citato come Bartholomew Johnson o un barbiere chiamato John Amis.

La giovinezza di Aphra fu segnata da spostamenti e difficoltà economiche che la portarono, da giovane, a trascorrere un periodo nelle Indie Occidentali, in particolare nella Guyana Olandese (oggi Suriname), esperienza che avrebbe poi alimentato alcune delle sue opere più note.

Verso la fine degli anni 1650 tornò in Europa e, intorno al 1658–1660, sposò un mercante olandese il cui cognome era Behn; il matrimonio durò poco e rimasta vedova Aphra si trovò in condizioni finanziarie precarie, circostanza che la spinse a cercare impieghi e a entrare in contatto con ambienti cortigiani e politici nella Londra della Restaurazione.

Nel 1666, durante le tensioni anglo-olandesi, fu reclutata come agente per il governo reale al servizio di figure come Henry Bennet, futuro conte di Arlington, e operò come spia ad Anversa (agendo talvolta sotto il nome in codice "Astrea"), svolgendo un lavoro di contatti e informazione che venne pagato in modo assai modesto ma che le aprì porte nel mondo politico e culturale della capitale. C'è anche chi ipotizza che la relativa scarsità di dati biografici sia il frutto di una precisa scelta della Behn, forse parte della sua copertura come spia.

Dopo l'esperienza di servizio per la Corona, probabilmente intorno alla fine degli anni Sessanta, Aphra Behn cominciò a dedicarsi professionalmente alla scrittura per mantenersi, diventando una delle prime donne inglesi a guadagnarsi da vivere con la penna; si formò come traduttrice e lavorò in francese, italiano e spagnolo, attività che la mise in relazione con ambienti intellettuali e teatrali dell'epoca.

Il suo debutto teatrale avvenne nel 1670 con The forc'd marriage) (o The forced marriage), opera che le permise di inserirsi nel circuito delle scene londinesi; negli anni seguenti si rivelò estremamente prolifica: compose commedie, tragedie, farse e maschere, e per un periodo fu seconda solo a John Dryden per quantità di pezzi rappresentati.

Firmò titoli come The rover (1677), che raggiunse grande popolarità per la vivacità dei personaggi e per il tema della libertà sessuale e della seduzione ambientato in un carnevale napoletano, e The Emperor of the Moon (1687), che sfruttava stilemi della commedia dell'arte.

Le sue pièce spesso affrontavano con acutezza e talvolta con cinismo i rapporti di potere, il sesso, il denaro e l'ipocrisia sociale; il successo teatrale le assicurò relazioni con impresari, attori e drammaturghi del mondo teatrale londinese e, più in generale, con circoli letterari e cortigiani che frequentavano la capitale.

Parallelamente al teatro, Behn si dedicò alla poesia e alla prosa; fu autrice di raccolte di poesie e di opere narrative che sperimentavano forme emergenti del romanzo. Tra le sue opere in prosa più importanti figura Oroonoko or, the royal slave (1688), racconto storico/romanzesco che mescola autobiografia, critica della schiavitù e amore tragico, ambientato in parte nel Suriname e spesso considerato uno dei testi precursori del romanzo inglese moderno.

Oroonoko trae evidente ispirazione dalle sue esperienze giovanili nelle colonie e riflette sensibilità controverse per il suo tempo, suscitando dibattiti sul razzismo, l'onore e la libertà. Un altro testo in prosa è The history of the nun (pubblicato postumo o negli ultimi anni della sua vita), che esplora temi di passione e ribellione contro strutture sociali e religiose.

Nel corso della sua vita Aphra intrattenne contatti con personalità politiche e intellettuali rilevanti: oltre a Henry Bennet (Lord Arlington) e ad altri funzionari che l'avevano impiegata come agente, si trovò in relazione con figure del teatro e della letteratura del suo tempo, tra cui attori, impresari e poeti.

La corrispondenza e le testimonianze indirette documentano anche il suo rapporto con esponenti della comunità degli espatriati e degli oppositori politici (come il network legato a William Scot, figlio del giustiziato Thomas Scot), e con circoli femminili e maschili che discutevano letteratura e moda culturale nella Londra della Restaurazione.

La sua personalità pubblica, spesso giudicata scandalosa dai contemporanei per la sua schiettezza sui temi sessuali e per la sua indipendenza economica, la pose al centro di critiche moraliste ma anche di ammirazione tra chi vedeva in lei una donna capace di affrancarsi dai ruoli tradizionali.

Negli ultimi anni della vita la produzione di Aphra Behn si spostò verso la narrativa in prosa e la raccolta di lettere e poesie: pubblicò Lettere d'amore di un gentiluomo a sua sorella (una struttura epistolare in più volumi tra il 1684 e il 1687) e consolidò la sua reputazione attraverso opere che avrebbero influenzato autori successivi.

Morì nel 1689 in condizioni di salute e finanziarie precarie, lasciando però un corpus che sarebbe stato rivalutato solo molto tempo dopo la sua morte, quando il Novecento critico cominciò a riconoscere la rilevanza della sua posizione come prima donna professionista della letteratura inglese e il valore innovativo dei suoi esperimenti narrativi e teatrali.

Oggi Aphra Behn è studiata per il suo ruolo di pioniera nella carriera letteraria femminile, per la vivacità dei suoi personaggi teatrali e per testi come Oroonoko, che continuano a essere letti e discussi per le loro implicazioni politiche e morali. Soprannominata "la George Sand della Restaurazione", fu seppellita nella sezione dei poeti dell'Abbazia di Westminster.


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