1/11
Parla in quel tempo che non è utile il tacere.
2/11
L'uomo è il più falso animale che sia, né mai si può conoscere.
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Ma, Bartolommeo mio, guardati da chi ode due messe per mattina, da chi giura "per la coscienza mia"; da quelli che nello annoverare dicono "ventinove e trenta, lodato sia Iddio"; e ancora da quelli che ghignano e non ridono, da quelli che torcono il collo e tengono gli occhi bassi alla terra.
4/11
Chi scrive non tiene a memoria.
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Non tòrre la roba d'altri, né la fatica, né il sudore di persona, massime de' poveri uomini.
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Io non ti so dire tante cose e non voglio contastare più teco, ché se' uomo senza alcuna ragione. Solo una cosa ti voglio dire: a Milano si sanno fare molte mercerie e armadure, e a Firenze buoni drappi, a Bologna i salsicciotti, a Siena i marzapani e i berricuocoli, e così ogni paese ha qualche dota; e li Viniziani si sanno fare signori di Lombardia, e parmi la monarchia d'Italia.
7/11
Chi vòle gustare il dolce ricòrdisi dello amaro.
8/11
El maggiore danno che sia è il tempo perduto.
9/11
L'uomo debbe essere savio per potere sostenere le pazzie de' pazzi.
10/11
Meglio è dicendo il vero essere vinto, che dire la bugia e vincere altri.
11/11
Molto meglio è avere uno vero nimico che uno ficto amico.