Biografia di Anacreonte
Nazione: Turchia
Anacreonte nacque a Teo, Asia Minore (attualmente Turchia) nel 570 a.C. circa e morì, forse ad Atene nel 485 a.C. circa. Fu un poeta.
Nacque in un contesto di prosperità commerciale e culturale che favorì la sua formazione poetica giovanile, immerso nella tradizione lirica ionica e nei canti conviviali della sua terra natale.
Intorno al 545 a.C., con l'invasione persiana guidata dal generale Arpago che sconvolse la Ionia, fuggì con un gruppo di concittadini fondando la colonia di Abdera in Tracia, dove iniziò a comporre i primi carmi melici su temi di amore, vino e giovinezza, stabilendo il suo stile elegante e ironico che mescolava ionico nel dialetto ed eolico nei metri.
Ospite alla corte del tiranno Policrate di Samo intorno al 530 a.C., strinse rapporti con il poeta Ibico e si occupò dell'educazione dei figli del tiranno, componendo odi che celebravano simposi, Eros e la bellezza effimera, come quelle sui mirti, le rose e la danza, mentre la sua lirica influenzava già i contemporanei per la levità e il rifiuto delle grandezze epiche.
Alla morte di Policrate nel 522 a.C., passò ad Atene sotto i Pisistratidi, dove visse fino al 514 a.C. circondato dall'élite ateniese, amico di Santippo – padre del futuro Pericle – e componendo elegie, giambi e scolii in cinque o sei libri ordinati dagli alessandrini, di cui sopravvivono circa 160 frammenti che esaltano il piacere del canto, la negazione giocosa della vecchiaia e la paura della morte, come nel celebre frammento in cui un vegliardo calvo e canuto rivendica il vigore giovanile.
Dopo l'assassinio di Ipparco, ultimo tiranno ateniese, si trasferì in Tessaglia presso gli Aleuadi di Larissa, dove continuò la produzione poetica fino alla morte intorno al 485 a.C., secondo la tradizione soffocato da un acino d'uva a 85 anni, lasciando un'eredità che ispirò la poesia anacreontica europea del Settecento e generazioni di poeti per la sua celebrazione dell'attimo fugace.
Come accennato all'inizio, il luogo della sua morte non è chiaro. C'è chi dice che sia morto ad Atene, dove sono stati trovati sue statue e suoi scritti. Pare però che la sua tomba si trovi a Teo, suo luogo di nascita, come citato nella Antologia greca.
Nacque in un contesto di prosperità commerciale e culturale che favorì la sua formazione poetica giovanile, immerso nella tradizione lirica ionica e nei canti conviviali della sua terra natale.
Intorno al 545 a.C., con l'invasione persiana guidata dal generale Arpago che sconvolse la Ionia, fuggì con un gruppo di concittadini fondando la colonia di Abdera in Tracia, dove iniziò a comporre i primi carmi melici su temi di amore, vino e giovinezza, stabilendo il suo stile elegante e ironico che mescolava ionico nel dialetto ed eolico nei metri.
Ospite alla corte del tiranno Policrate di Samo intorno al 530 a.C., strinse rapporti con il poeta Ibico e si occupò dell'educazione dei figli del tiranno, componendo odi che celebravano simposi, Eros e la bellezza effimera, come quelle sui mirti, le rose e la danza, mentre la sua lirica influenzava già i contemporanei per la levità e il rifiuto delle grandezze epiche.
Alla morte di Policrate nel 522 a.C., passò ad Atene sotto i Pisistratidi, dove visse fino al 514 a.C. circondato dall'élite ateniese, amico di Santippo – padre del futuro Pericle – e componendo elegie, giambi e scolii in cinque o sei libri ordinati dagli alessandrini, di cui sopravvivono circa 160 frammenti che esaltano il piacere del canto, la negazione giocosa della vecchiaia e la paura della morte, come nel celebre frammento in cui un vegliardo calvo e canuto rivendica il vigore giovanile.
Dopo l'assassinio di Ipparco, ultimo tiranno ateniese, si trasferì in Tessaglia presso gli Aleuadi di Larissa, dove continuò la produzione poetica fino alla morte intorno al 485 a.C., secondo la tradizione soffocato da un acino d'uva a 85 anni, lasciando un'eredità che ispirò la poesia anacreontica europea del Settecento e generazioni di poeti per la sua celebrazione dell'attimo fugace.
Come accennato all'inizio, il luogo della sua morte non è chiaro. C'è chi dice che sia morto ad Atene, dove sono stati trovati sue statue e suoi scritti. Pare però che la sua tomba si trovi a Teo, suo luogo di nascita, come citato nella Antologia greca.
Frasi di Anacreonte
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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La guerra risparmia non il coraggioso, ma il codardo.
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