1/10
Fare oggi un romanzo tradizionale ha lo stesso senso che conquistare oggi l'Eritrea o fondare oggi la Fiat.
2/10
All'inferno ci va chi ci crede.
3/10
Niente di peggio che lavorare a orario fisso: si produce scrittura burocratica.
4/10
Da noi, un musulmano ammazzato può ancora fare notizia o scandalo, mentre parecchi cristiani bianchi ammazzati ogni giorno da bianchi cristiani per spacciare la droga fanno per lo più statistica.
5/10
In Italia c'è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di 'brillante promessa' a quella di 'solito stronzo'. Soltanto a pochi fortunati l'età concede poi di accedere alla dignità di venerato maestro.
6/10
Scrivere oggi un romanzo tradizionale pare anacronistico e temerario come uscire in carrozza e cilindro, generoso e sfortunato come l'ultima carica del Savoia Cavalleria contro i carri armati russi.
7/10
Il sonno della ragione produce ministri.
8/10
Gli intellettuali non sanno se sia più di sinistra mangiare macrobiotico o nutrirsi di confezioni in cellophane prodotte da lavoratori alimentari in lotta.
9/10
Si può caricaturare un ministro in forma di nano o di gobbo, se è vecchio e se si è sicuri che non ha mai reagito male. Ma chi direbbe, cortesemente, nano o gobbo a chicchessia come una volta al varietà? Chi oserebbe definire non solo drogato un drogato, ma facchino un facchino in una notizia di cronaca?
10/10
Una volta per tutte: le "denunzie" si fanno in Questura, le "istanze" si presentano ai Superiori, i "messaggi" si spediscono per posta.