Biografia di Tarun Tejpal
Nazione: India
Tarun Tejpal nacque a New Dehli, India il 15 marzo 1963. È giornalista, editore, romanziere e imprenditore.
Il padre prestava servizio nell'esercito indiano, circostanza che lo portò a crescere spostandosi in diverse regioni del paese durante l'infanzia. Si laureò in economia all'Università del Punjab di Chandigarh.
Avviò la propria carriera nel giornalismo lavorando come editor per i gruppi editoriali India Today e Indian Express, per poi diventare direttore responsabile di Outlook, una delle principali riviste settimanali d'attualità indiane. In quegli stessi anni fondò insieme ad altri la casa editrice IndiaInk, che nel 1998 pubblicò Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy, romanzo che l'anno successivo alla pubblicazione originale vinse il Booker Prize, contribuendo a consolidare la reputazione di Tejpal nell'ambiente editoriale indiano.
Nel marzo 2000 fondò Tehelka, che si affermò come uno dei primi siti di giornalismo investigativo indiani, con l'ambizione dichiarata di riportare in auge un giornalismo d'inchiesta aggressivo e di pubblica utilità, dopo un decennio, quello degli anni Novanta, giudicato da Tejpal eccessivamente concentrato su temi leggeri come moda, cibo e cinema.
La testata si guadagnò rapidamente una risonanza nazionale grazie a inchieste clamorose, tra cui quella sullo scandalo di combine nel cricket indiano e la cosiddetta Operation West End, un'inchiesta sotto copertura sulla corruzione nel ministero della Difesa che portò alle dimissioni del ministro competente; queste rivelazioni scatenarono tuttavia una dura reazione istituzionale, che per un periodo mise a rischio la sopravvivenza stessa della testata, costretta poi a rilanciarsi grazie al sostegno degli abbonati, prima come sito web e poi, dal 2007, come settimanale cartaceo.
Nel corso degli anni Duemila la sua figura pubblica crebbe di pari passo con il prestigio di Tehelka: fu inserito da Asiaweek tra i cinquanta comunicatori più potenti dell'Asia, da BusinessWeek tra i leader del cambiamento nel continente asiatico e, nel 2007, il quotidiano britannico The Guardian lo annoverò tra i venti esponenti della nuova élite indiana.
Parallelamente all'attività giornalistica, si dedicò anche alla narrativa, pubblicando nel 2005 il proprio romanzo d'esordio, The alchemy of desire, accolto con grande favore dalla critica internazionale, tra cui l'elogio del premio Nobel Vidiadhar Surajprasad Naipaul, e insignito in Francia del Prix Millepages; seguirono poi altri due romanzi, The valley of masks nel 2011 e The story of my assassins nel 2012, quest'ultimo ispirato proprio alle minacce di morte ricevute in seguito alle inchieste di Tehelka. Nella vita privata sposò Geetan Batra, dalla quale ebbe due figlie.
La sua carriera subì una brusca interruzione nel novembre 2013, quando una collega più giovane lo accusò di averla aggredita sessualmente all'interno dell'ascensore di un albergo di lusso a Goa, durante un festival organizzato dalla stessa Tehelka. La polizia di Goa presentò contro di lui un atto d'accusa nel febbraio 2014, e Tejpal, arrestato subito dopo la denuncia, rimase in custodia fino a quando la Corte Suprema non gli concesse la libertà su cauzione nel luglio 2014.
Il processo, condotto a porte chiuse, ebbe inizio nel 2017, e nel 2019 la Corte Suprema respinse una sua istanza volta ad annullare le accuse, definendo il reato contestato "moralmente ripugnante". Nel maggio 2021 il tribunale di Mapusa lo assolse da tutte le accuse, ritenendo che l'accusa non fosse riuscita a dimostrare i fatti oltre ogni ragionevole dubbio, una decisione che sollevò critiche per il modo in cui aveva valutato la condotta della vittima.
Contro quella sentenza il governo di Goa presentò appello, e nell'agosto 2026 la sezione di Goa dell'Alta Corte di Bombay ribaltò l'assoluzione, condannando Tejpal per stupro e altri reati previsti dal codice penale indiano, infliggendogli una pena di dieci anni di reclusione rigorosa oltre a una sanzione pecuniaria. Poche settimane dopo la sentenza, Tejpal si è rivolto alla Corte Suprema per contestare la condanna, mentre lo stesso governo di Goa ha chiesto alla Corte Suprema un inasprimento della pena fino all'ergastolo, sicché il caso risulta tuttora pendente davanti alla giustizia indiana.
Il padre prestava servizio nell'esercito indiano, circostanza che lo portò a crescere spostandosi in diverse regioni del paese durante l'infanzia. Si laureò in economia all'Università del Punjab di Chandigarh.
Avviò la propria carriera nel giornalismo lavorando come editor per i gruppi editoriali India Today e Indian Express, per poi diventare direttore responsabile di Outlook, una delle principali riviste settimanali d'attualità indiane. In quegli stessi anni fondò insieme ad altri la casa editrice IndiaInk, che nel 1998 pubblicò Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy, romanzo che l'anno successivo alla pubblicazione originale vinse il Booker Prize, contribuendo a consolidare la reputazione di Tejpal nell'ambiente editoriale indiano.
Nel marzo 2000 fondò Tehelka, che si affermò come uno dei primi siti di giornalismo investigativo indiani, con l'ambizione dichiarata di riportare in auge un giornalismo d'inchiesta aggressivo e di pubblica utilità, dopo un decennio, quello degli anni Novanta, giudicato da Tejpal eccessivamente concentrato su temi leggeri come moda, cibo e cinema.
La testata si guadagnò rapidamente una risonanza nazionale grazie a inchieste clamorose, tra cui quella sullo scandalo di combine nel cricket indiano e la cosiddetta Operation West End, un'inchiesta sotto copertura sulla corruzione nel ministero della Difesa che portò alle dimissioni del ministro competente; queste rivelazioni scatenarono tuttavia una dura reazione istituzionale, che per un periodo mise a rischio la sopravvivenza stessa della testata, costretta poi a rilanciarsi grazie al sostegno degli abbonati, prima come sito web e poi, dal 2007, come settimanale cartaceo.
Nel corso degli anni Duemila la sua figura pubblica crebbe di pari passo con il prestigio di Tehelka: fu inserito da Asiaweek tra i cinquanta comunicatori più potenti dell'Asia, da BusinessWeek tra i leader del cambiamento nel continente asiatico e, nel 2007, il quotidiano britannico The Guardian lo annoverò tra i venti esponenti della nuova élite indiana.
Parallelamente all'attività giornalistica, si dedicò anche alla narrativa, pubblicando nel 2005 il proprio romanzo d'esordio, The alchemy of desire, accolto con grande favore dalla critica internazionale, tra cui l'elogio del premio Nobel Vidiadhar Surajprasad Naipaul, e insignito in Francia del Prix Millepages; seguirono poi altri due romanzi, The valley of masks nel 2011 e The story of my assassins nel 2012, quest'ultimo ispirato proprio alle minacce di morte ricevute in seguito alle inchieste di Tehelka. Nella vita privata sposò Geetan Batra, dalla quale ebbe due figlie.
La sua carriera subì una brusca interruzione nel novembre 2013, quando una collega più giovane lo accusò di averla aggredita sessualmente all'interno dell'ascensore di un albergo di lusso a Goa, durante un festival organizzato dalla stessa Tehelka. La polizia di Goa presentò contro di lui un atto d'accusa nel febbraio 2014, e Tejpal, arrestato subito dopo la denuncia, rimase in custodia fino a quando la Corte Suprema non gli concesse la libertà su cauzione nel luglio 2014.
Il processo, condotto a porte chiuse, ebbe inizio nel 2017, e nel 2019 la Corte Suprema respinse una sua istanza volta ad annullare le accuse, definendo il reato contestato "moralmente ripugnante". Nel maggio 2021 il tribunale di Mapusa lo assolse da tutte le accuse, ritenendo che l'accusa non fosse riuscita a dimostrare i fatti oltre ogni ragionevole dubbio, una decisione che sollevò critiche per il modo in cui aveva valutato la condotta della vittima.
Contro quella sentenza il governo di Goa presentò appello, e nell'agosto 2026 la sezione di Goa dell'Alta Corte di Bombay ribaltò l'assoluzione, condannando Tejpal per stupro e altri reati previsti dal codice penale indiano, infliggendogli una pena di dieci anni di reclusione rigorosa oltre a una sanzione pecuniaria. Poche settimane dopo la sentenza, Tejpal si è rivolto alla Corte Suprema per contestare la condanna, mentre lo stesso governo di Goa ha chiesto alla Corte Suprema un inasprimento della pena fino all'ergastolo, sicché il caso risulta tuttora pendente davanti alla giustizia indiana.
Frasi di Tarun Tejpal
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Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una, va bene. Se le avete tutte e due, siete invincibili.
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