1/12
Lo spirito è il vento che non lascia dormire la polvere.
2/12
A me un paese di sole
una casa leggera
un canto di fontana giù nel cortile.
E un sedile di pietra
e schiamazzo di bimbi.
Un po' di noci in solaio
un orticello
e giorni senza nome
e la certezza di vivere.
3/12
E poi andrò a lavarmi nel fiume e all'alba passerò sulle porte di tutti i miei fratelli e dirò a ogni casa: pace!
4/12
Sei un Dio che pena nel cuore dell'uomo.
5/12
Restituiscimi all'infanzia, Signore, fa che ritorni fanciullo, al sapore vero delle cose, al gusto del pane e dell'acqua. Il tempo ha limitato i sensi fino a renderli impassibili. Signore, salvami dall'indifferenza, da questa anonimia di uomo adulto. È il male di cui soffriamo senza averne coscienza.
6/12
Anche il grano attende, anche l'albero attende, attendono anche le pietre, tutta la creazione attende.
7/12
E dunque andiamo anche noi, portati dall'amore, nelle case di chi ha bisogno; andiamo a far visita alle madri, a dare una mano ai poveri, agli umili. Andiamo a servire, perché questa è la nostra missione. E servire sia il nostro regnare: nostra signoria nell'amore.
8/12
Tutta la vita è un cammino, tutta la creazione è un cammino, è un'ascesa.
9/12
Fratello ateo, nobilmente pensoso, alla ricerca di un Dio che non so darti, attraversiamo insieme il deserto. Di deserto in deserto andiamo oltre la foresta delle fedi, liberi e nudi verso il Nudo Essere e là dove la parola muore abbia fine il nostro cammino.
10/12
La tenerezza, questa sorella della verità.
11/12
Dio della vita, sei tu che nasci, che continui a nascere in ogni vita. Voce per chi muore ora: perché non muore, non muore nessuno: niente e nessuno: niente e nessuno muore perché Tu sei. Tu sei e tutto vive, è il Tutto in te che vive: anche la morte!
12/12
Tempo è di tornare poveri
per ritrovare il sapore del pane,
per reggere alla luce del sole
per varcare sereni la notte
e cantare la sete della cerva.
E la gente,
l'umile gente abbia ancora chi l'ascolta,
e trovino udienza le preghiere.
E non chiedere nulla.