Biografia di Maximilien duca di Sully
Nazione: Francia
Maximilien de Béthune nacque a Rosny-sur-Seine, Francia il 13 dicembre 1559 e morì a Villebon, Francia il 22 dicembre 1641. Fu militare e personaggio politico.
Nacque nel castello di Rosny, in Normandia, da una famiglia della piccola nobiltà francese di fede protestante, figlio di François de Béthune, barone di Rosny, e di Charlotte Dauvet. Fin da giovanissimo, ad appena dodici anni, venne mandato a corte al seguito di Enrico di Borbone, allora re di Navarra e futuro Enrico IV di Francia. Ebbe così inizio a un legame di fedeltà e amicizia che avrebbe segnato l'intera sua esistenza.
Sopravvisse fortunosamente anche alla tragica notte di San Bartolomeo del 1572, durante la quale il giovane Maximilien, in quanto ugonotto, rischiò concretamente la vita, salvandosi secondo la tradizione grazie all'astuzia di presentarsi con un libro di preghiere cattolico sotto il braccio.
Crescendo al fianco del futuro sovrano, Sully prese parte fin da adolescente alle campagne militari delle guerre di religione che insanguinarono la Francia per tutta la seconda metà del Cinquecento, distinguendosi per coraggio in numerosi scontri, tra cui la battaglia di Coutras del 1587 e in seguito quella di Arques nel 1589 e quella decisiva di Ivry nel 1590, combattute ormai al servizio di Enrico di Navarra divenuto re di Francia dopo l'estinzione della linea diretta dei Valois.
Fu proprio in quegli anni di guerra civile che Sully, oltre alle doti militari, iniziò a rivelare al sovrano anche straordinarie capacità in campo finanziario e amministrativo, qualità che Enrico IV seppe apprezzare e valorizzare pienamente una volta consolidato il proprio potere sul trono, specialmente dopo la conversione al cattolicesimo del re nel 1593 e la pace di Vervins del 1598 che pose fine al conflitto con la Spagna.
Pur mantenendo sempre la propria fede protestante, a differenza del sovrano che aveva scelto di convertirsi per ragioni di stato, Sully fu nominato negli anni successivi sovrintendente delle finanze del regno, incarico che ricoprì con straordinaria energia e rigore a partire dal 1598, risanando le casse statali profondamente dissestate dalle guerre di religione attraverso una politica di severo controllo della spesa pubblica, di lotta alla corruzione e agli sprechi, e di rinegoziazione del debito accumulato dalla corona.
Accanto a questo compito, Sully si dedicò con pari energia allo sviluppo dell'agricoltura, che considerava, secondo la celebre massima a lui attribuita, insieme all'allevamento, le due mammelle della Francia, e promosse importanti opere pubbliche, tra cui la costruzione e il miglioramento di strade, ponti e canali, incoraggiando altresì lo sviluppo delle manifatture e del commercio.
Nel 1602 fu nominato gran maestro dell'artiglieria, e nel 1606 il re lo elevò al titolo di duca di Sully, pari di Francia, riconoscimento del ruolo ormai centrale che il suo più fidato consigliere ricopriva nel governo del regno.
La collaborazione tra Enrico IV e Sully, che durò per l'intero regno del sovrano fino al suo assassinio nel 1610 per mano di François Ravaillac, è tradizionalmente considerata uno dei sodalizi politici più fecondi della storia di Francia, e a Sully viene spesso attribuito, forse con qualche esagerazione postuma, anche il concepimento del cosiddetto "Grand Dessein", un ambizioso progetto di riorganizzazione pacifica dell'intero continente europeo su basi confederali, di cui tuttavia non vi è certezza che fosse realmente condiviso da Enrico IV nella forma in cui Sully lo espose successivamente nelle proprie memorie.
Con la morte del re, avvenuta nel maggio 1610, la posizione di Sully alla corte iniziò rapidamente a indebolirsi, poiché la reggente Maria de' Medici, madre del giovane Luigi XIII, non condivideva la stessa fiducia che il defunto marito aveva riposto in lui, e già nel 1611 Sully fu costretto a rassegnare le proprie dimissioni dalla carica di sovrintendente delle finanze, ritirandosi progressivamente dalla vita politica attiva.
Trascorse così gli ultimi decenni della propria esistenza prevalentemente nei suoi possedimenti, dedicandosi soprattutto alla stesura delle proprie memorie, pubblicate con il titolo Mémoires des sages et royales œconomies d'estat, un'opera di straordinario valore storico e documentario per la ricostruzione del regno di Enrico IV e delle riforme finanziarie e amministrative da lui stesso promosse, per quanto attraversata da un evidente intento di celebrazione della propria figura e del proprio operato.
Morì nel suo castello di Villebon, all'età di ottant'anni, lasciando un'eredità di statista che la storiografia successiva ha spesso indicato come modello di amministratore rigoroso e illuminato al servizio della ricostruzione economica e istituzionale della Francia dopo decenni di devastanti guerre civili.
Nacque nel castello di Rosny, in Normandia, da una famiglia della piccola nobiltà francese di fede protestante, figlio di François de Béthune, barone di Rosny, e di Charlotte Dauvet. Fin da giovanissimo, ad appena dodici anni, venne mandato a corte al seguito di Enrico di Borbone, allora re di Navarra e futuro Enrico IV di Francia. Ebbe così inizio a un legame di fedeltà e amicizia che avrebbe segnato l'intera sua esistenza.
Sopravvisse fortunosamente anche alla tragica notte di San Bartolomeo del 1572, durante la quale il giovane Maximilien, in quanto ugonotto, rischiò concretamente la vita, salvandosi secondo la tradizione grazie all'astuzia di presentarsi con un libro di preghiere cattolico sotto il braccio.
Crescendo al fianco del futuro sovrano, Sully prese parte fin da adolescente alle campagne militari delle guerre di religione che insanguinarono la Francia per tutta la seconda metà del Cinquecento, distinguendosi per coraggio in numerosi scontri, tra cui la battaglia di Coutras del 1587 e in seguito quella di Arques nel 1589 e quella decisiva di Ivry nel 1590, combattute ormai al servizio di Enrico di Navarra divenuto re di Francia dopo l'estinzione della linea diretta dei Valois.
Fu proprio in quegli anni di guerra civile che Sully, oltre alle doti militari, iniziò a rivelare al sovrano anche straordinarie capacità in campo finanziario e amministrativo, qualità che Enrico IV seppe apprezzare e valorizzare pienamente una volta consolidato il proprio potere sul trono, specialmente dopo la conversione al cattolicesimo del re nel 1593 e la pace di Vervins del 1598 che pose fine al conflitto con la Spagna.
Pur mantenendo sempre la propria fede protestante, a differenza del sovrano che aveva scelto di convertirsi per ragioni di stato, Sully fu nominato negli anni successivi sovrintendente delle finanze del regno, incarico che ricoprì con straordinaria energia e rigore a partire dal 1598, risanando le casse statali profondamente dissestate dalle guerre di religione attraverso una politica di severo controllo della spesa pubblica, di lotta alla corruzione e agli sprechi, e di rinegoziazione del debito accumulato dalla corona.
Accanto a questo compito, Sully si dedicò con pari energia allo sviluppo dell'agricoltura, che considerava, secondo la celebre massima a lui attribuita, insieme all'allevamento, le due mammelle della Francia, e promosse importanti opere pubbliche, tra cui la costruzione e il miglioramento di strade, ponti e canali, incoraggiando altresì lo sviluppo delle manifatture e del commercio.
Nel 1602 fu nominato gran maestro dell'artiglieria, e nel 1606 il re lo elevò al titolo di duca di Sully, pari di Francia, riconoscimento del ruolo ormai centrale che il suo più fidato consigliere ricopriva nel governo del regno.
La collaborazione tra Enrico IV e Sully, che durò per l'intero regno del sovrano fino al suo assassinio nel 1610 per mano di François Ravaillac, è tradizionalmente considerata uno dei sodalizi politici più fecondi della storia di Francia, e a Sully viene spesso attribuito, forse con qualche esagerazione postuma, anche il concepimento del cosiddetto "Grand Dessein", un ambizioso progetto di riorganizzazione pacifica dell'intero continente europeo su basi confederali, di cui tuttavia non vi è certezza che fosse realmente condiviso da Enrico IV nella forma in cui Sully lo espose successivamente nelle proprie memorie.
Con la morte del re, avvenuta nel maggio 1610, la posizione di Sully alla corte iniziò rapidamente a indebolirsi, poiché la reggente Maria de' Medici, madre del giovane Luigi XIII, non condivideva la stessa fiducia che il defunto marito aveva riposto in lui, e già nel 1611 Sully fu costretto a rassegnare le proprie dimissioni dalla carica di sovrintendente delle finanze, ritirandosi progressivamente dalla vita politica attiva.
Trascorse così gli ultimi decenni della propria esistenza prevalentemente nei suoi possedimenti, dedicandosi soprattutto alla stesura delle proprie memorie, pubblicate con il titolo Mémoires des sages et royales œconomies d'estat, un'opera di straordinario valore storico e documentario per la ricostruzione del regno di Enrico IV e delle riforme finanziarie e amministrative da lui stesso promosse, per quanto attraversata da un evidente intento di celebrazione della propria figura e del proprio operato.
Morì nel suo castello di Villebon, all'età di ottant'anni, lasciando un'eredità di statista che la storiografia successiva ha spesso indicato come modello di amministratore rigoroso e illuminato al servizio della ricostruzione economica e istituzionale della Francia dopo decenni di devastanti guerre civili.
Frasi di Maximilien duca di Sully
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Aratura e pascolo sono le due mammelle della Francia.
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