Biografia di Léopold Sédar Senghor

Léopold Sédar Senghor
Nazione: Senegal    
Léopold Sédar Senghor nacque a Joal, Senegal il 9 ottobre 1906 e morì a Verson, Francia il 20 dicembre 2001. Fu uomo politico e poeta.

Joal era un villaggio della costa senegalese allora parte dell'Africa Occidentale Francese, lui il figlio di un facoltoso commerciante e proprietario terriero di etnia serer. La madre, cattolica, lo indirizzò fin da piccolo verso una missione religiosa cattolica nelle vicinanze, con l'ambizione che il figlio diventasse un giorno sacerdote-insegnante.

Senghor proseguì gli studi in seminario, ma attorno ai vent'anni si rese conto che la vocazione sacerdotale non faceva per lui, e si trasferì così al liceo della capitale, Dakar, dove nel 1927 conseguì il baccalaureato, ottenendo una borsa di studio parziale che gli avrebbe aperto le porte della Francia.

Nel 1928 Senghor si trasferì a Parigi, proseguendo gli studi al prestigioso Lycée Louis-le-Grand e poi alla Sorbona, dove si laureò in grammatica francese, diventando così il primo docente di lingua francese di origine nera ad insegnare in Francia, incarico che ricoprì tra Tours e Parigi tra il 1935 e il 1945.

In quegli anni parigini, scoprì l'impronta inconfondibile lasciata dall'arte africana sulla pittura, sulla scultura e sulla musica moderne, una scoperta che rafforzò la sua convinzione del potenziale contributo dell'Africa alla cultura contemporanea, e fu sempre in questo periodo che, insieme al martinicano Aimé Césaire e al guianese Léon-Gontran Damas, elaborò il concetto di négritude, movimento letterario e culturale volto a rivendicare e valorizzare le radici storiche e i valori del mondo nero, sia in Africa sia nelle Americhe.

Aderì inoltre alla sezione francese dell'Internazionale operaia (SFIO), il partito socialista francese, e nel 1937 lanciò pubblicamente l'idea della négritude come espressione compiuta dei valori culturali e storici del mondo nero.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale Senghor fu arruolato nell'esercito francese come tirailleur e, dopo la disfatta del 1940, fu fatto prigioniero dai nazisti; durante la prigionia ebbe modo di imparare il tedesco e compose alcune poesie che sarebbero poi confluite nella raccolta Hosties noires.

Liberato, prese parte alla Resistenza francese, e nel 1945 pubblicò la sua prima raccolta poetica, Chants d'ombre ("Canti d'ombra"), a cui sarebbero seguite Hosties noires (1948), Éthiopiques (1956) e Nocturnes (1961), opere in cui la sua poesia, scritta in lingua francese ma nutrita di ritmi, immagini e sensibilità africane, diede voce compiuta agli ideali della négritude.

Nel 1947 contribuì inoltre a fondare, insieme all'intellettuale senegalese Alioune Diop, la rivista Présence Africaine, che divenne una delle principali piattaforme per la diffusione degli scrittori africani, e l'anno seguente curò un'antologia di poesia francofona nera che si rivelò un testo fondamentale del movimento.

Sempre nel 1945 fu eletto deputato del Senegal all'Assemblea costituente francese, dando così inizio alla sua lunga carriera politica; negli anni successivi si fece promotore dell'idea di una federazione dell'Africa occidentale francese, pur mantenendo un atteggiamento aperto alla cooperazione con l'ex madrepatria.

Negli anni Cinquanta si allontanò progressivamente dai propri alleati socialisti francesi, fondando insieme a Mamadou Dia un proprio partito di orientamento socialista più radicale, l'Union Progressiste Sénégalaise.

La vittoria alle prime elezioni legislative senegalesi del 1957 gli permise di entrare nel governo quando la Francia concesse un regime di autonomia l'anno seguente, e nel 1959 divenne presidente della Federazione del Mali, nata dall'unione tra Senegal e Sudan francese; quando la federazione si dissolse l'anno successivo, con la piena indipendenza del Senegal proclamata nel 1960, Senghor ne divenne il primo presidente della Repubblica.

Governò il Senegal per vent'anni, dal 1960 al 1980, attraverso rielezioni successive e, come non hanno mancato di sottolineare i suoi critici, anche ricorrendo alla forza contro l'opposizione: represse movimenti di protesta operai e studenteschi e un tentativo di colpo di Stato ordito nel 1962 dal proprio primo ministro Mamadou Dia, che fece arrestare e imprigionare.

Sebbene inizialmente favorevole a forme di federalismo e cooperazione con la Francia, consolidò nel 1966 un regime di partito unico che limitò sensibilmente le libertà democratiche nel paese, dovendo affrontare anche un tentativo di attentato alla propria vita nel 1967. Nel 1980, tuttavia, in un gesto allora pionieristico nella politica africana, Senghor scelse di dimettersi volontariamente dalla presidenza, lasciando il potere al proprio successore Abdou Diouf e aprendo la strada a una maggiore liberalizzazione del sistema politico senegalese, un'uscita di scena che contribuì non poco alla sua reputazione internazionale di statista illuminato.

Riconosciuto ormai come una delle voci intellettuali più autorevoli del mondo francofono, Senghor fu nel 1983 il primo africano a essere eletto membro dell'Académie française, coronamento di una carriera letteraria che aveva saputo fondere con rara originalità politica e poetica, tradizione africana e cultura europea. Ritiratosi a vita privata, si stabilì in Normandia, terra d'origine della moglie francese, dove trascorse gli ultimi anni della propria esistenza.

Morì nel 2001, lasciando un'eredità complessa e discussa: celebrato da alcuni come un simbolo della feconda cooperazione tra la Francia e le sue ex colonie e come uno dei padri fondatori del pensiero panafricano del Novecento, criticato da altri come figura in fondo ambigua, capace di incarnare al tempo stesso l'emancipazione culturale africana e una certa forma di persistente legame, se non di soggezione, nei confronti dell'ex potenza coloniale.


Frasi di Léopold Sédar Senghor

Per ora abbiamo un totale di 3 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

E il settimo giorno dormì del grande sonno negro.


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