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Le mie delizie son tutte e il mio gioco
vivere ardendo e non sentire il male.
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S'io credessi por fine al mio martire,
certo vorrei morire;
perché una morte sola
non uccide; consola.
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Ma che poss'io se m'è l'arder fatale,
se volontariamente andar consento
d'un foco in altro, e d'uno in altro male?
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Io assomiglio il mio signor al cielo
meco sovente. Il suo bel viso è 'l sole;
gli occhi, le stelle; e 'l suon de le parole
è l'armonia, che fa 'l signor di Delo!
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E come in ciel gran refrigerio e vita
dal volto Suo solete vo fruire,
tal io qua giù da la beltà infinita.
In questo sol vincete il mio gioire,
che la vostra è eterna e stabilita,
e la mia gloria può tosto finire.
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Prendi, Amor, de' tuoi lacci il più possente,
che non abbia né schermo, né difesa,
onde Evadne e Penelope fu presa,
e lega il mio signor novellamente.