Biografia di Joshua Reynolds
Nazione: Regno Unito
Joshua Reynolds nacque a Plympton, Inghilterra il 16 luglio 1723 e morì a Londra il 23 febbraio 1792. Fu un pittore.
Figlio di Samuel Reynolds, un erudito che dirigeva la scuola locale e fellow del Balliol College di Oxford, crebbe in un ambiente che favorì fin da giovanissimo il suo interesse per l'arte nonostante l'assenza di una tradizione familiare nel campo.
A soli 17 anni, fu apprendista per tre anni presso Thomas Hudson, ritrattista londinese e genero di Jonathan Richardson, affinando le tecniche del genere che avrebbe dominato, e nel 1743 tornò in Devon per dipingere ritratti navali a Plymouth, rivelando ancora immaturità ma già un'audace pennellata e l'uso dell'impasto.
Tra il 1749 e il 1752 compì un viaggio formativo in Italia, studiando i maestri rinascimentali a Roma e Venezia che lo influenzarono profondamente nel promuovere il "Grand Style", un approccio idealizzante ispirato al classicismo continentale contro l'aneddotica inglese del tempo.
Rientrato a Londra nel 1753, si stabilì in Great Newport Street e ottenne il primo grande successo con il ritratto del commodoro Augustus Keppel, che gli aprì le porte dell'aristocrazia britannica, facendolo diventare il ritrattista più richiesto e prolifico, con 677 sedute annotate solo nel 1757, superando rivali come Thomas Gainsborough e George Romney.
Nel 1760 si trasferì a Leicester Square, unendo casa, studio e galleria, e partecipò alle prime mostre della Society of Artists, esponendo opere come il ritratto della duchessa di Hamilton; nel 1768 fu tra i fondatori della Royal Academy of Arts, ne divenne primo presidente e fu nominato cavaliere da Giorgio III nel 1769, ruolo che consolidò con discorsi teorici come i Discourses on art pubblicati tra il 1769 e il 1791.
Tra le sue opere principali spiccano ritratti iconici come Omai (considerato un capolavoro senza tempo), Le Signore Waldegrave (1780), Lord Heathfield e Cupid untying the zone of Venus (1788), oltre a contributi per la Shakespeare Gallery come La morte del cardinale Beaufort e Macbeth e le streghe, producendo oltre 2000 dipinti in uno studio affollato di assistenti.
Nel 1784 divenne primo pittore di corte dopo Allan Ramsay, sebbene rifiutasse lo stipendio nominale, e dipinse capolavori tardivi come Ercole bambino strangola i serpenti (1785-1786), ma negli ultimi anni perse la vista nell'occhio sinistro, continuando comunque a lavorare fino al 1790.
Reynolds morì il 23 febbraio 1792 a Londra, dopo un ictus, e fu sepolto nell'abbazia di Westminster; la sua influenza rivoluzionò l'arte britannica, elevando il ritratto a dignità storica e ispirando generazioni con il suo equilibrio tra realismo e idealizzazione.
Figlio di Samuel Reynolds, un erudito che dirigeva la scuola locale e fellow del Balliol College di Oxford, crebbe in un ambiente che favorì fin da giovanissimo il suo interesse per l'arte nonostante l'assenza di una tradizione familiare nel campo.
A soli 17 anni, fu apprendista per tre anni presso Thomas Hudson, ritrattista londinese e genero di Jonathan Richardson, affinando le tecniche del genere che avrebbe dominato, e nel 1743 tornò in Devon per dipingere ritratti navali a Plymouth, rivelando ancora immaturità ma già un'audace pennellata e l'uso dell'impasto.
Tra il 1749 e il 1752 compì un viaggio formativo in Italia, studiando i maestri rinascimentali a Roma e Venezia che lo influenzarono profondamente nel promuovere il "Grand Style", un approccio idealizzante ispirato al classicismo continentale contro l'aneddotica inglese del tempo.
Rientrato a Londra nel 1753, si stabilì in Great Newport Street e ottenne il primo grande successo con il ritratto del commodoro Augustus Keppel, che gli aprì le porte dell'aristocrazia britannica, facendolo diventare il ritrattista più richiesto e prolifico, con 677 sedute annotate solo nel 1757, superando rivali come Thomas Gainsborough e George Romney.
Nel 1760 si trasferì a Leicester Square, unendo casa, studio e galleria, e partecipò alle prime mostre della Society of Artists, esponendo opere come il ritratto della duchessa di Hamilton; nel 1768 fu tra i fondatori della Royal Academy of Arts, ne divenne primo presidente e fu nominato cavaliere da Giorgio III nel 1769, ruolo che consolidò con discorsi teorici come i Discourses on art pubblicati tra il 1769 e il 1791.
Tra le sue opere principali spiccano ritratti iconici come Omai (considerato un capolavoro senza tempo), Le Signore Waldegrave (1780), Lord Heathfield e Cupid untying the zone of Venus (1788), oltre a contributi per la Shakespeare Gallery come La morte del cardinale Beaufort e Macbeth e le streghe, producendo oltre 2000 dipinti in uno studio affollato di assistenti.
Nel 1784 divenne primo pittore di corte dopo Allan Ramsay, sebbene rifiutasse lo stipendio nominale, e dipinse capolavori tardivi come Ercole bambino strangola i serpenti (1785-1786), ma negli ultimi anni perse la vista nell'occhio sinistro, continuando comunque a lavorare fino al 1790.
Reynolds morì il 23 febbraio 1792 a Londra, dopo un ictus, e fu sepolto nell'abbazia di Westminster; la sua influenza rivoluzionò l'arte britannica, elevando il ritratto a dignità storica e ispirando generazioni con il suo equilibrio tra realismo e idealizzazione.
Frasi di Joshua Reynolds
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Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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La semplicità, quando è così poco elaborata da aver l'aria di sfuggire le difficoltà dell'arte, è una virtù molto sospetta.
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