Frasi di Jean Rostand



1/33

Quando i pensieri sono troppo ben ordinati, hanno l'aria di essere meno sinceri.

2/33

To be adult is to be alone.

3/33

Essere adulti significa essere soli.

4/33

È meglio ammirare sinceramente un falso capolavoro che ammirare falsamente un vero capolavoro.

5/33

Un amico è un uomo che trova più credito di chiunque altro quando parla male di noi.

6/33

È abusivo approfittare di ciò che si pensa per disprezzare il pensiero.

7/33

Forse il pessimista è in errore quando afferma il nulla, ma si ammetterà che ha molte scuse per il suo pronostico atroce.

8/33

Negli istanti in cui la vita ci appare tollerabile, non le domandiamo di avere un senso; è la disperazione del cuore che induce lo spirito ad essere troppo esigente.

9/33

Non si deve eludere l'incomprensibile, ma nemmeno servirsene come spiegazione.

10/33

Per salvare la nozione di responsabilità individuale, bisognerebbe, credo, arrivare fino ad ammettere che si sia responsabili dei propri cromosomi.

11/33

Si assolve la macchina umana che fa il male funzionando male, si condanna quella che lo fa funzionando bene.

12/33

Meno si crede in Dio, più si capisce che gli altri ci credano.

13/33

Se si nega un'anima agli animali, perché gli esseri umani ne avrebbero una?

14/33

Condannare il colpevole è necessario. Ma è odioso, poiché egli era determinato. Non è possibile alcuna soluzione umana là dove i dati del problema sono inumani.

15/33

Gli uomini non conosceranno mai abbastanza la contingenza della loro persona, e a quanto poco debbano di non essere quello che disprezzano.

16/33

La credenza nell'immortalità dell'individuo potrebbe essere considerata come un turbamento dell'immagine del corpo, ma nel tempo, non nello spazio: ci aggiungiamo nel tempo, come alcuni malati si aggiungono un membro illusorio.

17/33

La morale è ciò che resta della paura quando la si è dimenticata.

18/33

La scienza ci ha reso dei, prima ancora che fossimo degni di essere uomini.

19/33

Se Dio trasparisse nella struttura degli esseri, i biologi sarebbero troppo favoriti rispetto ai comuni mortali.

20/33

Tutta la diversità umana è il prodotto della varietà quasi infinita delle combinazioni di geni. Noi tutti siamo formati della stessa polvere cromosomica, nessuno di noi ne possiede un solo granello che possa rivendicare come suo. È il nostro insieme che ci appartiene e ci fa nostri: noi siamo un mosaico originale di elementi banali.

21/33

Ricerca scientifica: la sola forma di poesia che sia retribuita dallo stato.

22/33

Uno dei rischi di scrivere delle massime è che ci si mette nella condizione di essere citati.

23/33

Un des dangers d'écrire des maximes, c'est qu'on se met dans le cas d'être cité.

24/33

È l'inerte che prevale nell'universo e non ciò che vive. Morire è passare dalla parte del più forte.

25/33

La morte prematura di un grande scienziato rallenta l'umanità, quella di un grande scrittore la frustra.

26/33

Non posso arrivare a credere che, da morti, si sia meno morti di quando si sia addormentati.

27/33

Se uno uccide un uomo è un assassino; ne uccide un milione, è un conquistatore; li uccide tutti, è un dio.

28/33

Tutto quello che un individuo è, in bene o in male, lo è per aver ricevuto dai suoi genitori alcune molecole e per aver subìto alcune influenze esterne. Le nostre ricompense o i nostri castighi derivano sempre dalla chimica e dalla sorte.

29/33

Non dovremmo né rispettare i vecchi errori né stancarci delle vecchie verità.

30/33

Da quando è apparsa la specie umana, la superficie della terra ha cambiato aspetto molte volte. Il nostro patrimonio ereditario è più stabile di un continente.

31/33

Non credere che una cosa esista perché sarebbe troppo spaventoso se non esistesse. L'orribile non costituisce una prova.

32/33

Odiamo quelli che, con il loro rancore, ci fanno rimangiare i nostri torti.

33/33

Non vorrei un paradiso dove non si avesse il diritto di preferire l'inferno.




Biografia di Jean Rostand