Biografia di Nino Oxilia

Nino Oxilia
Nazione: Italia    
Angelo Oxilia nacque a Torino il 13 novembre 1889 e morì sul Monte Tomba, in provincia di Belluno, il 18 novembre 1917. Fu giornalista, scrittore, regista e poeta.

Nacque in una famiglia di condizioni modeste. Il padre, Giovanni, era un funzionario e la madre una donna di nobile sentire che incoraggiò fin da subito la sua inclinazione per la lettura. Cresciuto in una Torino vivace e industriosa, ancora capitale morale di un Piemonte fervido di cultura positivista ma già percorso da inquietudini nuove, Oxilia mostrò fin da ragazzo una vocazione letteraria precoce.

Frequentò il liceo classico Massimo d'Azeglio, lo stesso istituto che aveva formato tanti intellettuali piemontesi, e già negli anni scolastici cominciò a scrivere versi e piccoli articoli, con una vena scanzonata e malinconica insieme che sarebbe rimasta la cifra della sua scrittura.

Terminati gli studi liceali si iscrisse alla facoltà di Lettere dell'Università di Torino, ma l'università fu per lui soprattutto un luogo di incontri e di vita goliardica più che di studio sistematico. Negli anni universitari strinse amicizie decisive con altri giovani letterati, in particolare con Sandro Camasio, con cui avrebbe condiviso la scrittura teatrale, e con Guido Gozzano, il poeta torinese di cui divenne amico fraterno, e attorno al quale si raccolse un gruppo di coetanei di gusto crepuscolare.

Frequentò anche ambienti giornalistici e letterari cittadini, collaborando con diversi periodici e cominciando a farsi conoscere come brillante cronista e poeta. Fu in questo clima di ironia, bohème studentesca e disincanto che maturò la sua prima raccolta di versi, Canti brevi, pubblicata nel 1909, a poco più di vent'anni.

Il vero successo gli arrivò con il teatro. Nel 1910 Oxilia e Camasio, a loro volta ispirati dalla vita goliardica torinese, scrissero la commedia Addio giovinezza!, rappresentata per la prima volta nel 1911 a Torino. L'opera, ambientata nel mondo degli studenti universitari e centrata sulla storia d'amore tra lo studente Mario e la sartina Dorina, riscosse un successo travolgente e divenne uno dei testi più popolari del teatro italiano di inizio Novecento.

La commedia fu poi tradotta e riadattata in vari paesi e ne furono tratti diversi film, il primo dei quali diretto proprio da Oxilia nel 1913. Dalla stessa temperie nacque anche il canto goliardico omonimo, il cui testo è attribuito a Oxilia e la cui musica è di Giuseppe Blanc; l'inno, nato inizialmente per la commedia, sarebbe poi stato adottato dal movimento fascista in forma modificata, un destino che nulla ha aveva a che fare con le intenzioni dell'autore.

Il sodalizio con Camasio si interruppe tragicamente quando quest'ultimo morì prematuramente nel 1913, mentre i due stavano lavorando ad altri progetti comuni. Oxilia proseguì da solo la sua attività, scrivendo altri testi teatrali come Il cuore in due e collaborando intensamente con il nascente cinema italiano.

A Torino, che in quegli anni era il principale centro di produzione cinematografica del paese, Oxilia lavorò come sceneggiatore e regista per case come la Savoia Film e la Itala Film, e firmò pellicole quali Rapsodia satanica, realizzata nel 1915 con protagonista Lyda Borelli, grande diva del tempo, e con musiche di Pietro Mascagni, che compose appositamente la partitura per il film. Quest'opera, di impronta decadente e simbolista, è oggi considerata uno dei capolavori del cinema muto italiano.

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Oxilia, come molti giovani intellettuali della sua generazione, aderì all'interventismo e si arruolò come ufficiale di fanteria. Partì per il fronte con lo spirito di chi sentiva di dover mettere alla prova se stesso e la propria giovinezza, e nel frattempo continuò a scrivere.

Morì il 18 novembre 1917 sul Monte Tomba, nel Veneto, durante i durissimi combattimenti seguiti alla ritirata di Caporetto, a soli ventotto anni. La sua scomparsa precoce lo trasformò quasi in un simbolo di quella generazione sacrificata, e il suo nome rimase legato per sempre all'immagine di una giovinezza spensierata e luminosa, spezzata troppo presto.


Frasi di Nino Oxilia

Per ora abbiamo un totale di 3 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Tu piangi perché fa sera.


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