Biografia di Wilson Mizner

Wilson Mizner
Nazione: Stati Uniti d'America    
Wilson Mizner nacque a Benicia, California il 19 maggio 1876 e morì a Los Angeles il 3 aprile del 1933. Fu drammaturgo e imprenditore.

Nacque in una famiglia della buona società. Il padre, Lansing Bond Mizner, era un avvocato e uomo politico che il presidente Benjamin Harrison nominò ministro degli Stati Uniti in America centrale, mentre la madre, Ella Watson, proveniva da una famiglia agiata. Fu uno dei molti figli della coppia, e il fratello maggiore Addison sarebbe poi diventato un architetto di fama.

Il giovane Wilson crebbe in un ambiente colto e disinvolto e nell'adolescenza seguì il padre in America centrale, in Guatemala, dove insieme ai suoi fratelli, derubava le chiese nel tempo libero. Studiò per un periodo a Salamanca, in Spagna, ma non concluse gli studi regolari e preferì presto la vita avventurosa all'università.

Negli anni Novanta dell'Ottocento si spostò verso il Nord-Ovest. Come molti avventurieri del tempo fu attratto dalla corsa all'oro e dal 1897-98 partecipò alla febbre del Klondike e dell'Alaska, probabilmente insieme al fratello Addison. Più che l'oro cercò il denaro nei locali da gioco, dove si mantenne facendo il giocatore d'azzardo e il truffatore, e imparò a conoscere i ceti più diversi.

Gli anni successivi, a San Francisco e poi a New York, furono quelli di una vita ai margini della legalità: si dedicò a piccole truffe, fece da manager a diversi combattenti e derubò perfino un ristorante trafugando del cioccolato per la sua fidanzata. Lavorò anche in Alaska, sempre a seguito di vari cercatori d'oro e dichiarò di aver conosciuto Wyatt Earp, che divenne suo amico per tutta la vita. Dopo l'Alaska, secondo quanto raccontava lui, gestì per qualche mese una piantagione di banane in Honduras, poi si trasferì a New York.

Divenne un personaggio della vita notturna e teatrale. Frequentò il mondo dello sport e dello spettacolo e, secondo i racconti, fece da manager al pugile Stanley Ketchel, anche se su molti dettagli della sua carriera le fonti sono contrastanti.

Lui, ventinovenne e nullatenente, nel 1906 sposò Mary Adelaide Yerkes, ricca vedova quarantottenne del magnate dei trasporti Charles Yerkes, che portò in dote alcuni milioni di dollari oltre ad alcune opere d'arte di Rembrandt e Van Gogh, che Wilson si affrettò a duplicare e a vendere come autentiche.

Dalla fine degli anni Novanta e nel primo decennio del Novecento la sua fama si fondò soprattutto sull'arguzia: le sue battute e i suoi aforismi circolavano nei teatri, nei giornali e nei circoli, e gli procurarono l'amicizia di giornalisti, attori e personaggi dell'epoca.

Successivamente divenne giocatore di carte professionista sulle linee transatlantiche tra New York e Londra, gestì un hotel a New York e divenne manager di diversi pugili, truccando gli incontri per guadagnare sulle scommesse. Uno dei suoi atleti fu assassinato e pare che lui disse: "Contate fino a 10 e vedrete che si rialzerà".

Si dedicò anche alla scrittura teatrale. Nel 1910 portò in scena a Broadway The deep purple, scritto insieme a Paul Armstrong, un melodramma sul mondo della malavita che ebbe grande successo e fu poi anche adattato al cinema. Seguirono altri lavori, come The greyhound (1912), ambientato su un transatlantico, e altri drammi di ambiente criminale e cosmopolita.

Il suo stile si basava sulla conoscenza diretta dei personaggi e delle situazioni, con dialoghi rapidi e cinici. Non fu però un autore prolifico: il teatro gli diede più fama che stabilità. La sua carriera di drammaturgo per Broadway fu ostacolata dalla sua pigrizia e dalla dipendenza da oppio sviluppata dopo la prescrizione di antidolorifici a causa di una aggressione.

Fu arrestato nel 1919 per aver messo in piedi una bisca clandestina ma la sentenza fu sospesa. Dopo essere stato quasi ammazzato di botte per motivi sconosciuti, ebbe un ruolo nel boom immobiliare della Florida. Il fratello Addison, architetto, aveva disegnato edifici in stile mediterraneo a Palm Beach e progettò la città di Boca Raton. Wilson collaborò con lui nella società che gestiva il progetto e fu soprattutto il promotore e il venditore, sfruttando il suo carisma. Il crollo del mercato nel 1926 e le difficoltà finanziarie travolsero l'impresa, segnando la fine di quella fortuna.

Non potendo essere pagato, ritornò in California, dove lavorò nell'industria cinematografica come sceneggiatore e consulente e frequentò i produttori più importanti, in particolare Jack Warner, di cui divenne amico e confidente. Fu anche coinvolto, come socio o promotore, nella creazione del ristorante Brown Derby, nel 1926, un locale che divenne un luogo di ritrovo dello spettacolo, anche se il suo ruolo preciso resta incerto. Nella capitale del cinema le sue battute continuarono a circolare e a essere attribuite a lui anche quando erano di altri.

Mizner morì a Hollywood, a cinquantasei anni, per un attacco cardiaco. Si racconta che le sue ultime parole siano state dirette a un sacerdote che gli suggeriva di prepararsi all'incontro con l'aldilà: "Perché dovrei parlare con te? Ho appena parlato con il tuo capo", ma il racconto potrebbe essere in parte leggenda. Gli sono attribuite molte frasi celebri, come quella secondo cui bisogna essere gentili con le persone mentre si sale, perché le si incontrerà di nuovo mentre si scende, e Hollywood come un viaggio in una fogna a bordo di una barca con il fondo di vetro.

La sua vita è stata ricostruita soprattutto nel libro The legendary Mizners (1953) di Alva Johnston e nelle memorie del fratello Addison, The many Mizners, ed è difficile distinguere i fatti dalle storie che circolavano intorno a lui. L'aura di fascino e mistero che lo circondavano resiste ancora oggi, rendendolo un personaggio controverso, ma sicuramente fuori dal comune.


Frasi di Wilson Mizner

Per ora abbiamo un totale di 17 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Siate gentili con le persone che incontrate salendo, perchè tornerete ad incontrarle scendendo.


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