Biografia di Pär Lagerkvist
Nazione: Svezia
Pär Fabian Lagerkvist nacque a Växjö, Svezia il 23 maggio 1891 e morì a Stoccolma il giorno 11 luglio 1974. Fu scrittore, poeta e drammaturgo.
Nacque in una famiglia operaia religiosa, padre capostazione ferroviario, madre casalinga, e crebbe in un ambiente luterano rigido che ne alimentò la ribellione spirituale e la ricerca di senso esistenziale, decidendo a 10 anni di diventare scrittore e pubblicando i primi versi su giornali locali.
Studiò arte e storia all'Università di Uppsala (1910-1912), ma abbandonò l'ateneo per viaggiare a Parigi (1913), allora terra di cubismo e avanguardie, esordendo con la novelletta Människor (1912), successivamente rinnegata, e Ångest (1916), dramma espressionista sull'angoscia cosmica post-1914, mentre Kaos (1919) e Det eviga leendet ("Il sorriso eterno", 1920) esploravano il vuoto metafisico in un mondo senza Dio.
Negli anni '20-30 alternò prosa, teatro e poesia: Onda sagor ("Fiabe malvagie", 1924), Bödeln ("Il boia", 1933), parabola sul male quotidiano, Den knutna näven ("Il pugno chiuso", 1934) contro fascismo e violenza.
Intraprese viaggi ad Atene, Delfi e Gerusalemme, scrisse Gäst hos verkligheten ("Ospite della realtà", 1925), autobiografia lirica, e si oppose al totalitarismo con Låt människan leva ("Lascia vivere l'uomo", 1949), oratorio scenico sull'intolleranza storica.
Le sue opere più importanti e famose, però, sono Dvärgen ("Il nano", 1944), satira grottesca su invidia e mostruosità rinascimentale che divenne un bestseller in patria, e Barabba (1950), romanzo sul ladrone graziato al posto di Cristo che cerca redenzione tra eresia e violenza, portato poi al cinema da Richard Fleischer (1961) con Anthony Quinn, che gli valsero il Nobel per la letteratura nel 1951 "per l'energia artistica e l'indipendenza con cui ha cercato risposte alle domande eterne dell'umanità".
Eletto all'Accademia Svedese nel 1940, visse tra Stoccolma e Lidingö scrivendo Sibyllan (1956), Pilgrimen på havet ("Il pellegrino in mare", 1962) e Mitt engagemang (1966). Morì a 83 anni per insufficienza cardiaca, lasciando ai posteri una serie di opere oscillanti tra nichilismo e speranza trascendente.
Nacque in una famiglia operaia religiosa, padre capostazione ferroviario, madre casalinga, e crebbe in un ambiente luterano rigido che ne alimentò la ribellione spirituale e la ricerca di senso esistenziale, decidendo a 10 anni di diventare scrittore e pubblicando i primi versi su giornali locali.
Studiò arte e storia all'Università di Uppsala (1910-1912), ma abbandonò l'ateneo per viaggiare a Parigi (1913), allora terra di cubismo e avanguardie, esordendo con la novelletta Människor (1912), successivamente rinnegata, e Ångest (1916), dramma espressionista sull'angoscia cosmica post-1914, mentre Kaos (1919) e Det eviga leendet ("Il sorriso eterno", 1920) esploravano il vuoto metafisico in un mondo senza Dio.
Negli anni '20-30 alternò prosa, teatro e poesia: Onda sagor ("Fiabe malvagie", 1924), Bödeln ("Il boia", 1933), parabola sul male quotidiano, Den knutna näven ("Il pugno chiuso", 1934) contro fascismo e violenza.
Intraprese viaggi ad Atene, Delfi e Gerusalemme, scrisse Gäst hos verkligheten ("Ospite della realtà", 1925), autobiografia lirica, e si oppose al totalitarismo con Låt människan leva ("Lascia vivere l'uomo", 1949), oratorio scenico sull'intolleranza storica.
Le sue opere più importanti e famose, però, sono Dvärgen ("Il nano", 1944), satira grottesca su invidia e mostruosità rinascimentale che divenne un bestseller in patria, e Barabba (1950), romanzo sul ladrone graziato al posto di Cristo che cerca redenzione tra eresia e violenza, portato poi al cinema da Richard Fleischer (1961) con Anthony Quinn, che gli valsero il Nobel per la letteratura nel 1951 "per l'energia artistica e l'indipendenza con cui ha cercato risposte alle domande eterne dell'umanità".
Eletto all'Accademia Svedese nel 1940, visse tra Stoccolma e Lidingö scrivendo Sibyllan (1956), Pilgrimen på havet ("Il pellegrino in mare", 1962) e Mitt engagemang (1966). Morì a 83 anni per insufficienza cardiaca, lasciando ai posteri una serie di opere oscillanti tra nichilismo e speranza trascendente.
Frasi di Pär Lagerkvist
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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La vita è il prezzo che paghiamo perché il nostro essere possa esistere.
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