Biografia di Le Corbusier
Nazione: Svizzera
Charles-Édouard Jeanneret-Gris nacque a La Chaux-de-Fonds, Svizzera il 6 ottobre 1887 e morì a Roquebrune-Cap Martin, Francia il 27 agosto 1965. Fu architetto, urbanista, designer e pittore.
Nacque in una cittadina montana nel Giura svizzero, centro dell'orologeria dal XVIII secolo, figlio di un decoratore di quadranti d'orologio e di un'insegnante di pianoforte.
A soli tredici anni abbandonò la scuola per studiare smaltatura e incisione dei quadranti all'École des Arts Décoratifs locale, dove il maestro Charles L'Eplattenier riconobbe il suo talento nel disegno e nella storia dell'arte, spingendolo verso l'architettura e affidandogli i primi progetti locali come la Villa Fallet nel 1905, realizzata in collaborazione con René Chapallaz.
Tra il 1907 e il 1911 intraprese viaggi formativi in Italia, dove rimase colpito dal monastero di Galluzzo in Toscana per la sua funzionalità spaziale, in Germania presso lo studio di Peter Behrens, in Grecia e in Oriente, assorbendo influenze classiche, rinascimentali e mediterranee che segnarono il suo approccio al paesaggio e alla luce.
Nel 1917 si stabilì a Parigi e lì incontrò il pittore Amédée Ozenfant, con cui fondò il Purismo e pubblicò la rivista L'Esprit Nouveau; essi usarono diversi pseudonimi per mascherare il fatto di essere gli unici due membri, e fu in quel frangente che Jeanneret assunse quello di Le Corbusier.
Tra le sue prime opere spicca la Maison Citrohan del 1920, modello per l'alloggiamento razionale, seguita dalla Villa La Roche e dalla Villa Savoye a Poissy del 1929-1931, icone del moderno con pilotis, tetto giardino, pianta libera, facciata libera e finestre orizzontali.
Negli anni '20 collaborò con il cugino Pierre Jeanneret su complessi residenziali come l'Immeuble Clarté a Ginevra del 1930, mentre negli anni '30 progettò la Città Radiosa, un concetto utopico di urbanistica verticale testato nel quartiere Unité d'Habitation a Marsiglia, completato nel 1952 e influenzato da figure come Sigfried Giedion e dal CIAM.
Negli anni successivi, Le Corbusier ampliò la sua visione internazionale: collaborò con Oscar Niemeyer al Palazzo della Società delle Nazioni a Ginevra nel 1927, pur non vincendo il concorso, e realizzò edifici emblematici come la Chapelle Notre-Dame-du-Haut a Ronchamp nel 1955, con la sua forma scultorea ed espressionista, e il complesso di Chandigarh in India negli anni '50, capitale progettata con l'ingegnere polacco Maciej Nowicki e Pierre Jeanneret, inclusa l'Alta Corte e il Palazzo dell'Assemblea.
Divenuto cittadino francese nel 1930, lavorò anche per il governo Vichy durante la Seconda Guerra Mondiale, ma riemerse come protagonista del dopoguerra, influenzando generazioni di architetti attraverso l'UNESCO a Parigi nel 1958 e il suo ultimo progetto, la Maison de la Culture a Firminy nel 1965.
Morì tragicamente annegando nel Mediterraneo a Roquebrune-Cap-Martin, lasciando un'eredità rivoluzionaria nel funzionalismo moderno.
Nacque in una cittadina montana nel Giura svizzero, centro dell'orologeria dal XVIII secolo, figlio di un decoratore di quadranti d'orologio e di un'insegnante di pianoforte.
A soli tredici anni abbandonò la scuola per studiare smaltatura e incisione dei quadranti all'École des Arts Décoratifs locale, dove il maestro Charles L'Eplattenier riconobbe il suo talento nel disegno e nella storia dell'arte, spingendolo verso l'architettura e affidandogli i primi progetti locali come la Villa Fallet nel 1905, realizzata in collaborazione con René Chapallaz.
Tra il 1907 e il 1911 intraprese viaggi formativi in Italia, dove rimase colpito dal monastero di Galluzzo in Toscana per la sua funzionalità spaziale, in Germania presso lo studio di Peter Behrens, in Grecia e in Oriente, assorbendo influenze classiche, rinascimentali e mediterranee che segnarono il suo approccio al paesaggio e alla luce.
Nel 1917 si stabilì a Parigi e lì incontrò il pittore Amédée Ozenfant, con cui fondò il Purismo e pubblicò la rivista L'Esprit Nouveau; essi usarono diversi pseudonimi per mascherare il fatto di essere gli unici due membri, e fu in quel frangente che Jeanneret assunse quello di Le Corbusier.
Tra le sue prime opere spicca la Maison Citrohan del 1920, modello per l'alloggiamento razionale, seguita dalla Villa La Roche e dalla Villa Savoye a Poissy del 1929-1931, icone del moderno con pilotis, tetto giardino, pianta libera, facciata libera e finestre orizzontali.
Negli anni '20 collaborò con il cugino Pierre Jeanneret su complessi residenziali come l'Immeuble Clarté a Ginevra del 1930, mentre negli anni '30 progettò la Città Radiosa, un concetto utopico di urbanistica verticale testato nel quartiere Unité d'Habitation a Marsiglia, completato nel 1952 e influenzato da figure come Sigfried Giedion e dal CIAM.
Negli anni successivi, Le Corbusier ampliò la sua visione internazionale: collaborò con Oscar Niemeyer al Palazzo della Società delle Nazioni a Ginevra nel 1927, pur non vincendo il concorso, e realizzò edifici emblematici come la Chapelle Notre-Dame-du-Haut a Ronchamp nel 1955, con la sua forma scultorea ed espressionista, e il complesso di Chandigarh in India negli anni '50, capitale progettata con l'ingegnere polacco Maciej Nowicki e Pierre Jeanneret, inclusa l'Alta Corte e il Palazzo dell'Assemblea.
Divenuto cittadino francese nel 1930, lavorò anche per il governo Vichy durante la Seconda Guerra Mondiale, ma riemerse come protagonista del dopoguerra, influenzando generazioni di architetti attraverso l'UNESCO a Parigi nel 1958 e il suo ultimo progetto, la Maison de la Culture a Firminy nel 1965.
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Frasi di Le Corbusier
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Una casa è una macchina per abitare.
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