Biografia di Eugène Labiche
Nazione: Francia
Eugène Marin Labiche nacque a Parigi il 6 maggio 1815 e morì sempre a Parigi il 22 gennaio 1888. Fu un drammaturgo.
Nacque da un ricco industriale dello zucchero e crebbe in un ambiente borghese che ne alimentò l'ironia verso le vanità piccolo-borghesi, diplomandosi al liceo Condorcet e viaggiando nel 1834 in Italia, Svizzera e Sicilia con amici come Alphonse Leveaux, esperienza che affinò il suo umorismo caustico.
Esordì a teatro nel 1838 con Monsieur de Coislin ou l'homme infiniment poli al Palais-Royal, ma il vero successo arrivò con la farsa Un chapeau de paille d'Italie (1851, con Marc-Michel), equivoco matrimoniale su un cappello calpestato che scatena una girandola di contrattempi fino a lieto fine, adattata da Nino Rota nell'opera Il cappello di paglia di Firenze (1946) e da Renoir nel film omonimo (1941).
Maestro del vaudeville, commedia leggera con canzoni e intrecci folli, negli anni '50-'60 firmò oltre 170 pièces spesso collettive, trionfando con Le voyage de M. Perrichon (1860, con Édouard Martin), satira di un borghese provinciale che salva un rivale e se ne vanta, La poudre aux yeux (1861), La station Champybaud (1862) e La cagnotte (1864, con Alfred Delacour), dove amici ipocriti tradiscono una colletta nuziale, elevando il genere frivolo a ritratto perfetto della Francia imperiale.
Tentò la politica come repubblicano moderato, candidato nel 1848 e sindaco di Souvigny-en-Sologne dal 1868, ma preferì il teatro, collaborando con Offenbach ai libretti per Les bavards (1858) e Croquedort (1859), ritirandosi negli anni '70 dopo aver acquistato il castello di Launoy nel 1853. Divenuto una leggenda del Palais-Royal, venne eletto all'Académie Française nel 1880 e morì qualche anno dopo a Parigi all'età di 72 anni.
Nacque da un ricco industriale dello zucchero e crebbe in un ambiente borghese che ne alimentò l'ironia verso le vanità piccolo-borghesi, diplomandosi al liceo Condorcet e viaggiando nel 1834 in Italia, Svizzera e Sicilia con amici come Alphonse Leveaux, esperienza che affinò il suo umorismo caustico.
Esordì a teatro nel 1838 con Monsieur de Coislin ou l'homme infiniment poli al Palais-Royal, ma il vero successo arrivò con la farsa Un chapeau de paille d'Italie (1851, con Marc-Michel), equivoco matrimoniale su un cappello calpestato che scatena una girandola di contrattempi fino a lieto fine, adattata da Nino Rota nell'opera Il cappello di paglia di Firenze (1946) e da Renoir nel film omonimo (1941).
Maestro del vaudeville, commedia leggera con canzoni e intrecci folli, negli anni '50-'60 firmò oltre 170 pièces spesso collettive, trionfando con Le voyage de M. Perrichon (1860, con Édouard Martin), satira di un borghese provinciale che salva un rivale e se ne vanta, La poudre aux yeux (1861), La station Champybaud (1862) e La cagnotte (1864, con Alfred Delacour), dove amici ipocriti tradiscono una colletta nuziale, elevando il genere frivolo a ritratto perfetto della Francia imperiale.
Tentò la politica come repubblicano moderato, candidato nel 1848 e sindaco di Souvigny-en-Sologne dal 1868, ma preferì il teatro, collaborando con Offenbach ai libretti per Les bavards (1858) e Croquedort (1859), ritirandosi negli anni '70 dopo aver acquistato il castello di Launoy nel 1853. Divenuto una leggenda del Palais-Royal, venne eletto all'Académie Française nel 1880 e morì qualche anno dopo a Parigi all'età di 72 anni.
Frasi di Eugène Labiche
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
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