Biografia di Al Jolson

Al Jolson
Nazione: Russia    
Asa Yoelson nacque a Srednik (oggi chiamata Seredžius e attualmente in Lituania, ma allora parte dell'Impero Russo) il 26 maggio 1886 e morì a San Francisco il 23 ottobre 1950. Fu cantante, attore e compositore.

Era figlio di Moses Rubin Yoelson, un rabbino e cantante ebreo che iniziò il figlio al canto sacro e che nel 1890 decise di emigrare negli Stati Uniti in cerca di un futuro migliore per la famiglia. Quando Al aveva cinque anni, la famiglia si trasferì a Washington, D.C., e i figli cambiarono il proprio nome americanizzandolo.

La sua giovinezza fu segnata dalla difficoltà economica e dal desiderio di emanciparsi. Dato che il padre era un rabbino, Al si sentiva a disagio con la vita religiosa e voleva fare altro. Debuttò in scena nel 1899, a soli 13 anni, con l'opera The children of the ghetto.

Nel 1905, all'età di 19 anni, recitò per la prima volta con la faccia dipinta di nero, un trucco teatrale diffuso in Occidente già dall'ottocento chiamato blackface, che sarebbe diventata il suo segno distintivo per il resto della sua carriera. Questo stile di esibizione con il volto nero lo rese famoso e lo contraddistinse nel mondo del vaudeville e del music hall.

Nel 1911, Al Jolson registrò i suoi primi brani con Victor Recordings: due canzoni prese dall'opera Vera Violetta che ottennero una buona accoglienza. Nel 1912 pubblicò Ragging the baby to sleep, il suo primo disco che vendette un milione di copie, segnando il primo successo commerciale della sua carriera.

La sua posizione a Broadway si consolidò con due opere teatrali: Sinbad nel 1918 e Bombo tre anni dopo. Durante questi anni pubblicò canzoni di grande successo come Swanee, Avalon e April showers, che divennero icone della musica popolare americana.

La sua vera e autentica esplosione arrivò nel 1927 con il film The jazz singer, il primo film sonoro e parlato della storia del cinema, di carattere autobiografico. In questo film, Jolson interpretò il ruolo di un cantante di jazz che si scontra con le tradizioni della famiglia ebraica, un racconto che rifletteva la sua propria esperienza di vita. Questa pellicola lo portò alla fama mondiale a Hollywood e al suo secondo lungometraggio, The singing fool, del 1928, che ottenne un successo analogo.

Jolson continuò a lavorare nel cinema interpretando altri film come Mammy (1930), Hallelujah (1933) e Rhapsody in blue (1945). Fu un artista completo che lavorò nel cinema, sui palchi dei teatri, nel vaudeville e nel music hall, diventando uno degli showmen più completi del XX secolo.

Il suo stile di canto unico e il suo magnetismo personale creavano un immediato rapporto con gli spettatori, che lo rendevano particolarmente amato. Era considerato il primo crooner, al quale seguirono poi Sinatra, Dean Martin, Nat King Cole e il contemporaneo Bublé, anche se il suo modo di cantare era più vicino ai melodici italiani che, dall'opera, si affacciavano alla canzone, come Beniamino Gigli.

Durante la seconda guerra mondiale, Jolson tenne numerosi concerti per le truppe americane, sostenendo il fronte con le sue performance. Dopo la guerra, nel 1948, realizzò la pellicola The Jolson story, in cui il cantante stesso interpretava i suoi brani, anche se non appariva come attore sulla scena. La colonna sonora di questo film vendette milioni di copie, così come i cinque singoli estratti. Il sequel, Jolson sings again, uscì nel 1949 e ottenne identico successo.

Jolson continuò a lavorare fino alla sua morte: nel 1950, dopo essere tornato da uno dei suoi concerti per le truppe americane in Corea, si ammalò gravemente. Morì il 23 ottobre a San Francisco per un'insufficienza cardiaca. Fu la prima star della storia della musica ad arrivare a vendere 10 milioni di dischi, un record storico per un cantante bianco. La sua eredità rimane quella di un artista rivoluzionario che ha trasformato il mondo dello spettacolo e della musica popolare americana.


Frasi di Al Jolson

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