Biografia di Ron Howard
Nazione: Stati Uniti d'America
Ronald William Howard è nato a Duncan, Oklahoma il giorno 1 marzo 1954. È attore, regista e produttore cinematografico.
È il primogenito di Rance Howard, attore e sceneggiatore che aveva cambiato il proprio cognome originario, Beckenholdt, proprio per intraprendere la carriera nel mondo dello spettacolo, e di Jean Speegle Howard, anch'ella attrice.
Nel 1958 l'intera famiglia si trasferì a Hollywood, per stabilirsi tre anni dopo definitivamente a Burbank, nell'area di Los Angeles: fu in questo ambiente, immerso fin dalla nascita nel mondo del cinema e della televisione, che il piccolo Ron mosse i primi passi come attore bambino, comparendo già in tenera età in spot pubblicitari e in un episodio della serie Ai confini della realtà nel 1959.
La sua fama iniziò a consolidarsi a partire dal 1960, quando fu scritturato, con il nome d'arte di Ronny Howard, nel ruolo di Opie Taylor, il figlio dello sceriffo protagonista della sitcom The Andy Griffith Show, personaggio che interpretò per otto stagioni, fino al 1968, diventando uno dei più noti bambini prodigio della televisione americana.
Il passaggio all'adolescenza non interruppe la sua carriera davanti alla macchina da presa: nel 1973 fu scelto da George Lucas, che lo volle esplicitamente nel cast, per interpretare uno dei protagonisti di American Graffiti, film che gli fece conoscere anche Harrison Ford, e l'anno successivo ottenne il ruolo che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo, quello di Richie Cunningham (in italiano veniva chiamato Ricky) nella sitcom Happy Days, accanto all'amico Henry Winkler nei panni di Fonzie. La serie, ambientata in una rievocazione idealizzata dell'America fra gli anni Cinquanta e Sessanta, ottenne un successo planetario e gli valse anche un Golden Globe.
Parallelamente al lavoro di attore, Howard frequentò per un periodo la School of Cinema-Television della University of Southern California, senza tuttavia portare a termine gli studi, mentre già dal 1969 aveva iniziato a sperimentare la regia realizzando alcuni cortometraggi.
Nel 1976 recitò accanto a John Wayne ne Il pistolero, ultimo film interpretato dalla leggendaria star del western, e l'anno successivo diresse e interpretò il proprio primo lungometraggio, Attenti a quella pazza Rolls Royce, prodotto ancora una volta sotto l'egida di Roger Corman, lo stesso produttore che pochi anni prima aveva lanciato la carriera di Coppola.
Dopo un'ultima apparizione attoriale al cinema in American Graffiti 2, nel 1979, Howard scelse di dedicarsi esclusivamente alla regia. Nel 1984 diresse Splash - Una sirena a Manhattan, commedia romantica con Tom Hanks e Daryl Hannah che segnò il suo vero esordio nel cinema hollywoodiano di grande pubblico, seguita l'anno dopo da Cocoon - L'energia dell'universo.
Nel 1986 fondò insieme al produttore Brian Grazer la Imagine Entertainment, società che negli anni sarebbe diventata una delle case di produzione più prolifiche di Hollywood, capace di realizzare, oltre ai film dello stesso Howard, anche serie televisive e pellicole di successo firmate da altri autori. Nel 1988 diresse Willow, fantasy prodotto da George Lucas, e l'anno seguente Parenthood - Ricomincio da papà, una commedia corale sulla famiglia.
Negli anni Novanta la sua carriera raggiunse una piena maturità artistica: nel 1991 diresse Backdraft - Fuoco assassino, nel 1994 Il socio, tratto da un romanzo di John Grisham, e soprattutto nel 1995 Apollo 13, ricostruzione della missione spaziale della NASA con Tom Hanks, che gli valse una candidatura all'Oscar come miglior regista. Chiuse il decennio con Ransom - Il riscatto, con Mel Gibson, e con la commedia satirica Ed TV.
Nel 2001 diresse A beautiful mind, biografia del matematico John Nash interpretato da Russell Crowe, film che vinse quattro premi Oscar, compreso quello per la miglior regia, consacrando definitivamente Howard come uno dei registi di riferimento del cinema americano mainstream. Nel 2005 tornò a collaborare con Crowe in Cinderella Man - Una ragione per lottare, e l'anno successivo diresse Il codice da Vinci, adattamento del celebre romanzo di Dan Brown con Tom Hanks, cui sarebbero seguiti i sequel Angeli e demoni e Inferno, formando una trilogia di enorme successo commerciale nonostante le polemiche suscitate dai contenuti del romanzo originale.
Nel 2008 diresse Frost/Nixon - Il duello, ricostruzione degli storici colloqui televisivi tra David Frost e l'ex presidente Richard Nixon, e nel 2013 Rush, dedicato alla rivalità fra i piloti di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda.
Negli anni successivi realizzò ancora In the heart of the sea, ispirato alla vicenda della baleniera Essex, e nel 2018 diresse Solo: a Star Wars story, subentrando in corso di lavorazione ai registi originariamente incaricati del film. Attraverso la Imagine Entertainment, guidata insieme a Brian Grazer, Howard ha inoltre prodotto un gran numero di film e serie televisive di successo che non ha diretto personalmente, mantenendo un ruolo di primo piano anche dietro le quinte dell'industria cinematografica e televisiva americana.
Sposato dal 1975 con Cheryl Alley, conosciuta ai tempi del liceo, ha avuto quattro figli, fra cui Bryce Dallas Howard, divenuta a sua volta apprezzata attrice e regista. Il fratello minore, Clint Howard, ha seguito anch'egli la carriera di attore caratterista, spesso presente proprio nei film diretti dal fratello maggiore.
Ancora oggi attivo dietro la macchina da presa, Ron Howard ha continuato a lavorare fra cinema e documentario anche negli anni più recenti, confermandosi una delle figure più solide, versatili e amate del panorama hollywoodiano contemporaneo, capace di muoversi con naturalezza fra generi diversissimi, dal dramma storico alla commedia, dalla fantascienza al biopic.
È il primogenito di Rance Howard, attore e sceneggiatore che aveva cambiato il proprio cognome originario, Beckenholdt, proprio per intraprendere la carriera nel mondo dello spettacolo, e di Jean Speegle Howard, anch'ella attrice.
Nel 1958 l'intera famiglia si trasferì a Hollywood, per stabilirsi tre anni dopo definitivamente a Burbank, nell'area di Los Angeles: fu in questo ambiente, immerso fin dalla nascita nel mondo del cinema e della televisione, che il piccolo Ron mosse i primi passi come attore bambino, comparendo già in tenera età in spot pubblicitari e in un episodio della serie Ai confini della realtà nel 1959.
La sua fama iniziò a consolidarsi a partire dal 1960, quando fu scritturato, con il nome d'arte di Ronny Howard, nel ruolo di Opie Taylor, il figlio dello sceriffo protagonista della sitcom The Andy Griffith Show, personaggio che interpretò per otto stagioni, fino al 1968, diventando uno dei più noti bambini prodigio della televisione americana.
Il passaggio all'adolescenza non interruppe la sua carriera davanti alla macchina da presa: nel 1973 fu scelto da George Lucas, che lo volle esplicitamente nel cast, per interpretare uno dei protagonisti di American Graffiti, film che gli fece conoscere anche Harrison Ford, e l'anno successivo ottenne il ruolo che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo, quello di Richie Cunningham (in italiano veniva chiamato Ricky) nella sitcom Happy Days, accanto all'amico Henry Winkler nei panni di Fonzie. La serie, ambientata in una rievocazione idealizzata dell'America fra gli anni Cinquanta e Sessanta, ottenne un successo planetario e gli valse anche un Golden Globe.
Parallelamente al lavoro di attore, Howard frequentò per un periodo la School of Cinema-Television della University of Southern California, senza tuttavia portare a termine gli studi, mentre già dal 1969 aveva iniziato a sperimentare la regia realizzando alcuni cortometraggi.
Nel 1976 recitò accanto a John Wayne ne Il pistolero, ultimo film interpretato dalla leggendaria star del western, e l'anno successivo diresse e interpretò il proprio primo lungometraggio, Attenti a quella pazza Rolls Royce, prodotto ancora una volta sotto l'egida di Roger Corman, lo stesso produttore che pochi anni prima aveva lanciato la carriera di Coppola.
Dopo un'ultima apparizione attoriale al cinema in American Graffiti 2, nel 1979, Howard scelse di dedicarsi esclusivamente alla regia. Nel 1984 diresse Splash - Una sirena a Manhattan, commedia romantica con Tom Hanks e Daryl Hannah che segnò il suo vero esordio nel cinema hollywoodiano di grande pubblico, seguita l'anno dopo da Cocoon - L'energia dell'universo.
Nel 1986 fondò insieme al produttore Brian Grazer la Imagine Entertainment, società che negli anni sarebbe diventata una delle case di produzione più prolifiche di Hollywood, capace di realizzare, oltre ai film dello stesso Howard, anche serie televisive e pellicole di successo firmate da altri autori. Nel 1988 diresse Willow, fantasy prodotto da George Lucas, e l'anno seguente Parenthood - Ricomincio da papà, una commedia corale sulla famiglia.
Negli anni Novanta la sua carriera raggiunse una piena maturità artistica: nel 1991 diresse Backdraft - Fuoco assassino, nel 1994 Il socio, tratto da un romanzo di John Grisham, e soprattutto nel 1995 Apollo 13, ricostruzione della missione spaziale della NASA con Tom Hanks, che gli valse una candidatura all'Oscar come miglior regista. Chiuse il decennio con Ransom - Il riscatto, con Mel Gibson, e con la commedia satirica Ed TV.
Nel 2001 diresse A beautiful mind, biografia del matematico John Nash interpretato da Russell Crowe, film che vinse quattro premi Oscar, compreso quello per la miglior regia, consacrando definitivamente Howard come uno dei registi di riferimento del cinema americano mainstream. Nel 2005 tornò a collaborare con Crowe in Cinderella Man - Una ragione per lottare, e l'anno successivo diresse Il codice da Vinci, adattamento del celebre romanzo di Dan Brown con Tom Hanks, cui sarebbero seguiti i sequel Angeli e demoni e Inferno, formando una trilogia di enorme successo commerciale nonostante le polemiche suscitate dai contenuti del romanzo originale.
Nel 2008 diresse Frost/Nixon - Il duello, ricostruzione degli storici colloqui televisivi tra David Frost e l'ex presidente Richard Nixon, e nel 2013 Rush, dedicato alla rivalità fra i piloti di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda.
Negli anni successivi realizzò ancora In the heart of the sea, ispirato alla vicenda della baleniera Essex, e nel 2018 diresse Solo: a Star Wars story, subentrando in corso di lavorazione ai registi originariamente incaricati del film. Attraverso la Imagine Entertainment, guidata insieme a Brian Grazer, Howard ha inoltre prodotto un gran numero di film e serie televisive di successo che non ha diretto personalmente, mantenendo un ruolo di primo piano anche dietro le quinte dell'industria cinematografica e televisiva americana.
Sposato dal 1975 con Cheryl Alley, conosciuta ai tempi del liceo, ha avuto quattro figli, fra cui Bryce Dallas Howard, divenuta a sua volta apprezzata attrice e regista. Il fratello minore, Clint Howard, ha seguito anch'egli la carriera di attore caratterista, spesso presente proprio nei film diretti dal fratello maggiore.
Ancora oggi attivo dietro la macchina da presa, Ron Howard ha continuato a lavorare fra cinema e documentario anche negli anni più recenti, confermandosi una delle figure più solide, versatili e amate del panorama hollywoodiano contemporaneo, capace di muoversi con naturalezza fra generi diversissimi, dal dramma storico alla commedia, dalla fantascienza al biopic.
Frasi di Ron Howard
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Per me l'astronave guidata da Han e Chewbecca non è un oggetto, ma parte del cast. Ha persino una sua personalità.
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