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La politica dipende dagli uomini di stato pressappoco come il tempo dipende dagli astronomi.
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La proprietà è necessaria, ma non è necessario che resti sempre nelle stesse mani.
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I popoli non si conoscono l'un l'altro; per questo si odiano così poco.
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I platonici dimenticano eccessivamente che l'amore è una fisica prima di essere un sogno.
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L'arte di certi scrittori consiste soltanto nel ripetere cose già dette facendo credere alla gente di sentirle per la prima volta.
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L'indulgenza è la forma aristocratica del disprezzo.
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L'uomo è un animale "arrivato", ecco tutto.
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La logica è buona nei ragionamenti, ma nella vita non serve a nulla.
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Quando un popolo non osa più difendere la propria lingua, è pronto per la schiavitù.
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Anche la felicità, come la ricchezza, ha i suoi parassiti.
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L'uomo comincia con l'amare l'amore e finisce con l'amare una donna. La donna comincia con l'amare un uomo e finisce con l'amare l'amore.
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È abbastanza evidente che coloro che sostengono la pena di morte hanno più affinità con gli assassini di quelli che la combattono.
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Come va che da quando il popolo sceglie da sé i suoi padroni, essi sono su per giù pessimi come quando li riceveva bell'e fatti per caso della nascita?
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Un imbecille non si annoia mai: si contempla.
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L'uomo comincia con l'amare l'amore e finisce per amare una donna.
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Gli Stati sono come i tavoli; occorrono almeno tre piedi perché possano mantenersi ritti: la sicurezza personale, la proprietà individuale, la libertà dei costumi. Fuori di questi tre piedi, c'è l'anarchia o il dispotismo, che in fondo sono la stessa cosa.
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La politica è come il pianoforte; bisogna cominciare a esercitarvisi dalla più giovane età o non si arriva mai a nulla di buono. Bisogna abituarci le dita, bisogna abituarci la coscienza.