Biografia di Günter Grass
Nazione: Germania
Günter Wilhelm Grass nacque a Danzica, Polonia il 16 ottobre 1927 e morì a Lubecca, Germania il 13 aprile 2015. Fu scrittore, poeta, drammaturgo, saggista, pittore e scultore.
Nacque in una modesta famiglia di origini polacche (la madre) e tedesche (il padre), e trascorse l'infanzia in una città segnata dalla sua identità di confine, che sarebbe poi diventata uno dei centri simbolici della sua narrativa.
Da ragazzo mostrò presto interesse per il disegno e la scrittura, ma la Seconda guerra mondiale interruppe il suo percorso: fu arruolato, prestò servizio militare e nel 1944-46 conobbe anche la prigionia americana.
Dopo la guerra lavorò come bracciante e minatore, quindi studiò arti figurative a Düsseldorf e Berlino, costruendo una formazione eclettica che avrebbe segnato tutta la sua produzione artistica.
Negli anni Cinquanta si stabilì anche a Parigi, dove visse del proprio lavoro come scultore, grafico e scrittore, mentre nel 1955 entrò nel gruppo letterario Gruppe 47, uno dei principali laboratori della nuova letteratura tedesca del dopoguerra.
Le prime pubblicazioni poetiche arrivarono nel 1956 e il primo testo teatrale nel 1957, ma il vero punto di svolta fu il romanzo Il tamburo di latta del 1959, opera che lo rese famoso a livello internazionale. Quel libro, insieme a Gatto e topo e Anni di cane, formò la cosiddetta Trilogia di Danzica, in cui Grass rielaborò in chiave satirica la storia tedesca del Novecento a partire dal mondo della sua città natale.
La sua carriera letteraria fu accompagnata da un forte impegno politico. Negli anni Sessanta partecipò alle campagne elettorali a favore della socialdemocrazia e di Willy Brandt, con cui ebbe un rapporto stretto e duraturo, e divenne una voce critica molto ascoltata nella vita pubblica tedesca.
In seguito continuò a intervenire su temi civili e politici, assumendo spesso posizioni controcorrente, e per alcuni anni fu anche presidente dell'Akademie der Künste di Berlino. Il suo prestigio fu confermato dal Premio Nobel per la Letteratura del 1999, assegnato per le sue "favole nere" capaci di restituire il volto dimenticato della storia.
La sua figura fu però segnata anche da controversie, soprattutto dopo la rivelazione, avvenuta nel 2006, della sua giovanile appartenenza alle Waffen-SS, elemento che suscitò un intenso dibattito pubblico sul rapporto tra memoria personale e responsabilità storica.
Nonostante ciò, Grass rimase fino alla fine un autore centrale della cultura europea, attivo anche come artista visivo e autore di opere che intrecciano autobiografia, storia e allegoria. Morì il 13 aprile 2015 a Lubecca.
Nacque in una modesta famiglia di origini polacche (la madre) e tedesche (il padre), e trascorse l'infanzia in una città segnata dalla sua identità di confine, che sarebbe poi diventata uno dei centri simbolici della sua narrativa.
Da ragazzo mostrò presto interesse per il disegno e la scrittura, ma la Seconda guerra mondiale interruppe il suo percorso: fu arruolato, prestò servizio militare e nel 1944-46 conobbe anche la prigionia americana.
Dopo la guerra lavorò come bracciante e minatore, quindi studiò arti figurative a Düsseldorf e Berlino, costruendo una formazione eclettica che avrebbe segnato tutta la sua produzione artistica.
Negli anni Cinquanta si stabilì anche a Parigi, dove visse del proprio lavoro come scultore, grafico e scrittore, mentre nel 1955 entrò nel gruppo letterario Gruppe 47, uno dei principali laboratori della nuova letteratura tedesca del dopoguerra.
Le prime pubblicazioni poetiche arrivarono nel 1956 e il primo testo teatrale nel 1957, ma il vero punto di svolta fu il romanzo Il tamburo di latta del 1959, opera che lo rese famoso a livello internazionale. Quel libro, insieme a Gatto e topo e Anni di cane, formò la cosiddetta Trilogia di Danzica, in cui Grass rielaborò in chiave satirica la storia tedesca del Novecento a partire dal mondo della sua città natale.
La sua carriera letteraria fu accompagnata da un forte impegno politico. Negli anni Sessanta partecipò alle campagne elettorali a favore della socialdemocrazia e di Willy Brandt, con cui ebbe un rapporto stretto e duraturo, e divenne una voce critica molto ascoltata nella vita pubblica tedesca.
In seguito continuò a intervenire su temi civili e politici, assumendo spesso posizioni controcorrente, e per alcuni anni fu anche presidente dell'Akademie der Künste di Berlino. Il suo prestigio fu confermato dal Premio Nobel per la Letteratura del 1999, assegnato per le sue "favole nere" capaci di restituire il volto dimenticato della storia.
La sua figura fu però segnata anche da controversie, soprattutto dopo la rivelazione, avvenuta nel 2006, della sua giovanile appartenenza alle Waffen-SS, elemento che suscitò un intenso dibattito pubblico sul rapporto tra memoria personale e responsabilità storica.
Nonostante ciò, Grass rimase fino alla fine un autore centrale della cultura europea, attivo anche come artista visivo e autore di opere che intrecciano autobiografia, storia e allegoria. Morì il 13 aprile 2015 a Lubecca.
Frasi di Günter Grass
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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In fin dei conti si tradisce solo ciò che si ama.
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