Biografia di George Gurdjieff
Nazione: Armenia
Georges Ivanovič Gurdjieff nacque a Gyumri, Armenia il 14 gennaio 1866 e morì a Neuilly-sur-Seine, Francia il 29 ottobre 1949. Fu filosofo, scrittore, mistico, esoterista, compositore, musicista e maestro di danze.
Come spesso accade, è problematico scegliere la nazionalità da associare ad un autore. Nel 1866 la sua città si chiamava Alexandropol e faceva parte dell'Impero russo, mentre oggi ha ripreso il suo nome originale e si trova in Armenia, in una regione del Caucaso che costituiva da secoli un crocevia di popoli, lingue e religioni diverse.
Il padre, di origine greca, era un carpentiere ma anche un celebre "ashokh", un cantore e narratore orale tradizionale, che trasmise al giovane Georges un'infinità di antiche leggende e miti popolari, un patrimonio che avrebbe nutrito per tutta la vita la sua fascinazione per le conoscenze dimenticate delle civiltà antiche.
Crescendo in un ambiente dove si mescolavano cristiani ortodossi, musulmani, yazidi e seguaci di culti sufi, fu esposto fin da bambino a una straordinaria varietà di tradizioni religiose e spirituali, mentre la sua istruzione formale rimase piuttosto frammentaria, compensata da una vivace intelligenza pratica e da una naturale propensione all'osservazione.
Secondo il proprio racconto, peraltro spesso contraddittorio e di difficile verifica storica, durante la prima giovinezza e la prima età adulta intraprese lunghi viaggi attraverso l'Egitto, il Medio Oriente, l'Asia centrale, l'India e forse il Tibet, alla ricerca di conoscenze esoteriche custodite da antiche confraternite, tra cui una misteriosa comunità chiamata Fratellanza di Sarmoung.
Di quegli anni di peregrinazioni, durante i quali si sarebbe mantenuto con i mestieri più disparati, da mercante di tappeti a ipnotizzatore, avrebbe poi lasciato un resoconto parzialmente romanzato nel libro Incontri con uomini straordinari.
Tornato in Russia, verso il 1912 iniziò a riunire attorno a sé piccoli gruppi di allievi a Mosca e a San Pietroburgo, esponendo loro un sistema di idee sulla natura dell'uomo e sulla possibilità di un risveglio interiore. Fu in questo contesto che, nel 1915, accolse tra i propri discepoli il filosofo e giornalista Pëtr Dem'janovič Uspenskij, che sarebbe diventato il più celebre divulgatore del suo insegnamento in Occidente, definendolo poi con l'espressione "Quarta Via".
Secondo l'insegnamento di Gurdjieff, infatti, la maggior parte degli esseri umani vive in uno stato di "sonno da svegli", privo di una coscienza unificata e governato da una molteplicità di "io" frammentari e incoerenti; attraverso un lavoro consapevole su di sé, da lui chiamato semplicemente "il Lavoro", fondato sull'osservazione di sé e sul "ricordo di sé", riteneva possibile risvegliarsi a un livello superiore di coscienza, unendo in un solo metodo le vie tradizionalmente separate del fachiro, del monaco e dello yogi.
Lo scoppio della rivoluzione russa rese impossibile proseguire l'attività nel paese, e tra il 1917 e il 1918 Gurdjieff, insieme a Uspenskij, alla famiglia de Hartmann e ad altri seguaci, intraprese un difficile viaggio verso sud attraverso il Caucaso, raggiungendo infine Tbilisi nel 1919; fu lì che fondò per la prima volta il proprio Istituto per lo Sviluppo Armonico dell'Uomo, dedicandosi anche alla composizione, insieme al musicista Thomas de Hartmann, del balletto La lotta dei maghi. Proseguendo poi il viaggio attraverso Costantinopoli, la Germania e l'Inghilterra, giunse infine in Francia, dove nel 1922 acquistò una grande proprietà a Fontainebleau-Avon, nei pressi di Parigi, nota come il Prieuré, rifondandovi il proprio Istituto.
Qui i suoi allievi, spesso provenienti da ambienti sociali elevati, conducevano una vita quasi monastica scandita da duro lavoro manuale, da esercizi fisici rigorosi e dalle celebri "danze sacre" coreografate dallo stesso Gurdjieff sulle musiche composte con de Hartmann, intervallata da banchetti conviviali durante i quali il maestro intratteneva gli ospiti con dialoghi e letture dei propri scritti.
Fu proprio al Prieuré che, nel 1923, morì la scrittrice neozelandese Katherine Mansfield, giunta da lui negli ultimi mesi della propria malattia, mentre tra i personaggi che negli anni frequentarono il suo insegnamento figurarono anche il giornalista ed editore Alfred Richard Orage, che ne diffuse le idee negli Stati Uniti e in Inghilterra, e Olgivanna Lazović, in seguito moglie dell'architetto Frank Lloyd Wright.
Nel 1924 un viaggio negli Stati Uniti gli procurò una notevole notorietà, ma proprio in quell'anno fu vittima di un grave incidente stradale, dal quale si riprese lentamente e che lo indusse a ridurre drasticamente le attività dell'Istituto, dedicandosi da quel momento soprattutto alla scrittura della propria opera più ambiziosa, la trilogia Tutto e tutti, della quale il volume più noto resta Racconti di Belzebù a suo nipote.
Nel 1933 l'Istituto di Fontainebleau, in difficoltà finanziarie, fu definitivamente chiuso, e tra il 1933 e il 1935 Gurdjieff si trasferì prevalentemente negli Stati Uniti per insegnare a piccoli gruppi di allievi, per poi fare ritorno a Parigi, dove continuò a riunire una ristretta cerchia di discepoli anche durante l'occupazione nazista.
Morì nel 1949 a Neuilly-sur-Seine, nei pressi di Parigi, lasciando la guida del proprio insegnamento alla discepola più fedele, Jeanne de Salzmann, che si sarebbe poi adoperata per la pubblicazione postuma dei suoi scritti e per la diffusione organizzata del suo metodo attraverso le fondazioni Gurdjieff sorte in diversi paesi.
La sua figura, avvolta per tutta la vita in un alone di mistero e di ambiguità volutamente coltivato, resta una delle più enigmatiche e controverse tra i maestri spirituali che hanno influenzato il pensiero esoterico occidentale del Novecento.
Come spesso accade, è problematico scegliere la nazionalità da associare ad un autore. Nel 1866 la sua città si chiamava Alexandropol e faceva parte dell'Impero russo, mentre oggi ha ripreso il suo nome originale e si trova in Armenia, in una regione del Caucaso che costituiva da secoli un crocevia di popoli, lingue e religioni diverse.
Il padre, di origine greca, era un carpentiere ma anche un celebre "ashokh", un cantore e narratore orale tradizionale, che trasmise al giovane Georges un'infinità di antiche leggende e miti popolari, un patrimonio che avrebbe nutrito per tutta la vita la sua fascinazione per le conoscenze dimenticate delle civiltà antiche.
Crescendo in un ambiente dove si mescolavano cristiani ortodossi, musulmani, yazidi e seguaci di culti sufi, fu esposto fin da bambino a una straordinaria varietà di tradizioni religiose e spirituali, mentre la sua istruzione formale rimase piuttosto frammentaria, compensata da una vivace intelligenza pratica e da una naturale propensione all'osservazione.
Secondo il proprio racconto, peraltro spesso contraddittorio e di difficile verifica storica, durante la prima giovinezza e la prima età adulta intraprese lunghi viaggi attraverso l'Egitto, il Medio Oriente, l'Asia centrale, l'India e forse il Tibet, alla ricerca di conoscenze esoteriche custodite da antiche confraternite, tra cui una misteriosa comunità chiamata Fratellanza di Sarmoung.
Di quegli anni di peregrinazioni, durante i quali si sarebbe mantenuto con i mestieri più disparati, da mercante di tappeti a ipnotizzatore, avrebbe poi lasciato un resoconto parzialmente romanzato nel libro Incontri con uomini straordinari.
Tornato in Russia, verso il 1912 iniziò a riunire attorno a sé piccoli gruppi di allievi a Mosca e a San Pietroburgo, esponendo loro un sistema di idee sulla natura dell'uomo e sulla possibilità di un risveglio interiore. Fu in questo contesto che, nel 1915, accolse tra i propri discepoli il filosofo e giornalista Pëtr Dem'janovič Uspenskij, che sarebbe diventato il più celebre divulgatore del suo insegnamento in Occidente, definendolo poi con l'espressione "Quarta Via".
Secondo l'insegnamento di Gurdjieff, infatti, la maggior parte degli esseri umani vive in uno stato di "sonno da svegli", privo di una coscienza unificata e governato da una molteplicità di "io" frammentari e incoerenti; attraverso un lavoro consapevole su di sé, da lui chiamato semplicemente "il Lavoro", fondato sull'osservazione di sé e sul "ricordo di sé", riteneva possibile risvegliarsi a un livello superiore di coscienza, unendo in un solo metodo le vie tradizionalmente separate del fachiro, del monaco e dello yogi.
Lo scoppio della rivoluzione russa rese impossibile proseguire l'attività nel paese, e tra il 1917 e il 1918 Gurdjieff, insieme a Uspenskij, alla famiglia de Hartmann e ad altri seguaci, intraprese un difficile viaggio verso sud attraverso il Caucaso, raggiungendo infine Tbilisi nel 1919; fu lì che fondò per la prima volta il proprio Istituto per lo Sviluppo Armonico dell'Uomo, dedicandosi anche alla composizione, insieme al musicista Thomas de Hartmann, del balletto La lotta dei maghi. Proseguendo poi il viaggio attraverso Costantinopoli, la Germania e l'Inghilterra, giunse infine in Francia, dove nel 1922 acquistò una grande proprietà a Fontainebleau-Avon, nei pressi di Parigi, nota come il Prieuré, rifondandovi il proprio Istituto.
Qui i suoi allievi, spesso provenienti da ambienti sociali elevati, conducevano una vita quasi monastica scandita da duro lavoro manuale, da esercizi fisici rigorosi e dalle celebri "danze sacre" coreografate dallo stesso Gurdjieff sulle musiche composte con de Hartmann, intervallata da banchetti conviviali durante i quali il maestro intratteneva gli ospiti con dialoghi e letture dei propri scritti.
Fu proprio al Prieuré che, nel 1923, morì la scrittrice neozelandese Katherine Mansfield, giunta da lui negli ultimi mesi della propria malattia, mentre tra i personaggi che negli anni frequentarono il suo insegnamento figurarono anche il giornalista ed editore Alfred Richard Orage, che ne diffuse le idee negli Stati Uniti e in Inghilterra, e Olgivanna Lazović, in seguito moglie dell'architetto Frank Lloyd Wright.
Nel 1924 un viaggio negli Stati Uniti gli procurò una notevole notorietà, ma proprio in quell'anno fu vittima di un grave incidente stradale, dal quale si riprese lentamente e che lo indusse a ridurre drasticamente le attività dell'Istituto, dedicandosi da quel momento soprattutto alla scrittura della propria opera più ambiziosa, la trilogia Tutto e tutti, della quale il volume più noto resta Racconti di Belzebù a suo nipote.
Nel 1933 l'Istituto di Fontainebleau, in difficoltà finanziarie, fu definitivamente chiuso, e tra il 1933 e il 1935 Gurdjieff si trasferì prevalentemente negli Stati Uniti per insegnare a piccoli gruppi di allievi, per poi fare ritorno a Parigi, dove continuò a riunire una ristretta cerchia di discepoli anche durante l'occupazione nazista.
Morì nel 1949 a Neuilly-sur-Seine, nei pressi di Parigi, lasciando la guida del proprio insegnamento alla discepola più fedele, Jeanne de Salzmann, che si sarebbe poi adoperata per la pubblicazione postuma dei suoi scritti e per la diffusione organizzata del suo metodo attraverso le fondazioni Gurdjieff sorte in diversi paesi.
La sua figura, avvolta per tutta la vita in un alone di mistero e di ambiguità volutamente coltivato, resta una delle più enigmatiche e controverse tra i maestri spirituali che hanno influenzato il pensiero esoterico occidentale del Novecento.
Frasi di George Gurdjieff
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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La felicità è una scelta, non un risultato.
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