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Le cose non sono mai tanto torbide, che non abbiano alcun attacco di speranza.
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La verità è in un pozzo. Quando Democrito disse questa sentenza, volle notificare agli uomini che la verità era occulta, stavasi in una grandissima profondità, e ch'era una fatica e uno stento gravissimo il ripescarla, e il trarnela fuori di quelle tenebre, e scoprirla agli occhi de' mortali.
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Dice un detto volgare, che all'orsa paiono belli i suoi orsacchini: ma non crediate che le sembrino mai cotanto miracolosi, quanto le sue scritture a uno che scrive.
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Non v'ha cosa più vera della storia; più necesaria, più utile. Vera, perché per lo più chi la scrive nasce cinque o seicent'anni doppoi che i fatti che si vogliono trattare sono accaduti, o s'è creduto che siano accaduti: laonde è assai facil cosa rivangare monumenti, spogliare archivii che più non esistono, e saper le cose de' morti con chiarezza e precisione, quando non sarebbe possibile trovar quelle de' vivi.
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Chi trovò l'amico,
trovò il tesoro; e se in bilancia metti
l'oro e l'argento, più l'amico pesa.
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Se nelle famiglie entra un letterato, vuole in ogni cosa ammaestrare.
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È usanza quasi comune di tutti i secoli, che la più infelice e scontenta razza del mondo sieno stati sempre i letterati.
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Di tutti i dispetti, il maggiore credo che sia quello di un uomo il quale sappia fare squisitamente l'arte sua e venga censurato e caratato da coloro che non la sanno né punto né poco.
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Io non voglio altro esempio, fuorché quello degli scrittori, i quali si può dire che si cavino la pelle l'un l'altro, e non cessino mai di rubacchiare questo da quello; e ognuno fa sfoggio dell'altrui, come di trovati suoi propri.
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Io taglio me medesimo, fo notomia del cuor mio, di tutte le voglie di quello, del mio cervello, dell'intelletto, e di tutto quello ch'è in me, che somiglia a tutto quello ch'è in me, che somiglia a tutto quello ch'è in altrui; e notomizzando me stesso minutamente, so conoscere quel che sono tutti gli altri uomini in generale.
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La misura ne' passatempi e rimedio della vita; ed io tanto veggo magri, sparuti e disossati quelli che non pensano ad altro che al sollazzo, quanto quelli che tirano continuamente quella benedetta carretta delle faccende.