Biografia di Errol Flynn
Nazione: Stati Uniti d'America
Errol Leslie Flynn nacque a Hobart, Australia, il 20 giugno 1909 e morì a Vancouver, Canada il 14 ottobre 1959. Fu un attore.
Figlio dell'eminente biologo e oceanografo Teodoro Flynn e di una madre avventurosa e irrequieta, mostrò fin da piccolo un carattere vivace e spesso problematico, tanto da essere espulso da tutte le scuole in cui lo iscrissero.
Cresciuto in un ambiente relativamente agiato, nonostante le iniziali difficoltà scolastiche e i trasferimenti in diverse scuole, il giovane Errol mostrò presto un'inclinazione per il rischio e l'avventura, coltivando sport come il pugilato, il nuoto e l'equitazione, e intraprendendo in giovanissima età una serie di mestieri disparati: cercatore d'oro, sorvegliante di una piantagione, manovale, soldato, pescatore di perle, giornalista, impiegato, cuoco di bordo, fino ad arrivare a lavori più legati al mondo dello spettacolo come attore teatrale in Australia e poi in Inghilterra.
Nel 1933, dopo un periodo di formazione in teatro a Londra, fu notato da un produttore e invitato a recarsi a Hollywood, dove la Warner Bros. lo ingaggiò rapidamente, riconoscendogli un fascino fisico, uno stile disinvolto e un'agilità naturale che si adattavano perfettamente alle richieste del grande cinema degli anni Trenta.
Il suo esordio in America fu segnato da un'ascesa fulminea: nel 1935 divenne una vera stella grazie a Capitan Blood di Michael Curtiz, in cui interpretava un medico trasformato in pirata, incarnando un eroe spavaldo, cinico ma generoso, con un mix di charme, ironia e virtuosismo nelle scene d'azione che lo consacrarono come il nuovo "spadaccino" del cinema, uno dei primi divi in grado di coniugare fisicità, eleganza e carisma sessuale.
Seguirono subito dopo altri titoli memorabili, come La carica dei 600 (1936), Il principe e il povero (1937) e soprattutto La leggenda di Robin Hood (1938), film in costume a colori che diventò un vero capolavoro del genere avventuroso e restituì a Flynn un'immagine definitiva di eroe romantico, ribelle, seduttore e combattente, amato dalle donne e temuto dai cattivi, sempre diretto da grandi registi come Curtiz e Raoul Walsh.
Nel periodo tra la fine degli anni Trenta e gli anni Quaranta Errol Flynn divenne una delle colonne della Warner Bros., al fianco di attori del calibro di Humphrey Bogart, James Cagney e Bette Davis, con cui interpretò anche Le vite private di Elisabetta e Essex (1939), dove la relazione con la regina, interpretata da Davis, esalta il suo ruolo di amante pericoloso e malinconico, e prosegue con film come Il mare devo conquistare (1940), Il sentiero della gloria (1942) e La bandiera sventola ancora (1943), che lo consolidarono come uno dei divi più popolari e ricercati dello schermo.
La sua vita privata, però, diventò altrettanto leggendaria delle sue interpretazioni: appassionato di alcol, donne e avventure, veniva descritto come un bevitore eccessivo, sempre al centro di scandali, con un imaging di vita notturna, fughe, ballpark e storie di flirt e matrimoni falliti, tra cui i legami con Lili Damita, Nora Eddington e Patrice Wymore, e una serie di processi e cause giudiziarie che ferirono la sua immagine e anticiparono il declino fisico.
Nel 1942 fu coinvolto in un celebre processo per stupro, con due accuse da parte di ragazze minorenni; dopo un'inchiesta mediatica estenuante venne assolto, e qualcuno arrivò a dire che fosse stata tutta una montatura per distruggere lui e, di riflesso, Jack Warner, il quale si sarebbe rifiutato di pagare una tangente a qualche membro del municipio, ma la vicenda gettò un'ombra sulla sua reputazione, pur non impedendogli di continuare a lavorare a Hollywood, seppure in un'area progressivamente più ristretta rispetto ai fasti precedenti.
Negli anni Cinquanta, con l'età e l'accumulo di eccessi, il suo aspetto si deteriorò rapidamente: l'alcolismo, una forma di malaria, il rischio costante e il ritmo dissennato della vita quotidiana lo invecchiarono precocemente, tanto che, a poco più di quarant'anni, pareva già un uomo segnato dal tempo.
Trascorse gli ultimi anni in Canada, continuando a girare film ma con un appeal meno radioattivo, e morì a cinquant'anni per un infarto.
Secondo la leggenda, le sue ultime parole furono di rammarico per dover morire "prima di quello stronzo di Jack Warner".
Volle essere sepolto con 12 bottiglie di whiskey poichè temeva che nell'aldilà fosse difficile procurarsi degli alcoolici e non avrebbe potuto sopportare di stare senza bere per l'eternità. Il suo desiderio fu esaudito dal regista Raoul Walsh, anche se noi ci chiediamo quanto mai potranno durare quelle 12 bottiglie...
Figlio dell'eminente biologo e oceanografo Teodoro Flynn e di una madre avventurosa e irrequieta, mostrò fin da piccolo un carattere vivace e spesso problematico, tanto da essere espulso da tutte le scuole in cui lo iscrissero.
Cresciuto in un ambiente relativamente agiato, nonostante le iniziali difficoltà scolastiche e i trasferimenti in diverse scuole, il giovane Errol mostrò presto un'inclinazione per il rischio e l'avventura, coltivando sport come il pugilato, il nuoto e l'equitazione, e intraprendendo in giovanissima età una serie di mestieri disparati: cercatore d'oro, sorvegliante di una piantagione, manovale, soldato, pescatore di perle, giornalista, impiegato, cuoco di bordo, fino ad arrivare a lavori più legati al mondo dello spettacolo come attore teatrale in Australia e poi in Inghilterra.
Nel 1933, dopo un periodo di formazione in teatro a Londra, fu notato da un produttore e invitato a recarsi a Hollywood, dove la Warner Bros. lo ingaggiò rapidamente, riconoscendogli un fascino fisico, uno stile disinvolto e un'agilità naturale che si adattavano perfettamente alle richieste del grande cinema degli anni Trenta.
Il suo esordio in America fu segnato da un'ascesa fulminea: nel 1935 divenne una vera stella grazie a Capitan Blood di Michael Curtiz, in cui interpretava un medico trasformato in pirata, incarnando un eroe spavaldo, cinico ma generoso, con un mix di charme, ironia e virtuosismo nelle scene d'azione che lo consacrarono come il nuovo "spadaccino" del cinema, uno dei primi divi in grado di coniugare fisicità, eleganza e carisma sessuale.
Seguirono subito dopo altri titoli memorabili, come La carica dei 600 (1936), Il principe e il povero (1937) e soprattutto La leggenda di Robin Hood (1938), film in costume a colori che diventò un vero capolavoro del genere avventuroso e restituì a Flynn un'immagine definitiva di eroe romantico, ribelle, seduttore e combattente, amato dalle donne e temuto dai cattivi, sempre diretto da grandi registi come Curtiz e Raoul Walsh.
Nel periodo tra la fine degli anni Trenta e gli anni Quaranta Errol Flynn divenne una delle colonne della Warner Bros., al fianco di attori del calibro di Humphrey Bogart, James Cagney e Bette Davis, con cui interpretò anche Le vite private di Elisabetta e Essex (1939), dove la relazione con la regina, interpretata da Davis, esalta il suo ruolo di amante pericoloso e malinconico, e prosegue con film come Il mare devo conquistare (1940), Il sentiero della gloria (1942) e La bandiera sventola ancora (1943), che lo consolidarono come uno dei divi più popolari e ricercati dello schermo.
La sua vita privata, però, diventò altrettanto leggendaria delle sue interpretazioni: appassionato di alcol, donne e avventure, veniva descritto come un bevitore eccessivo, sempre al centro di scandali, con un imaging di vita notturna, fughe, ballpark e storie di flirt e matrimoni falliti, tra cui i legami con Lili Damita, Nora Eddington e Patrice Wymore, e una serie di processi e cause giudiziarie che ferirono la sua immagine e anticiparono il declino fisico.
Nel 1942 fu coinvolto in un celebre processo per stupro, con due accuse da parte di ragazze minorenni; dopo un'inchiesta mediatica estenuante venne assolto, e qualcuno arrivò a dire che fosse stata tutta una montatura per distruggere lui e, di riflesso, Jack Warner, il quale si sarebbe rifiutato di pagare una tangente a qualche membro del municipio, ma la vicenda gettò un'ombra sulla sua reputazione, pur non impedendogli di continuare a lavorare a Hollywood, seppure in un'area progressivamente più ristretta rispetto ai fasti precedenti.
Negli anni Cinquanta, con l'età e l'accumulo di eccessi, il suo aspetto si deteriorò rapidamente: l'alcolismo, una forma di malaria, il rischio costante e il ritmo dissennato della vita quotidiana lo invecchiarono precocemente, tanto che, a poco più di quarant'anni, pareva già un uomo segnato dal tempo.
Trascorse gli ultimi anni in Canada, continuando a girare film ma con un appeal meno radioattivo, e morì a cinquant'anni per un infarto.
Secondo la leggenda, le sue ultime parole furono di rammarico per dover morire "prima di quello stronzo di Jack Warner".
Volle essere sepolto con 12 bottiglie di whiskey poichè temeva che nell'aldilà fosse difficile procurarsi degli alcoolici e non avrebbe potuto sopportare di stare senza bere per l'eternità. Il suo desiderio fu esaudito dal regista Raoul Walsh, anche se noi ci chiediamo quanto mai potranno durare quelle 12 bottiglie...
Frasi di Errol Flynn
Per ora abbiamo un totale di 13 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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I pettegolezzi non sono quello che dicono su di te, ma quello che sussurrano.
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