Biografia di Antonio Fogazzaro
Nazione: Italia
Antonio Fogazzaro nacque a Vicenza il 25 marzo 1842 e morì sempre a Vicenza il 7 marzo 1911. Fu scrittore e poeta.
Nacque da Mariano Fogazzaro, deputato risorgimentale antiaustriaco che partecipò alla difesa della città nel 1848, e da Cecilia Fogazzaro, in una famiglia borghese cattolica e patriottica che si rifugiò a Torino nel 1859 per sfuggire al dominio asburgico, segnando la sua giovinezza con l'esilio volontario e un clima di fervore unitario.
Fin da studente liceale mostrò inclinazioni letterarie, studiando giurisprudenza all'Università di Padova e poi a Torino dove si laureò nel 1864 senza mai esercitare la professione, preferendo invece viaggiare in Italia e frequentare circoli intellettuali come quelli scapigliati milanesi con Arrigo Boito, mentre componeva le prime poesie patriottiche e religiose raccolte in Stella matutina (1860) e il romanzo giovanile I misteri di Villa Betani (1867, inedito fino al 2007).
Tornato a Vicenza nel 1865, visse tra ville di famiglia come Villa Fogazzaro Roi a Oria (CO) dove ambientò molte storie, sposando Annina Morlani nel 1866 da cui ebbe quattro figli, e pubblicando Malombra (1881), dramma psicologico di passione ossessiva, e Daniele Cortis (1884), sul conflitto tra amore e dovere politico.
Negli anni Ottanta e Novanta raggiunse la maturità narrativa con Piccolo mondo antico (1895), suo capolavoro sul romanticismo risorgimentale e il contrasto tra tradizione cattolica e progresso laico, seguito da Piccolo mondo moderno (1900-1901) che esplorava il modernismo teologico. Fu nominato senatore del Regno nel 1896 e viaggiò in Europa incontrando figure come il cardinale Désiré-Joseph Mercier.
Il romanzo Il santo (1905), che ritrae un cattolico mistico in tensione con la Chiesa gerarchica, venne posto all'Indice nel 1906 dal Sant'Uffizio per sospetto modernismo, movimento riformatore a cui aderì pubblicamente con conferenze e il memorandum Rendete a Cesare (1906), esacerbando il conflitto con Pio X che condannò il modernismo con l'enciclica Pascendi dominici gregis.
Compose anche poesie come Valsolda (1898), novelle, come per esempio Miralba (1899) e opere teatrali come Minuzzolo (1905), vivendo gli ultimi anni tra Vicenza e il lago di Lugano in attesa di una riconciliazione con la Chiesa che non avvenne mai.
Nacque da Mariano Fogazzaro, deputato risorgimentale antiaustriaco che partecipò alla difesa della città nel 1848, e da Cecilia Fogazzaro, in una famiglia borghese cattolica e patriottica che si rifugiò a Torino nel 1859 per sfuggire al dominio asburgico, segnando la sua giovinezza con l'esilio volontario e un clima di fervore unitario.
Fin da studente liceale mostrò inclinazioni letterarie, studiando giurisprudenza all'Università di Padova e poi a Torino dove si laureò nel 1864 senza mai esercitare la professione, preferendo invece viaggiare in Italia e frequentare circoli intellettuali come quelli scapigliati milanesi con Arrigo Boito, mentre componeva le prime poesie patriottiche e religiose raccolte in Stella matutina (1860) e il romanzo giovanile I misteri di Villa Betani (1867, inedito fino al 2007).
Tornato a Vicenza nel 1865, visse tra ville di famiglia come Villa Fogazzaro Roi a Oria (CO) dove ambientò molte storie, sposando Annina Morlani nel 1866 da cui ebbe quattro figli, e pubblicando Malombra (1881), dramma psicologico di passione ossessiva, e Daniele Cortis (1884), sul conflitto tra amore e dovere politico.
Negli anni Ottanta e Novanta raggiunse la maturità narrativa con Piccolo mondo antico (1895), suo capolavoro sul romanticismo risorgimentale e il contrasto tra tradizione cattolica e progresso laico, seguito da Piccolo mondo moderno (1900-1901) che esplorava il modernismo teologico. Fu nominato senatore del Regno nel 1896 e viaggiò in Europa incontrando figure come il cardinale Désiré-Joseph Mercier.
Il romanzo Il santo (1905), che ritrae un cattolico mistico in tensione con la Chiesa gerarchica, venne posto all'Indice nel 1906 dal Sant'Uffizio per sospetto modernismo, movimento riformatore a cui aderì pubblicamente con conferenze e il memorandum Rendete a Cesare (1906), esacerbando il conflitto con Pio X che condannò il modernismo con l'enciclica Pascendi dominici gregis.
Compose anche poesie come Valsolda (1898), novelle, come per esempio Miralba (1899) e opere teatrali come Minuzzolo (1905), vivendo gli ultimi anni tra Vicenza e il lago di Lugano in attesa di una riconciliazione con la Chiesa che non avvenne mai.
Frasi di Antonio Fogazzaro
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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La libertà è stata un ideale e adesso non può essere che un'arma.
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