Biografia di Vito Dumas

Nazione: Argentina
Vito Dumas nacque a Palermo, un sobborgo di Buenos Aires il 26 settembre 1900 e morì sempre a Buenos Aires il 28 marzo 1965. Fu navigatore e scrittore.
La sua vita fu segnata da imprese coraggiose e sfide estreme in mare aperto, nonostante le difficoltà economiche e la sfortuna che lo accompagnarono. Prima di dedicarsi alla navigazione, Dumas si era distinto in altre attività sportive come il pugilato e il nuoto. Nel 1931, tentò senza successo di attraversare la Manica a nuoto mentre si trovava in Francia.
Sul finire di quell'anno decise di intraprendere un viaggio che lo avrebbe portato dal Golfo di Guascogna fino in Sudamerica, ripercorrendo la prima parte del viaggio di Colombo, su una barca di poco più di 10 metri di lunghezza, chiamata Lehg. Dopo aver rischiato di affondare appena partito, riuscì nell'impresa e narrò questa sua avventura in una libro intotolato Verso la Croce del Sud.
La sua carriera da navigatore toccò però l'apice con un'impresa epocale compiuta tra il giugno 1942 e il settembre 1943: Dumas partì per una circumnavigazione in solitaria dell'oceano Meridionale a bordo della sua imbarcazione, la Lehg II, lungo la rotta dei Quaranta ruggenti.
I Quaranta ruggenti non sono altro che una linea immaginaria che gira tutto intorno all'emisfero australe all'altezza del quarantesimo parallelo sud. Questa dicitura è oggettivamente imprecisa, in quanto il quarantesimo parallelo scorre all'altezza di Buenos Aires e, dall'altra parte dell'Atlantico, di Città del Capo, in Sudafrica, mentre il grosso del viaggio di Dumas si svolse invece ad una latitudine inferiore, cioè più a Sud, lungo la quale, a parte la propaggine più meridionale del sudamerica, si può circumnavigare il globo senza incontrare terraferma da nessuna parte.
Questo viaggio lo rese il primo navigatore a superare i tre grandi capi (Capo di Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn) in solitaria, stabilendo un record che lo consacrò come uno dei più grandi navigatori della storia.
Dumas ha lasciato un'impronta duratura nella letteratura marinaresca con le sue opere autobiografiche, tra cui Mis viajes e, appunto, I quaranta ruggenti, che raccontano le sue avventure in mare e offrono una visione intima della sua vita da navigatore.
Nonostante la sua fama, il nome di Dumas è spesso evitato nelle conversazioni di bordo, forse a causa della sfortuna che lo ha accompagnato, ma le sue gesta rimangono un esempio di tenacia e determinazione. Quando morì, nel 1965 a Buenos Aires, lasciò dietro di sé un'eredità di coraggio e avventura che continua a ispirare navigatori e appassionati di vela in tutto il mondo.
La sua vita fu segnata da imprese coraggiose e sfide estreme in mare aperto, nonostante le difficoltà economiche e la sfortuna che lo accompagnarono. Prima di dedicarsi alla navigazione, Dumas si era distinto in altre attività sportive come il pugilato e il nuoto. Nel 1931, tentò senza successo di attraversare la Manica a nuoto mentre si trovava in Francia.
Sul finire di quell'anno decise di intraprendere un viaggio che lo avrebbe portato dal Golfo di Guascogna fino in Sudamerica, ripercorrendo la prima parte del viaggio di Colombo, su una barca di poco più di 10 metri di lunghezza, chiamata Lehg. Dopo aver rischiato di affondare appena partito, riuscì nell'impresa e narrò questa sua avventura in una libro intotolato Verso la Croce del Sud.
La sua carriera da navigatore toccò però l'apice con un'impresa epocale compiuta tra il giugno 1942 e il settembre 1943: Dumas partì per una circumnavigazione in solitaria dell'oceano Meridionale a bordo della sua imbarcazione, la Lehg II, lungo la rotta dei Quaranta ruggenti.
I Quaranta ruggenti non sono altro che una linea immaginaria che gira tutto intorno all'emisfero australe all'altezza del quarantesimo parallelo sud. Questa dicitura è oggettivamente imprecisa, in quanto il quarantesimo parallelo scorre all'altezza di Buenos Aires e, dall'altra parte dell'Atlantico, di Città del Capo, in Sudafrica, mentre il grosso del viaggio di Dumas si svolse invece ad una latitudine inferiore, cioè più a Sud, lungo la quale, a parte la propaggine più meridionale del sudamerica, si può circumnavigare il globo senza incontrare terraferma da nessuna parte.
Questo viaggio lo rese il primo navigatore a superare i tre grandi capi (Capo di Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn) in solitaria, stabilendo un record che lo consacrò come uno dei più grandi navigatori della storia.
Dumas ha lasciato un'impronta duratura nella letteratura marinaresca con le sue opere autobiografiche, tra cui Mis viajes e, appunto, I quaranta ruggenti, che raccontano le sue avventure in mare e offrono una visione intima della sua vita da navigatore.
Nonostante la sua fama, il nome di Dumas è spesso evitato nelle conversazioni di bordo, forse a causa della sfortuna che lo ha accompagnato, ma le sue gesta rimangono un esempio di tenacia e determinazione. Quando morì, nel 1965 a Buenos Aires, lasciò dietro di sé un'eredità di coraggio e avventura che continua a ispirare navigatori e appassionati di vela in tutto il mondo.
Frasi di Vito Dumas
Abbiamo un totale di 3 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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É laggiù, sul mare, che si è se stessi!
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