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Come il soverchio dire reca fastidio, così reca il soverchio tacere odio.
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O Sonno, o de la queta, umida, ombrosa
notte placido figlio; o de' mortali
egri conforto, oblìo dolce de' mali
sì gravi, ond'è la vita aspra e noiosa.
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Male fanno ancora quelli, che tratto tratto si pongono a recitar i sogni loro con tanta affezione e facendone sì gran maraviglia, che è uno sfinimento di cuore a sentirli.
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Conviene ubbidire non alla buona, ma alla moderna usanza.
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E se tutta la tua città averà tonduti i capelli, non si vuol portare la zazzera.
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Gloria non di virtù figlia, che vale?