Frasi di Giovanni Della Casa



1/13

Come il soverchio dire reca fastidio, così reca il soverchio tacere odio.

2/13

O Sonno, o de la queta, umida, ombrosa
notte placido figlio; o de' mortali
egri conforto, oblìo dolce de' mali
sì gravi, ond'è la vita aspra e noiosa.

3/13

Male fanno ancora quelli, che tratto tratto si pongono a recitar i sogni loro con tanta affezione e facendone sì gran maraviglia, che è uno sfinimento di cuore a sentirli.

4/13

Conviene ubbidire non alla buona, ma alla moderna usanza.

5/13

E se tutta la tua città averà tonduti i capelli, non si vuol portare la zazzera.

6/13

Gloria non di virtù figlia, che vale?

7/13

Gli uomini odiano in altrui eziandio i loro vizii medesimi.

8/13

Non dee l'uomo nobile correre per via né troppo affrettarsi: che ciò conviene a palafreniere e non a gentiluomo.

9/13

Sono ancora di quelli che così si dimenano e scontorconsi e prostendonsi e sbadigliano.

10/13

Egli è maggior fatica a guadagnare il primo migliaio, che poi col primo migliaio, il decimo e il vigesimo.

11/13

Gli uomini deonsi piuttosto pesare con la stadera del mugnaio che con la bilancia dell'orafo.

12/13

Lasso, che 'nvan te chiamo, e queste oscure
e gelide ombre invan lusingo. O piume
d'asprezza colme! o notti acerbe e dure!

13/13

Il rompere altrui le parole in bocca è noioso e spiace, non altrimenti che quando l'uomo è mosso a correre, ed altri lo ritiene.




Biografia di Giovanni Della Casa