Biografia di Pedro Calderón de la Barca

Pedro Calderón de la Barca
Nazione: Spagna    
Pedro Calderón de la Barca nacque a Madrid il 17 gennaio 1600 e morì sempre a Madrid il 25 maggio 1681. Fu scrittore, drammaturgo, poeta e sacerdote.

Nacque in una famiglia agiata di origini nobiliari, figlio di Diego Calderón, segretario del Consiglio e della Contaduría Mayor de Hacienda, e di una madre basca, Ana María de Henao, che morì quando lui aveva solo dieci anni.

Rimase orfano anche del padre poco dopo, nel 1612, e questo evento lo spinse verso gli studi ecclesiastici al Collegio imperiale dei gesuiti e all'Università di Salamanca, dove si laureò in diritto canonico e civile intorno al 1620.

Negli anni '20 del Seicento iniziò la sua carriera letteraria scrivendo poesie e le prime commedie, come Amor, honor y poder nel 1623, e partecipò a concorsi poetici, vincendo nel 1620 quello bandito dall'Accademia di Madrid, mentre frequentava la corte di Filippo IV, entrando in contatto con Lope de Vega, maestro del teatro spagnolo che lo influenzò profondamente.

Tra il 1625 e il 1635 servì nell'esercito spagnolo in Italia e nelle Fiandre, distinguendosi per il coraggio, e al ritorno scrisse capolavori come El médico de su honra e La vida es sueño nel 1635, opere che lo consacrarono come il principale drammaturgo dopo la morte di Lope de Vega (avvenuta nel 1635).​

Nel 1636 fu nominato cavaliere dell'Ordine di Santiago dal re Filippo IV, che lo elesse direttore del Coliseo del Buen Retiro, dove compose autos sacramentales (brevi drammi religiosi) e zarzuelas (operette) come El mayor encanto, amor, collaborando con musicisti come Juan Hidalgo e scenografi italiani come Cosme Lotti.

Partecipò attivamente alle campagne militari: nel 1638 al sitio di Fuenterrabía, nel 1640-1642 alla guerra di secessione catalana, durante la quale fu ferito a Lérida, e ottenne una pensione vitalizia nel 1642. Questo periodo, segnato dalla chiusura dei teatri pubblici dal 1644 al 1649 per lutto reale, lo immerse in una crisi personale aggravata dalle morti dei fratelli José nel 1645 e Diego nel 1647, e dalla caduta del conte-duca di Olivares.

Ripresasi l'attività teatrale nel 1649, scrisse El gran teatro del mundo e nel 1650 entrò nella Terza Ordine francescana, ordinandosi sacerdote il 19 marzo 1651, assumendo poi l'incarico di cappellano dei Reyes Nuevos a Toledo, pur continuando a comporre per la corte.​

In qualità di cappellano onorario di Filippo IV dal 1663, Calderón produsse oltre 120 opere, tra cui El alcalde de Zalamea e numerosi autos sacramentales come La cena del rey Baltasar, influenzando discepoli come Agustín Moreto e Francisco de Rojas Zorrilla, mentre la sua vita matura fu segnata da una profonda spiritualità barocca che permeava i temi di onore, sogno e illusione della vita.

Morì a Madrid, alla vigilia di Pentecoste, e fu sepolto nella chiesa dei Francescani, lasciando un'eredità immensa come massimo esponente del teatro del Siglo de Oro spagnolo.​


Frasi di Pedro Calderón de la Barca

Per ora abbiamo un totale di 2 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Il valore è figlio della prudenza, non della temerarietà.


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