Biografia di Paolo Cognetti
Nazione: Italia
Paolo Cognetti è nato a Milano il 27 gennaio 1978. È uno scrittore.
Nacque in una famiglia della piccola borghesia, crescendo tra la Fiera e San Siro, in un "non-quartiere" di confine tra borghesia e periferia popolare, con un padre gran lavoratore spesso arrabbiato e una madre con cui mantiene un forte legame, e passando le estati nella baita di famiglia in Valle d'Aosta, fatto che alimentò la sua passione per la montagna fin dall'infanzia.
Fin dalla giovinezza fu un bambino da appartamento, chiuso in casa per timidezza, ma a diciotto anni esordì come scrittore con racconti e si iscrisse a Matematica all'Università di Milano, abbandonandola presto per diplomarsi in Sceneggiatura alla Civica Scuola di Cinema nel 1999, fondando poi la casa di produzione indipendente Cameracar.
Negli anni 2000 realizzò documentari a sfondo sociale, politico e letterario come Vietato scappare, Isbam, Box, La notte del leone, Scrivere/New York (2004, ritratti di scrittori newyorkesi) e Il lato sbagliato del ponte, girati tra Milano, New York e Valle d'Aosta, mentre esordì in letteratura nel 2003 con Fare ordine, vincitore del Premio Subway-Letteratura e incluso in La qualità dell'aria curata da Nicola Lagioia e Christian Raimo.
Negli anni successivi pubblicò tre raccolte di racconti: Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007) e Sofia si veste sempre di nero (2012, finalista al Premio Campiello), esplorando disagio giovanile, precarietà e montagna come rifugio, mentre Il ragazzo selvatico (2013) nacque dai suoi eremitaggi in Valle d'Aosta dopo i trent'anni.
Il successo arrivò con Le otto montagne (2016, Einaudi), romanzo sull'amicizia maschile e il rapporto con la montagna ispirato alla Valle d'Aosta, vincitore del Premio Strega 2017 e Strega Giovani, tradotto in 40 lingue e adattato in film da Charlotte Vandermeersch e Felix Van Groeningen con Oscar per il miglior film straniero nel 2023.
Tra le sue opere successive spiccano La parte degli animali (2021), Mario torna alla terra (2023) e La regina del bivio (2024). Organizza il festival Libri nelle valli in Valle d'Aosta e ha aperto un rifugio alpino, vivendo tra Milano e la montagna.
Riservato e assente dai social, Cognetti ha collaborato con registi e scrittori come Lagioia, incarnando una voce generazionale attenta a precarietà e natura. Nel 2024 è stato curato per un disturbo bipolare del quale ha anche parlato nel programma televisivo "Le iene".
Nacque in una famiglia della piccola borghesia, crescendo tra la Fiera e San Siro, in un "non-quartiere" di confine tra borghesia e periferia popolare, con un padre gran lavoratore spesso arrabbiato e una madre con cui mantiene un forte legame, e passando le estati nella baita di famiglia in Valle d'Aosta, fatto che alimentò la sua passione per la montagna fin dall'infanzia.
Fin dalla giovinezza fu un bambino da appartamento, chiuso in casa per timidezza, ma a diciotto anni esordì come scrittore con racconti e si iscrisse a Matematica all'Università di Milano, abbandonandola presto per diplomarsi in Sceneggiatura alla Civica Scuola di Cinema nel 1999, fondando poi la casa di produzione indipendente Cameracar.
Negli anni 2000 realizzò documentari a sfondo sociale, politico e letterario come Vietato scappare, Isbam, Box, La notte del leone, Scrivere/New York (2004, ritratti di scrittori newyorkesi) e Il lato sbagliato del ponte, girati tra Milano, New York e Valle d'Aosta, mentre esordì in letteratura nel 2003 con Fare ordine, vincitore del Premio Subway-Letteratura e incluso in La qualità dell'aria curata da Nicola Lagioia e Christian Raimo.
Negli anni successivi pubblicò tre raccolte di racconti: Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007) e Sofia si veste sempre di nero (2012, finalista al Premio Campiello), esplorando disagio giovanile, precarietà e montagna come rifugio, mentre Il ragazzo selvatico (2013) nacque dai suoi eremitaggi in Valle d'Aosta dopo i trent'anni.
Il successo arrivò con Le otto montagne (2016, Einaudi), romanzo sull'amicizia maschile e il rapporto con la montagna ispirato alla Valle d'Aosta, vincitore del Premio Strega 2017 e Strega Giovani, tradotto in 40 lingue e adattato in film da Charlotte Vandermeersch e Felix Van Groeningen con Oscar per il miglior film straniero nel 2023.
Tra le sue opere successive spiccano La parte degli animali (2021), Mario torna alla terra (2023) e La regina del bivio (2024). Organizza il festival Libri nelle valli in Valle d'Aosta e ha aperto un rifugio alpino, vivendo tra Milano e la montagna.
Riservato e assente dai social, Cognetti ha collaborato con registi e scrittori come Lagioia, incarnando una voce generazionale attenta a precarietà e natura. Nel 2024 è stato curato per un disturbo bipolare del quale ha anche parlato nel programma televisivo "Le iene".
Frasi di Paolo Cognetti
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Fuggire in alto dalle cose che ti tormentavano in basso.
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